L’origine, l’evoluzione e lo sviluppo della Vita, Morte e Rinascita tra Scienza, Filosofia e Cinema [3]

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di Fabrizio Manco

I filosofi presocratici

Ogni filosofo presocratico ha proposto un principio dal quale si è originata tutta la realtà.  Secondo la testimonianza di Diogene Laerzio, che scrisse le Vite dei filosofi (Edizioni Bompiani), i filosofi presocratici sono stati i primi pensatori del Mediterraneo. Io da parte mia, affermo con certezza che questi primi pensatori hanno sviluppato le prime indagini scientifiche sulla vita. Di conseguenza, possiamo affermare che il primo pensiero scientifico nasce con loro. La filosofia ha dato origine alla scienza.  Diogene Laerzio li ha classificati secondo le famose scuole: scuola Ionica, scuola Eleatica e scuola di Samo. I filosofi in questione li ricordiamo ancora una volta: Talete, Anassimandro, Democrito, Anassimene, Anassagora, Eraclito e Parmenide. 

Per Talete il principio primo da dove si origina il tutto è l’acqua. L’acqua è l’elemento principale di ogni essere vivente, ed è il primo elemento ad apparire in modo uniforme sulla crosta terrestre dei primordi del Paleozoico. 

 

Il simbolismo dell’Acqua

L’acqua, quindi, è l’ambiente primordiale per eccellenza come abbiamo visto prima, nella quale, in base alle ipotesi scientifiche più aggiornate, sono nate le prime forme organiche. Per Democrito l’origine di tutto sono gli atomi, i quali si organizzano e creano dei sistemi. Per Eraclito è il fuoco, il quale attraverso le Conflagrazioni cosmiche plasma e riplasma il mondo. Un’attenta analisi la meritano anche Anassimandro e Anassagora. I loro frammenti filosofici si sono conservati nelle opere di altri filosofi greci come Aristotele, Alessandro di Afrodisia e Censorino. Altri frammenti sono stati conservati dai Padri della Chiesa come Ippolito, il quale nell’opera Confutazione di tutte le Eresie, ha conservato molti passaggi importanti.

La cosmologia di Anassimandro, letta attraverso ciò che rimane del suo pensiero, è in linea con le scoperte scientifiche biologico / evolutive della scienza moderna. Anassimandro, in base ai passaggi che ci sono giunti, affermava infatti che la vita giunge dalle acque. Infatti, in un’opera di Censorino De Die Natali, si è tramandato un passo importante: ecco cosa afferma Anassimandro:

Dalle acque e dalla terra riscaldate, nacquero i pesci e gli animali simili; dentro di loro si generarono feti umani che crebbero fino alla pubertà, poi una volta spezzate le loro membrane, uscirono uomini e donne che erano in grado di nutrirsi da soli “.  (Censorino / Anassimandro: De Dei Natali: Giorgio Colli, La Sapienza Greca)

Con questo passo Anassimandro, ci sta parlando del passaggio della vita dalle acque alla terra, attraverso la fase della Viviparita’. Egli attraverso un racconto ci parla del Devoniano, epoca nella quale si formarono i primi pesci, e della successiva conquista della terraferma di quest’ultimi: la loro trasformazione del loro corpo, dei loro arti e della loro struttura anatomica.  Inoltre, spiega per primo l’origine della viviparita’, quando I primi organismi rettiliformi modificarono le uova gelatinose e le sostituirono con le uova dal guscio duro: cioè le uova amniotiche. 

 

I pensatori fenici dimenticati

Il passaggio in questione sbalordisce per la sua modernità: in quanto Anassimandro aveva capito che è nell’acqua che si formarono i vertebrati, e che gli animali terrestri discendono da essi. Tuttavia, i Greci, non furono gli unici a intuire e a capire che la vita ha origine nelle acque, perché ci furono le popolazioni Fenice ed Egizie a comunicare attraverso le loro mitologie e cosmogonie del mondo, tale intuizione. Berosso, Filone di Biblos e Sanchuniaton, sono i tre grandi scrittori che hanno tramandato la tradizione e la mitologia Fenicia.

Di Berosso, sia della sua vita che della sua opera, ci rimangono preziosi frammenti e testimonianze tramandati come sempre da altri autori come il già visto Alessandro di Afrodisia, Abideno e Taziano il Siro (Nella sua Orazione ai Greci). In particolare, un passo è di notevole importanza perché sottoforma di racconto mitologico descrive la nascita della vita e della civiltà: Il frammento proviene da un’opera di Abideno, il quale lo trasse dall’opera principale di Berosso, i Babulonyaka, i quali frammenti si sono conservati nelle opere di Alessandro Poliistore (100-36 D. C.): Der Fragmente der griechischen Historiker (Felix Jacoby).

“Nel primo libro Berosso riferisce che a Babilonia esistevano copie di scritti conservati che narravano di epoche remote, di circa 150.000 anni. I popoli della Caldea vivevano come le bestie senza regole e senza leggi.  Fino a quando un giorno a Babilonia spunta dal mare un animale con un corpo e testa di pesce: Oannes. Questo essere dotato di ragione ha portato la civiltà hai popoli mesopotamici”. (Da Abideno).

 

La struttura della vita

Il passo di Berosso se è vera la sua cronologia storica insieme alle Cronografie di Manetone e di Sesto Giulio Africano, potrebbe riscrivere i libri di storia. Come sappiamo e abbiamo visto, l’acqua è l’elemento principale e primordiale dalla quale si origina ogni cosa. Ecco cosa vuole dire con il suo racconto mitologico Berosso.   Sia la vita inorganica che la vita organica nascono nelle acque. Ecco perché molti psicoanalisti come, per esempio, Sandor Ferenczi   nell’Opera Thalassa: saggio sulla teoria della genitalità, interpretano il desiderio sessuale e quindi del coito, come il desiderio ancestrale di ritornare, attraverso l’atto sessuale, al ventre materno; dove sottoforma di embrione torniamo tutti alle acque primordiali della vita e all’ oceano primordiale che è all’origine di tutti gli esseri viventi. 

 

La cosmogonia del popolo Dogon

Ricordiamo che anche le popolazioni africane del Mali, il popolo dei Dogon, hanno una mitologia simile a quella dei popoli mesopotamici: un Dio pesce, il quale loro chiamano Nomno che crea ogni cosa. La loro interessantissima Cosmogonia fu portata alla conoscenza da parte dell’Etnologo Francese Marcel Griauel, grande conoscitore delle popolazioni africane, dei loro usi, costumi e delle loro mitologie. Nel suo testo più famoso, Dio d’Acqua: incontri con Ogotemmeli, pubblicato in italiano dalla Bollati Boringhieri, Griauele riporta sottoforma di intervista ad un anziano e cieco saggio del popolo Dogon, Ogotemmeli, la Cosmogonia di questo popolo: la cosa più sorprendente e straordinaria è che oltre a trattarsi di una Cosmogonia abbastanza articolata e intricata, è anche molto simile e vicina alla Cosmogonia Biblica e alle conoscenze scientifiche acquisite dall’epoca moderna.

L’inizio dell’universo secondo i Dogon inizia con un Dio che crea le stelle e pianeti e il sistema solare; Ogotemmeli descrive le stelle come trottole di fuoco; è la conoscenza scientifica e astronomica degli astri ha compreso dopo tanti studi che le stelle girano vorticosamente su sé stesse come delle trottole. Come può un popolo così primitivo, sapere che le stelle sono astri che girano su sé stesse come trottole?

La terra secondo i Dogon è il risultato dell’unione feconda di due divinità, maschile e femminile. Ogotemmeli racconta che la Terra in origine era tutta una distesa di acqua, e afferma che l’acqua è l’origine di tutta la vita e che la vita stessa è fatta di acqua.  Anche questa affermazione è vicina alla nostra conoscenza della storia geologica e biologica della terra.

La prima divinità creatrice ad apparire sulla terra coperta dalle acque, è una coppia di Nomno, maschio e femmina, i quali erano fino ai fianchi umani e dai fianchi in poi come i pesci. 

 

Il puer aeternus e l’acqua

Nello studio di Karol Kereny e Carl Gustav Jung sulla figura e sulla simbologia del Puer Aeternus, dal titolo Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia, i due studiosi affermano che la figura del Puer Aeternus è collegata alle acque: così come la vita sorge dalle acque, il fanciullo è abitante delle acque; egli nasce con le acque in quanto sottoforma di embrione fluttua nelle acque del liquido amniotico.  Non a caso I fanciulli nelle pitture greche e romane, venivano sempre raffigurati insieme ai delfini, raffigurati mentre li cavalcavano, oppure raffigurati sopra corsi di acqua o fumi, molto spesso raffigurati su anfore di terracotta.

Fine terza parte

Foto: Idee&Azione

1° aprile 2022