L’origine, l’evoluzione e lo sviluppo della Vita, Morte e Rinascita tra Scienza, Filosofia e Cinema [6]

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di Fabrizio Manco

 

La prova di Joe Gardner per rinascere

La porta è il simbolo del passaggio da uno stadio precedente ad uno nuovo.  Nella mitologia romana, Giano è il guardiano delle entrate, colui che decide chi entra in una nuova dimensione. Nella mitologia Sumera, tre demoni sono i custodi delle porte, e per superare ogni porta ed entrare, c’è una prova diversa da affrontare.  In tantissime fiabe, favole, racconti popolari, la prova da superare per rinascere è quella della morte. Solo attraversando la morte e l’oscurità, si può passare nel regno della Luce e della Rinascita. Non a caso nel film Soul, forse inconsciamente o consapevolmente, è stato inserito dall’autore della storia, Peter Docter, questo passaggio emblematico per la Rinascita.

Joe Gardner, una volta che si rende conto dei suoi errori, fa un viaggio astrale, dove ritorna nell’aldilà: qui fa di tutto per incontrare di nuovo l’anima 22, la quale però ormai si è trasformata in un’anima persa, ed è diventata un mostro incontrollabile. Quando Joe la raggiunge mentre scappa, 22 lo divora, e Joe si trova all’interno di 22: è all’inferno, allo stadio della Nigredo. Sta attraversando l’interno di una morte di un’anima. Credo che un qualcosa del genere in un film di animazione non si fosse mai visto.

Come Pinocchio che ritrova suo nonno nel ventre di una balena (anche l’interno della balena rappresenta una discesa agli inferi), Joe Gardner trova l’anima 22: ma deve attraversare prima tutte le sue voci e i fantasmi che negli anni passati avevano detto di lei che non aveva una scintilla per vivere. Joe attraversa le tenebre dell’interno dell’anima 22, dove incontra anche il fantasma di sé stesso urlante.  Tenendo in mano il seme di Acero, riesce a dissolvere le tenebre, distruggendo così la forma mostruosa acquisita da 22.

Una volta rotto l’incantesimo, l’anima di Joe si presta ad accompagnare per un tratto l’anima 22: lei stessa, infatti, si rende conto che così facendo Joe ha perso l’unica occasione che aveva per tuonare sulla terra. Ma Joe risponde di non preoccuparsi, perché lui aveva già vissuto e adesso toccava a lei.

Così, lasciata andare nel suo viaggio sulla terra l’anima 22, Joe questa volta è pronto per accogliere la sua morte e andare incontro alla grande luce: ma proprio in quel momento appare uno dei Jerry, che lo ferma e gli svela che il suo nobile gesto lì ha fatto molto pensare: decidono così di dargli una seconda possibilità e di inviarlo una seconda volta sulla terra. Joe Gardner adesso ha capito: non sa che cosa farà una volta svegliatosi dal coma; ma di sicuro ora è pronto per apprezzare ogni istante della sua vita. Infatti, l’unica raccomandazione della divinità è proprio quella di godersi la vita attimo dopo attimo. 

Tutto ciò che abbiamo è il presente, il passato e il futuro sono soltanto illusioni. L’unico modo per essere felici è vivere il Presente. 

Nel film Pixar Film Up (Pixar, 2009) il burbero protagonista, un anziano vedovo Carl Friedricksen, è in realtà soltanto in apparenza un vecchio burbero e insensibile: da bambino si era appassionato all’esplorazione grazie al suo idolo, un certo Charles Muntz, un grande esploratore che girava il mondo alla ricerca di un animale rari, in particolare di un uccello preistorico colorato ancora vivo in Sudamerica. 

Carl incontra fin da piccolo una bambina, Ellie, con la sua stessa passione: insieme crescono e si sposano. Non riescono ad avere figli a causa della sterilità di Ellie, ma vivono lo stesso una vita felice e serena. Ma quando Ellie muore di vecchiaia, Carl si deprime e non riesce più a trovare una scintilla che lo faccia di nuovo tornare alla vita.

Depresso e solo, vive nel passato e nei ricordi, ed è come se fosse morto anche lui con sua moglie. Legge e rilegge l’album di ricordi della sua vita, convinto che la sua vita è stata sprecata: ma quando viene stravolta dal casuale incontro con un bambino di otto anni, di nome Russel che vuole fare un viaggio di esplorazione sul mondo per ottenere il distintivo di assistenza anziani, tutto incomincia lentamente a cambiare nel vecchio Carl. Russel, infatti, si presenta al vecchio Friedricksen come Colui che deve pur aiutarlo ad attraversare qualcosa: Russell è un Puer Aeternus, con berrettino da Baseball e Zaino da viaggio, mandato sulla terra per aiutare il vecchio Friedricksen ad attraversare la linea che lo separa dalla Rinascita, in quanto fino a quel momento Friedricksen viveva nella Morte.

Con la sua casa trainata da palloncini alimentati ad Elio, proprio quando si stava rassegnando ad andare in una casa di riposo, parte senza volerlo per un’avventura che lo porta nelle cascate dove voleva andare sua moglie Ellie, e insieme a Russell incontra un uccello esotico multicolore, un Emu preistorico ancora vivente in Sudamerica che Russell chiama Kevin, e un cane di nome Dug, che esprime i suoi pensieri attraverso un collare. 

Durante il loro viaggio incontrano anche l’esploratore Charles Muntz, il quale ormai vecchio, vive dentro un dirigibile con una squadra di cani al suo servizio. Durante la cena, Muntz rivela a Friedricksen che per tutta la vita non ha fatto altro che cercare un uccello preistorico colorato molto raro in Sudamerica, ed è disposto a tutto pur di averlo nella sua collezione. 

Friedricksen e Russell capiscono che l’uccello che sta cercando Muntz è proprio Kevin, e quando Muntz si accorge che loro hanno questo uccello, cerca di catturarli usando i cani. Russel, Friedricksen e Kevin riescono momentaneamente a salvarsi, ma quando Russel e Friedricksen vogliono aiutare Kevin ad andare dai suoi piccoli (in quanto Kevin è un uccello femmina), Muntz cattura l’uccello in un agguato, e appicca il fuoco alla casa volante di Friedricksen, in modo da distoglierlo. Quando Friedricksen salva la sua casa, Russel rimprovera Friedricksen dicendogli che non ha fatto nulla per salvare Kevin.

Friedricksen, arrabbiato, dice a Russel che non gli importa nulla, e che tutte faccende non lo riguardano in quanto non le voleva. Così, depresso e arrabbiato entra in casa, e si siede sulla sua poltrona sfogliando ancora una volta il suo album dei ricordi con Ellie: ma in una pagina si accorge che Ellie aveva scritto un messaggio dedicato a lui:

 

“Grazie per l’avventura, adesso va, e vivine un’altra” 

Friedricksen capisce subito che non deve sentirsi in colpa se non è riuscito a portare Ellie sulle Cascate Paradiso: ha fatto lo stesso un grande regalo a sua moglie, vivendo la grande avventura della vita con sua moglie. 

Ed ancora è in tempo per rinascere ad una nuova vita. Rincuorato e felice, esce dalla casa per andare a scusarsi con Russel, ma il ragazzino proprio in quel momento scappa con i palloncini per andare a salvare Kevin. Friedricksen, è così costretto a salvare Russel, ma la sua casa non decolla: decide di buttare tutte le cianfrusaglie accumulate nel tempo, e fa acquisire leggerezza alla casa, la quale finalmente incomincia ad alzarsi in volo. La scena di Friedricksen che getta via le cianfrusaglie del passato è una metafora che sta ad indicare il cambiamento che stava avvenendo in Friedricksen: buttare via il passato e rinascere ad una nuova vita.

Friedricksen arriva nei pressi del dirigibile volante di Muntz per salvare Russell e Kevin: Friedricksen libera Kevin, ma entrambi vengono catturati da Muntz che li imprigiona insieme a Russell. Riuscendo a liberarsi, Friedricksen e Russell e Kevin, affrontano una dura lotta: Muntz e Friedricksen si affrontano, e Russell insieme a Dug, il cagnolino buono incontrato prima nel loro viaggio, affrontano la squadra di cani di Muntz.  Russell, Friedricksen e Kevin sono finalmente liberi, ma Muntz taglia i palloncini dalla casa di Friedricksen, facendo cadere giù la sua vecchia casa.  Muntz, in un disperato ultimo tentativo di catturare Kevin e uccidere Russell e Friedricksen, rimane impigliato nei palloncini rimasti e viene trascinato giù nel vuoto.

Così, Russell e Friedricksen riportano Kevin dai suoi piccoli, e insieme partono con il dirigibile di Muntz. Friedricksen è rinato, e il simbolo della sua Rinascita sono i pulcini dell’uccello Kevin, oltre al ragazzino Russell. Alla cerimonia di Boyscout, Russell viene premiato, ma Friedricksen attacca sulla sua pettorina la spilla originale con la quale Friedricksen ed Ellie giocavano quando erano bambini. Russell è quindi il figlio che Friedricksen ed Ellie non hanno potuto avere, e che sognavano tanto da giovani, il quale entra prepotentemente nella vita di Carl Friedricksen, per farlo rinascere ad una nuova vita: Russell è quindi una specie di Daimon, di angelo inviato da sua moglie, per fare rinascere il vecchio Friedricksen. 

Nel film Inside out ( Pixar , 2015 ) la protagonista,  una ragazzina di nome Riley di dodici anni di età, affronta la crescita che dall’infanzia la sta portando all’ adolescenza: anche le sue emozioni sono in cambiamento,  e sarà Tristezza a fare comprendere il suo valore: facendo attraversare la bambina in una profonda tristezza , che inevitabilmente la porterà ad uno stravolgimento  interiore,  sarà in grado di spingere Gioia a comprendere  l’importanza della Tristezza nella crescita personale. Tutte le Isole della sua infanzia sono ormai distrutte, e grazie a Tristezza, che mette un nuovo equilibrio al suo apparato emotivo, tutto si ricompone, e Gioia può finalmente tornare a manifestarsi e a ordinare l’equilibrio psichico della ragazzina. Proprio la psicologia Junghiana, con l’analogia tra Alchimia, processi alchemici e psicologia, ha compreso che prima di risalire su un alto livello psichico, bisogna scendere nel livello più basso: per raggiungere la Rubedo, si deve scendere nella Nigredo. 

La stessa tematica della morte e della rinascita è presente nel film forse più bello della Pixar: Toy story 3: la grande fuga, per la regia di Lee Unkrich (2010). I giocattoli di Andy, sono ormai degli oggetti da buttare in quanto Andy è cresciuto, e sua madre consiglia di portarli in un asilo. Una volta arrivati nell’ asilo Sunnyside, inizialmente vengono accolti positivamente dai giocattoli di quell’ asilo, ma successivamente il capo dei giocattoli dell’asilo, l’Orsacchiotto fragoloso Lotso, rivela il suo perfido carattere imprigionando i giocattoli di Andy. Dopo avere finalmente trovato il modo di fuggire, finiscono nella spazzatura: si salvano per miracolo dall’ inceneritore, e successivamente ritornano da Andy che li consegna ad una bambina di nome Bonnie, con la quale rinascono in una nuova vita.

La spazzatura nella quale si ritrovano i giocattoli guidati da Woody, è la rappresentazione della confusione, della morte e dell’abbandono. Inoltre, l’adolescenza di Andy rappresenta la fine dell’infanzia, alla quale i giocattoli sono legati. Ancora una volta abbiamo espresso il concetto di Morte e Rinascita. 

Morte e Rinascita sono quindi l’unico modo per comprendere il valore della vita. I due opposti si manifestano da sempre, nel ciclo geologico con la deriva dei continenti, con le continue estinzioni ed evoluzioni delle specie viventi, con le stagioni….

“io sono te e tu sei me…

E dovunque tu andrai raccoglierai me stessa …

E insieme diventeremo una cosa sola…”

E se volgiamo che ogni nostra azione acquista un significato diverso, come le passeggiate con i nostri genitori, i momenti intimi con la persona che amiamo, con la nostra famiglia, le nostre passioni, il nostro piatto preferito, la cura verso i nostri figli, il lavoro che svolgiamo, dobbiamo sapere accogliere questi due opposti.

Così, non più una cosa sola, ma tutta la nostra vita diventa il nostro scopo.

Così la Pixar, con questi esempi di grande cinema, ha fatto approdare il mondo dei cartoni animati nel mondo delle tematiche adulte, proprio adesso che il cinema cosiddetto “per adulti “, ha raggiunto livelli bassissimi di mediocrità e di stupidità mai viste prima, poiché il livello di intelligenza degli esseri umani considerati “adulti “si abbassato notevolmente, o forse è sempre stato così.  Il cinema, quindi, ha messo da parte le grandi tematiche dell’esistenza come il senso della vita, il senso della morte, da dove veniamo e dove andiamo, inserendole nei film di animazione, che ormai lungi da rappresentazioni Slapstick e idiote (come ancora vengono proposte in film di animazione mediocri, stupidi e demenziali come le serie Madagascar, Hotel Transilvania e L’era Glaciale), sono diventati a tutti gli effetti dei film maturi, adulti e filosofici. Pur conservando tuttavia, le caratteristiche apparentemente senza senso e significato dei Cartoons, come la mancanza di temporalità, cioè l’assenza dello spazio e del tempo, la corporeità stravolta, come i corpi indistruttibili e ricomponibili dei protagonisti, la mancanza di logica, e numerosi buchi di trama. Ma tutto ciò non deve sorprendere; perché il mondo dei cartoni animati è caratterizzato dalla mancanza di ordine e di gerarchia. Perché secoli e secoli dove gli oggetti, le cose, gli animali e gli esseri umani, classificati e gerarchizzati da Platone, sa Aristotele nelle sue Categorie, da Porfirio nel suo Isagoge, che non è altro che lo sviluppo ulteriore delle Categorie di Aristotele, e infine da Linneo nel suo Systema Naturae, con i cartoni animati vengono stravolti e capovolti, pur conservando il senso delle cose. 

Ma è proprio questo il modo per dare un senso alla nostra vita: quando si comprende che la vita non è lineare, ma è un vulcano di eventi apparentemente sconnessi tra di loro, ma che formano una trama nascosta, allora la nostra vita trova un modo per realizzarsi. 

 

Macrocosmo e Microcosmo

Ma soltanto regredendo e tornando fanciulli si può raggiungere tale dimensione della vita.  Poiché nella nostra vita è presente il Macrocosmo. Ogni volta che nasce e si sviluppa una vita, essa attraversa tutta la storia della terra.  La teoria di Haeckel, ripresa dallo psicoanalista Sandor Ferenczi in Thalassa: saggio sulla teoria della genitalità, ha la sua parte di verità.  Con il temine Macrocosmo e Microcosmo, si affronta una tematica molto importante ma di recente trascurata dalla Storia della Filosofia. Per Macrocosmo e Microcosmo, si intende un Mondo che è l’Equivalente di un altro. Un mondo piccolo che viene riflesso nel mondo grande e viceversa. L’essere umano che è l’equivalenza in scala ridotta dell’universo e della sua armonia, la quale si basa sugli opposti.

La scienza medievale ha anticipato questo concetto prima ancora che del Rinascimento con la riscoperta della ScienzaErmetica. La monaca e mistica Ildegarda di Bingen, nelle sue Visioni, nel terzo libro, Il Liber Divinoroum Operorum,introduce il concetto e l’immagine dell’Uomo Universale, dove ovviamente in chiave cristiana, si unisce l’uomo a tutto il creato, unendo in parallelismi la sua struttura anatomica con la terra e il cosmo. Il concetto sarà ripreso da Paracelso, da Agrippa e soprattutto da Leonardo Da Vinci con la rappresentazione dell’Uomo Vitruviano.

Queste tematiche filosofiche furono portate al grande schermo dal regista Terence Malick, nel suo stupendo Film The Tree of Life, che ora si andrà ad analizzare. 

 

The Tree of Life

Il film in questione è forse il migliore progetto realizzato sia da Malick stesso che dall’intera cinematografia mondiale. Un film che pullula di filosofia, ma anche di scienza, con i meravigliosi intermezzi che narrano la straordinaria e meravigliosa vita sulla terra. Da appassionato e studioso di storia della vita e di biologia evolutiva, non potevo non conoscere questo straordinario film. Che è accompagnato anche da una stupenda colonna sonora.  Autori di musica sacra e classica.

Il film inizia con uno sfondo nero con l’immagine di una fiamma; non a caso il suddetto film utilizza moltissime immagini metaforiche.

 

Il significato di The Tree of life

La fiamma è la metafora della scintillante creazione che ha inizio ogni giorno nella nostra vita, nel mondo e nell’universo. La fiamma è l’inizio della fecondazione di un nuovo essere umano o di un nuovo essere vivente. Lo spirito creativo che è all’interno della natura stessa e che crea in continuazione nuove forme e nuove realtà, iniziando da uno sfondo di vuoto.

Con le parole del Libro di Giobbe si apre il Film:” dove eri tu quando ponevo le fondamenta della Terra ?!” (Giobbe, 38, 4).   Una voce maschile dal tocco sussurrato fuori campo dice:

Padre, Madre, sono stati loro a condurmi alla tua Porta”.

Il film inizia con delle scene di natura pastorale e bucolica dove una bambina affacciata alla finestra di casa sua osserva il prato; dopo una voce fuori campo femminile inizia un piccolo discorso intriso di filosofia ed esistenzialismo cristiano:

Le suore ci hanno insegnato che esistono due vie per affrontare la vita: La via della Natura e la Via della Grazia. Tu devi scegliere quale delle due seguire. La Grazia non mira a compiacere sé stessa. Accetta di essere disprezzata. Dimenticata, sgradita. Accetta insulti e oltraggi. La Natura vuole solo compiacere sé stessa e spinge gli altri a compiacerla. Le piace dominare, fare a modo suo. Trova ragioni di Infelicità quando tutto il mondo risplende intorno a lei, e l’amore sorride in ogni cosa. Ci hanno insegnato che chi ama la via della Grazia, non ha ragione di temere. Io ti sarò fedele, qualunque cosa accada”.

La voce fuori campo, una costante nei film di Malick, è quella di Mrs. O’ Brein, la moglie del capofamiglia. 

Fine sesta parte

Foto: Idee&Azione

4 aprile 2022