L’origine, l’evoluzione e lo sviluppo della Vita, Morte e Rinascita tra Scienza, Filosofia e Cinema [2]

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di Fabrizio Manco

La suddivisione delle ere Geologiche

La storia della terra è stata divisa in tre grandi ere: il Paleozoico, il quale comprende il Cambriano, l’Ordoviciano, il Siluriano, il Devoniano e il Permiano, va dalle prime forme di vita pluricellulari e complesse fino allo sviluppo dei primi vertebrati terrestri come i Tetrapodi. Il Mesozoico, è l’epoca più conosciuta in quanto è l’epoca dei dinosauri, divisa a sua volta dal geologo inglese Charles Lyell in Triassico, Giurassico e Cretaceo. Il Cenozoico si sviluppa in numerose epoche: esso va dalla grande estinzione dei dinosauri fino alla comparsa della specie umana, circa 6 milioni di anni fa (Paleocene, Eocene, Oligocene, Miocene, Pliocene, Pleistocene, Olocene/ Neozoico).

Durante il Devoniano, circa 370 milioni di anni fa, una tipologia di pesci con le pinne carnose e sviluppate, come I Crossopterygi, ai quali appartengono gli odierni dipnoi, incominciarono a uscire dalle acque, originando le prime forme di tetrapodi, cioè le creature che compongono la quasi totalità dei vertebrati terrestri. Le prime forme di transizione dalle acque alle terre emerse sono Acanthostega Gunnari, Ichtyostega, Pederpes finneyae e il Tiktaalik Roseae, scoperto e classificato da Neil Shubin nel 2004, il quale scrisse anche un bellissimo libro, dal titolo Il Pesce che è in noi (Edizioni Bur).

 

Alfred Wegener e la Deriva dei continenti

La variegata fauna e flora che nel corso dei milioni di anni ha attraversato le ere geologiche, trova conferma nel registro fossile depositato e conservato per milioni di anni nelle formazioni rocciose. In tutto ciò i continenti e la loro storia sono di fondamentale importanza. È stato Alfred Wegener a capire in maniera sistematica che i continenti nel corso dei milioni di anni della terra, si sono modificati, proprio come le specie viventi.  Alfred Wegener espose la sua teoria in due interventi: il primo risale al 6 gennaio 1912, dal titolo La formazione dei continenti e degli oceani in base alla geofisica; il secondo intervento è del 10 Gennaio 1912, ed è intitolato Gli spostamenti orizzontali dei continenti. I testi delle due conferenze divennero un libro pubblicato nel 1915, dal titolo La formazione dei continenti e degli oceani. 

Alfred Wegener raccolse tantissime prove nel corso delle sue ricerche: quelle più affascinanti riguardano la scoperta negli stessi continenti del rettile di acqua dolce denominato Mesosaurus tenuidens, che visse nel Permiano, il quale venne scoperto sia in Sudafrica che in Sudamerica, e le foglie fossili di un albero preistorico, la Glossopteris, una felce preistorica vissuta nel Triassico superiore, la quale fu scoperta in Madagascar, Australia, Africa, Antartide e Sudamerica. E fu sempre Alfred Wegener a chiamare il primo supercontinente formatosi con il nome di Pangea, parola greca che significa “Tutta terra “.

Alcuni pesci con le pinne più sviluppate, come abbiamo visto prima, le utilizzarono per trasformarle in proto- arti. Con la vita sulla Terra, si è modificata anche la loro strategia riproduttiva.  Infatti, gli anfibi hanno dato vita per la prima volta a delle uova, le quali a differenza di quelle dei pesci, potevano essere deposte in acque basse. Ma è comunque con i rettili che si modifica ogni cosa. I rettili discendono da un ramo degli anfibi: essi si sono specializzati in due classi diverse: gli Anapsidi e i Diapsidi. Gli anapsidi hanno un solo foro sul loro cranio, i diapsidi invece, hanno invece sviluppato due buchi sul cranio.  I dinosauri sono per esempio diapsidi.

L’ultimo antenato comune di anfibi rettili, dinosauri, mammiferi e uccelli, è il Casineria Kiddi, un rettile amniotico, il primo rappresentante della grande varietà degli animali amnioti terrestri

 

Le creature Amniotiche

Queste prime creature terrestri, classificate con il termine di Amnioti, hanno dato origine al liquido amniotico, il quale nei mammiferi placentari ha permesso lo sviluppo della placenta.  I primi amnioti furono delle piccole creature, come la già citata   Casineria kiddi, la quale comparve circa 340 milioni di anni fa, nel Carbonifero, quando i continenti terrestri erano in un unico superammasso: la Pangea. È durante questa epoca che comparvero i primi grandi rettili e i primi dinosauri, i quali però, erano molto piccoli e facili prede degli anfibi giganteschi.  Apparvero anche i sinapsidi, come i Pelicosauri e i Gorgonopsidi. Tutte queste specie si sono estinte nel Permiano, dove quasi la totalità degli esseri viventi di quel mondo si estinse senza lasciare dei discendenti diretti.  Circa 310 milioni di anni fa, la classe dei primi proti / mammiferi, che viene inclusa nei sinapsidi, si è separata dai sauropsidi, i quali raggruppano i rettili veri e propri e gli uccelli. I continenti terrestri incominciarono a separarsi in Laurasia e in Gondwana. I rettili amnioti erano tetrapodi, come tutti i vertebrati terrestri, essere umano compreso. Il vantaggio evolutivo degli amnioti era appunto la deposizione dell’uovo amniotico, il quale ha permesso ai tetrapodi rettiliformi di prosperare sulla terraferma.

 

La vita terrestre si evolve

Le uova degli anfibi e dei pesci possono essere divorate dai predatori; invece, le uova amniotiche possono essere protette sotto la sabbia o nascoste tra le rocce, e sfuggire così alla predazione. Il termine Amnioti   indica il fatto che le uova contengono l’Amnios, una speciale sacca che protegge l’embrione durante tutto il suo sviluppo embrionale. Questa sacca speciale, l’amnios appunto, è presente nei rettili, negli uccelli e nei mammiferi.

I dinosauri si sono divisi in saurischi, ornitischi, ornitopodi e teropodi. I saurischi, gli ornitischi e i sauropodi, erano erbivori, ma potevano essere anche onnivori. I teropodi erano invece solo carnivori.  Tra il Giurassico e il Cretaceo si svilupparono le maggiori specie di teropodi come i tyrannosauridi, gli abelisauridi, gli allosauri e gli spinosauri; questi ultimi erano caratterizzati da una vela dorsale. Durante il dominio dei dinosauri, si svilupparono anche gli uccelli e i mammiferi, che dopo la scomparsa dei dinosauri hanno riconquistato il pianeta. Da un ramo dei rettili si evolsero gli pterodattili, rettili alati che raggiunsero anche forme gigantesche come Hatzegoptery    thambema e il Qutzalcoatlus northropi. Da ricordare che i rettili volanti erano rettili che si evolsero a parte, e quindi non erano dei parenti stretti dei dinosauri. Alcuni di questi rettili sono tornati di nuovo in acqua, dando origine ai mosasauri, pliosauri, plesiosauri e agli ittiosauri, i quali erano rettili vivipari, cioè partorivano i cuccioli vivi come i mammiferi.

Il più grande pliosauro mai apparso sulla terra è stato il Predator X, il quale poteva raggiungere le dimensioni anche di dieci metri.  Visse nel Cretaceo superiore, circa 147 milioni di anni fa. Se quindi alcuni rettili evolsero le pinne e il patagio per il nuoto, altri rettili evolsero le membrane   alari, le quali diedero origine agli pterosauri. Nell’ epoca del Terziario si sono evoluti e diversificati i mammiferi e gli uccelli. Gli Uccelli sono discendenti da un ramo di alcuni teropodi che svilupparono il piumaggio, come gli oviraptosauri e i dromeosauri.  I mammiferi si sono specializzati in placentari e in marsupiali, e alcuni di essi hanno evoluto il volo, come i chirotteri: cioe’ i pipistrelli.  Ma anche scoiattoli volanti evolsero il volo, se pur utilizzato per piccoli spostamenti tra gli alberi. 

 

Arrivano i mammiferi

Un gruppo di mammiferi placentari tornò in acqua dando origine ai primi cetacei (Pakicetus, Ambulocetus, Basilosaurus, Prosqualodon, Squalodon) i quali dotati ancora di mascelle con denti e molari da carnivori, portarono allo sviluppo delle future balene e dei delfini. I primati, si evolsero in Africa, dove da piccole forme abitanti degli alberi, con una andatura quadrupede, si evolsero le scimmie antropomorfe, le quali circa 7 milioni di anni fa diedero origine ai primi antenati della specie umana: gli ardipitechi e gli australopitechi.  La specie umana anatomicamente moderna si è formata circa 300.000 mila anni fa, in Africa, dividendosi tra Homo di Neandhertal e Homo Sapiens.  Le popolazioni di Homo Sapiens emigrarono dall’Africa circa 100.000 anni, e si espansero in Asia, arrivando successivamente fino in America settentrionale. In Europa e in Eurasia, le Popolazioni di Homo Sapiens si fusero con quelle di Homo di Neanderthal.  Circa 10.OOO anni fa si formarono le Popolazioni Indoeuropee che intorno a 6000 anni fa raggiunsero l’Europa colonizzandola.  

 

La forma della storia filogenetica della terra

La storia umana ufficiale, quella raccontata nei libri di storia, iniziò con il diffondersi della scrittura ad opera dei Sumeri e degli Egizi, dello Ziqqurat e delle Piramidi, ma è possibile che la conoscenza di una forma di scrittura e di sapere era già in atto molto tempo prima. Prima dei Sumeri e Babilonesi, furono scoperte altre civiltà, le quali sono ancora considerate preistoriche: la civiltà di Gobekli tepe, del decimo millennio A. C.,   e la civiltà di Catal Huyuk, dell’ottavo millennio A. C.  Successivamente con l’avvento del Neolitico, iniziò la domesticazione degli animali (Ovini, Caprini, Bovini) e l’agricoltura.  Il resto è storia. 

Questa è in sintesi la storia della vita terra. Ma quello che ho appena esposto è il sistema cladistico orizzontale: È l’esposizione che viene fatta nei libri di scienze, in molti documentari e in opere divulgative. Tale esposizione è totalmente errata, perché la storia della vita sulla terra è un labirinto e un cespuglio intricato, non una linea che lentamente si alza e raggiunge la vetta.   La forma geometrica della vita sulla Terra è semmai una sorta di imbuto rovesciato o albero rovesciato, formato da continue ramificazioni.  Ciò che vorrei dire è che la storia della vita sulla terra non è una storia lineare, ma è come una linea a cespuglio e a zig- zag, caotica e frattale. È in cespuglio pieno di ramificazioni continue.   Soltanto così possiamo immaginare, se proprio lo si deve fare, la forma della linea della storia della vita sulla terra. 

Ma la filosofia cosa pensa, cosa afferma e come indaga la grande epopea della vita e dell’esistenza? bene, adesso proviamo ad analizzare le possibili risposte. I filosofi presocratici sono stati a tutti gli effetti degli scienziati veri e propri, perché hanno cercato attraverso le analisi della natura le risposte ai grandi quesiti della vita: non più cercando le risposte negli dèi e nei miti, ma attraverso la natura e i suoi fenomeni e manifestazioni. 

Fine seconda parte

Foto: Idee&Azione

31 marzo 2022