L’origine, l’evoluzione e lo sviluppo della Vita, Morte e Rinascita tra Scienza, Filosofia e Cinema [4]

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di Fabrizio Manco

La vita come processo organizzativo e intelligente

Seguendo le intuizioni di Stuart Kauffmann, esposte nei suoi libri Esplorazioni evolutive e A casa nell’ universo, possiamo affermare che la vita nasce dalla non vita, dall’assenza di vita; per la sua capacità auto – organizzativa. Ciò fa comprendere che la morte della materia organica non esiste; perché anche la materia stessa si organizza e si struttura; esiste soltanto un sistema autorganizzante e auto – organizzativo, il quale regola e attiva tutte le strutture viventi e non viventi, organiche e inorganiche. Ciò significa che la vita sulla Terra era un qualcosa di inevitabile e di predisposto, in quanto la sua struttura autorganizzativa era presente in ogni sistema complesso.  Per Kauffmann la vita è Autorganizzazione, mentre per il biologo è fisico Cileno Humberto Maturana, la vita è Autopoiesi, cioè è una struttura che è in grado di crearsi da sola e di strutturarsi in modo autonomo. Stuart Kauffmann, sbeffeggiato da Daniel Dennet e incompreso dallo stesso Stephen Jay Gould, ha invece capito molto bene secondo me, come funziona il meccanismo evolutivo, il quale non è casuale, come vuole la maggioranza del mainstream scientifico, ma è un meccanismo intelligente, organizzato e autopoietico, il quale non lascia nulla al caso.  Tutto questo mi trasmette un senso di religiosità della vita: ma non nel senso Occidentale del termine Religione, cioè una struttura dogmatica formata dalle istituzioni: bensì un qualcosa di più profondo e misterioso, più vicino alla filosofia del Tao del mondo Orientale. 

 

L’eterno gioco della vita

Se si afferrano questi concetti, si può affermare che la morte della materia organica non esiste.  Tutto ciò che esiste è solo un’evoluzione continua di morte e di rinascita. E tutto questo lo possiamo trovare anche nelle nostre vite e nelle nostre scelte.

Chi non segue l’università, ma segue un percorso diverso, non abbandona gli studi, ma li continua in altre forme. Chi viene lasciato o lasciata dalla sua compagna o dal suo compagno non termina la storia di amore: con quella persona l’amore specifico è terminata, ma l’amore continua. Ed è così per tante cose. In ogni cosa è presente una sorta di morte e di rinascita.  Ecco cosa mancava alla teoria evolutiva di Darwin e dei Neodarwinisti.  Non è sbagliato il concetto della teoria dell’evoluzione: deve soltanto essere interpretato alla luce delle leggi dell’alchimia e dell’anima. 

 

I principi intelligenti della vita

La biologia evolutiva ha scoperto che il più Antico antenato di tutti gli esseri viventi era una cellula eucariote, cioè già dotata di un nucleo e di un DNA, dalla quale dovrebbe discendere tutta la vita sulla terra: gli scienziati a questa forma di vita primordiale, diedero il nome LUCA, acronimo di Last universal common ancestor (ultimo antenato comune degli esseri viventi).

Nel pensiero filosofico questo concetto di origine primordiale, lo troviamo per esempio in Plotino, il quale con il principio dell’Uno fa derivare tutta la realtà.  Inoltre, studi e scoperte che ho approfondito di recente nella letteratura Fantasy, mi hanno fatto scoprire che questo concetto è presente nell’ opera Il Silmarillion di Tolkien, dove la figura di Iluvatar, una entità benigna e sovrana, dà origine a tutto il mondo conosciuto. Attraverso gli Ainur, le entità emanate da Iluvatar, si dispiega la musica che crea le strutture del mondo.  Nel romanzo di fantascienza di Philipp Dick, UBIK e ‘ una strana entità che afferma di aver creato ogni cosa:

Io sono Ubik prima che l’universo fosse Io ero. Ho creato i mondi, ho creato i soli. Ho creato le forme di vita e i luoghi che essi abitano. Io sono il verbo. Mi chiamo Ubik, sono e sarò Eterno. “

Per la filosofia dei Veda, il mondo si è originato dall’ Atman, un ‘ essenza creativa che permane tutte le creature e tutto l’universo.  

 

Le entità creative nella cultura pop

Nella cultura pop, come il mondo del cinema e dei cartoni animati e film di animazione, troviamo la serie animata dei Pokemon (Poket Monster = mostriciattoli tascabili), dove con il piccolo Mew, un gattino di colore rosa, si ha l’origine di tutte le specie dei Pokemon.  Tutto il mondo dei Pokemon però, si è originato da Arceus, il Pokemon che ha dato origine ad ogni cosa e a ogni specie. Mew è l’antenato comune della struttura anatomica dei Pokemon, non di tutto il mondo dei Pokemon. Nel DNA di Mew, infatti, è presente tutto il genoma di tutte le specie dei Pokemon, mentre da Arceus discende ogni forma del mondo dei Pokemon. 

Ho fatto questo esempio preso dal mondo dell’animazione, perché ho notato e scoperto (non senza un minimo di stupore) che nei prodotti cosiddetti “per l’infanzia “, vengono inserite, molto spesso inconsciamente, molte concezioni biologiche e filosofiche sulla vita, riguardo la sua origine e il suo significato. La vita, l’evoluzione, così come il tempo, sono degli elementi caotici, frattali, ma non sono strutture casuali.  

Le strutture viventi non sono casuali perché semplicemente sono strutture troppo complesse per definirle causali.  Di conseguenza i darwinisti che pensano che la vita sua un fenomeno casuale, derivato soltanto dai fenomeni come la selezione naturale e la selezione sessuale, sono ingenui quanto Ideologici: c’è ben altro che fa muovere le fila della vita e della sua evoluzione. Io non affermo che esiste una divinità creatrice, ma ammetto un principio intelligente e universale che si manifesta da miliardi di anni. Tale principio allo stesso tempo di auto – organizza e organizza il tempo, la vita e la sua struttura. E questo vale sia per la terra, che per ipotetiche forme di vita su altri pianeti. 

 

Il senso della vita nel film Pixar Soul

La domanda principale che ci dovrebbe riguardare è: “Che cosa fa di noi, noi stessi? “È quello che si chiede il film Pixar Soul, uscito il 25 dicembre 2020: Nel primo trailer, infatti, una voce narrante ci pone   le seguenti domande:

“Per che cosa vorresti essere ricordato? possediamo un tempo limitato da vivere sulla terra, vuoi diventare la persona che eri destinato ad essere? allora non perdere tempo a vivere una vita inutile! sfrutta ogni prezioso istante della tua vita e libera la tua vera essenza!”.

Il film Soul, del regista e sceneggiatore Peter Docter, lo stesso di inside out e Monsters &Co, prova a dare una spiegazione su cosa sia realmente vivere e a comprendere il vero significato della vita. Nel film si tocca la tematica della riuscita personale nel lavoro o attraverso la realizzazione dei nostri sogni, e si tenta anche di scoprire il vero significato della vita stessa. Il messaggio di Soul è che la vita non può essere rinchiusa in una sola aspettativa. Non si può chiudere la nostra vita solo nella riuscita personale. Che ovviamente ha la sua importanza. Ma non basta. Tutta la   vita è da vivere: la trasformazione finale avviene quando si supera questo concetto: Non bisogna solo vivere i momenti legati al lavoro o ai nostri sogni, anche se realizzare i nostri sogni è un qualcosa di importante, ma tutta la vita va vissuta, perché la vita e ‘ anche altro: ed è qui che si snoda il senso della vita. Ed è da questo altro che possiamo realizzare anche i nostri sogni. 

 

La storia del film Soul

È cio di cui si accorge il protagonista Joe Gardner. Joe Gardner è un professore di scuola media che lavora Part- Time: il suo sogno è però quello di fare il pianista Jazz, di esibirsi con le grandi Band Jazz. Un giorno ottiene finalmente il contratto, e per la gioia non si accorge che sta mettendo piede sopra un tombino: precipita giù e cade in coma.

Si ritrova sottoforma di anima fluorescente in fila con altre anime come lui fosforescenti sopra un corridoio a forma di scala mobile per dirigersi vero l’aldilà, rappresentato da una grande luce.  Ma si rifiuta, e spaventato corre precipitando in una immensa voragine che lo conduce nel regno dell ‘ Ante – Mondo.

Qui si ritrova circondato da piccole creature rotondeggianti e paffutelle color azzurro pastello, le quali poi scopre che sono le piccole anime che devono ancora incarnarsi in un essere umano; subito dopo incontra le divinità Jerry che gli spiegano che si trova nel mondo dove nascono le anime, prima del tempo, in una dimensione temporale di difficile comprensione per la mente umana.  

Scopre che ognuno di noi prima di venire al mondo viene formato nella sua personalità attraverso un mentore. Il mentore deve aiutare le piccole anime a sviluppare una scintilla per essere pronte per discendere sulla terra. Le anime prima di venire al mondo, nel film sono raffigurate come dei batuffoli rotondeggianti e fluorescenti: la Pixar ha cercato di raffigurare un qualcosa che riguarda il Prima della vita: non si era mai visto in un film di animazione e tanto meno in un film per adulti. Anche se con Soul il confine tra film per bambini e per adulti non esiste.

Dove dimorano le anime prima di nascere? Cos’è la nostra essenza prima di incarnarsi in un corpo? E questa essenza come nasce?

Con questo film la Pixar ha rappresentato ancora una volta il mondo dell’astratto: con Inside out ha dato un volto alle cinque emozioni, e con Soul si è spinta ancora oltre rappresentando addirittura il Prima della vita.  A Joe Gardner tocca di fare da mentore ad un’anima dal carattere difficile: 22. Joe Gardner fa di tutto per fare trovare una scintilla a 22, ma soltanto quando 22 cade accidentalmente sulla terra, troverà la sua vera scintilla e sarà pronta per nascere.

Joe Gardner era convinto come tutti che la sua vita si completava nel momento in cui realizza il suo sogno, che nel suo caso specifico era quello di esibirsi come un musicista Jazz, rimane deluso dal fatto che nonostante tutto, una volta realizzato il sogno non era appagato.

A questo punto, la sassofonista Dorothea Williams, all’uscita dal locale dove si sono appena esibiti, racconta la storia del giovane pesce che cercava l’oceano:

Un giovane pesce domanda ad un pesce ormai vecchio dove fosse l’oceano: il pesce vecchio gli risponde che l’oceano è intorno a lui, che era già nell’ oceano.  Il giovane pesce però risponde che questo non è l’oceano, è soltanto acqua, e ciò che stava cercando era l’oceano.

Questa è una parabola universale, ed è presente in diverse tradizioni mondiali. Ciò vuol dire che la parabola è molto antica.  Il significato di essa sta nel fatto che spesso noi tutti abbiamo quello che stiamo cercando, ma che accecati come siamo dalla folle corsa per cercare cose che la società ci induce a cercare, ci perdiamo e non riusciamo a capire che abbiamo già ciò che cerchiamo. Nuotiamo nell’ oceano e pensiamo che sia una pozzanghera d’ acqua. 

Consideriamo importanti cose folli che la nostra società ci induce a desiderare, ci rattristiamo perché ancora non siamo sposati, oppure perché ancora non abbiamo il lavoro per il quale abbiamo studiato, perche’ non siamo laureati, oppure perché non possediamo determinati oggetti che la nostra epoca ci invoca all’acquisto. Come se sono tali cose a fare la felicità. Ci educano fin dall’infanzia che la felicità sta nel raggiungere uno scopo: ma la vera felicità, si raggiunge durante il percorso   per raggiungere lo scopo, poiché non è l’obiettivo in sé.  Se non si è felici nel Presente, non lo si è mai. 

 

Il vero significato dell’esistenza

Di conseguenza pensiamo che la vita avrà un senso solo se siamo laureati o abbiamo ottenuto determinati traguardi o raggiunto determinati obiettivi. Cerchiamo l’oceano, quando ci nuotiamo ogni giorno. Così facendo ci dimentichiamo di vivere.  Proprio come Joe Gardner, ottenuto ciò che volevamo torniamo sullo stesso punto di partenza.  Tornato a casa, il musicista ormai depresso, si siede sulla seggiola del suo pianoforte. Mentre cerca di capire quel racconto che aveva sentito, estrae per caso dalla sua tasca alcuni oggetti apparentemente insignificanti raccolti dall’ anima 22 nel soggiorno sulla terra passato per sbaglio nel suo corpo: un seme di acero, un pezzo di un trancio di pizza, un rocchetto di lana blu, il biglietto per il Bus, un pezzo di panino e un lecca- lecca. Praticamente gli scarti della gente importante. Ma grazie a questi oggetti, lentamente Joe incomincia a ricordare alcune immagini della sua vita: l’incontro con il musicista di strada, il vestito da concerto appartenuto a suo padre e rinnovato da sua madre, il taglio dei capelli dal barbiere, il trancio di pizza gustato…. E dopo entrano in scena i ricordi della sua infanzia e della sua vita: I fuochi di artificio visti da ragazzino insieme ai suoi genitori, le corse in bicicletta, il suo piatto preferito, le giornate mentre lavorava come insegnante, le passeggiate al mare con sua madre, i dischi Jazz ascoltati con suo padre, la madre che lo aiutava a fare il bagnetto da piccolo ….

Gli oggetti trovati nella tasca della sua giacca, ma raccolti dall’ anima 22, quando era per sbaglio nel suo corpo, Joe lì posiziona al posto dello spartito del pianoforte: adesso lo spartito sono questi piccoli oggetti insignificanti. 

 

Le piccole cose e il correlativo oggettivo della poesia

E in un attimo capisce che la vita l’aveva vissuta: poiché comprende che la vita non era legata soltanto alla riuscita personale, ma ad ogni attimo. Perché è il presente l’unico tempo che possiamo vivere.  Non ci sono altri momenti. E ricordiamoci sempre che è iniziando ad apprezzare le piccole cose che si può creare qualcosa di più grande. 

Se non sappiamo vivere le piccole gioie della vita, non possiamo realizzare ciò per il quale siamo nati.   Attenzione però: non le piccolezze e le frivolezze, non le piccole mode passeggere, ma le piccole cose.  Questo è un assioma da capire e da meditare. Molto spesso, attraverso alcuni oggetti apparentemente insignificanti e semplici, si può aprire un mondo che ci rimanda alla nostra vita. La tecnica degli oggetti della rimembranza espressa in Soul è la Tecnica del correlativo oggettivo, espressa in poesia per esempio da Eugenio Montale in molte delle sue Poesie, oppure da Marcel Proust, in Alla ricerca del tempo perduto, dove attraverso la degustazione di un semplice Biscotto da The, un Madelaine, il protagonista si ricorda del mondo perduto della sua infanzia.

La nostra scintilla e il nostro scopo si formano quando siamo pronti per vivere.

 

Siamo pronti per nascere se siamo pronti per vivere

Siamo pronti per vivere solo quando nella nostra vita si completa l’ultimo tassello: il senso della meraviglia per il mondo. Se ci sforziamo di meravigliarci ogni giorno, la nostra vita di colpo riprende il suo significato e il suo scopo, e noi nasciamo.

Ho paura Joe, non sono abbastanza pronta. Non sono riuscita ancora a trovare la mia scintilla “. “Tu invece l’hai Trovata!  L’ultimo tassello si completa quando sei pronta per vivere “.

Non appena si è pronti per vivere, si nasce e si entra nel mondo con una nuova forma. È proprio vero quello che afferma il pensiero Zen: un albero, una pianta, una foglia, un seme, un uccello, la neve, la pioggia, la terra, l’acqua, l’aria, il fuoco: sono loro i veri maestri, sono loro che ci guidano, e sono loro dai quali dobbiamo imparare.  Non è dalle fredde nozioni scolastiche impartite da insegnanti senza anima che si impara, ma dalla natura, dal mondo che ci circonda: una foglia che cade, un uccello che canta, il vento che soffia, la vita che si trasforma. 

 

La musica in Soul

La colonna snora di Soul venne affidata al musicista Jazz John Baptiste per quanto riguarda la parte Jazz, mentre la musica più spirituale e New Age, la musica dell’Ante Mondo, è stata composta da Trent Reznor & Atticus Ross, in particolare il brano Epiphany, il quale da significato a tutto il film, un brano formato da una melodia dolcissima e nostalgica, che accompagna i momenti più belli dei ricordi di Joe. La nostra vita possiede già alla nascita delle capacità innate che provengono da una parte misteriosa della vita.

Fine quarta parte

Foto: Idee&Azione

2 aprile 2022