L’origine, l’evoluzione e lo sviluppo della Vita, Morte e Rinascita tra Scienza, Filosofia e Cinema [7]

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di Fabrizio Manco

La via della grazia è la via della natura

La colonna sonora di questo prologo è affidata a Funeral Canticles di John Taverner, presa dall’ opera Corale Eternity’s Sunrise, L’alba dell’eternità, una stupenda opera concepita sullo Stile del canto sacro, che va dal canto Gregoriano alla polifonia medioevale e rinascimentale fino a giungere all’Ave Verum Corpus K 639 di Mozart. Il film narra la storia di una famiglia degli anni 50 del Texas. La famiglia è molto religiosa e cerca di fare conciliare la fede con la vita di ogni giorno. Il padre, Mr. O’ Brein, è un rispettabile pilota di eerei, molto autoritario con i figli, ma ai quali però vuole un grande bene. Ecco quindi, profilarsi il tema della Natura e della Grazia, secondo la filosofia di Terrence Malick: La Natura è rappresentata dal padre, la Grazia dalla madre. Una libera reinterpretazione del concetto di Apollineo e Dionisiaco in chiave cristiana. La famiglia degli O’ Brain è una tipica famiglia degli anni 50, molto religiosa e che crede nei valori della famiglia e della tradizione.  Il capofamiglia Mr. O’Brain, di mestiere fa il pilota di aerei, mentre sua moglie è una semplice casalinga. Una famiglia modello quindi. Nonostante le numerose discussioni, sono molto uniti.  Hanno due figli, Jack e Steve. Un giorno il fratello maggiore, Steve, muore in circostanze misteriose, e questo avvenimento segna la vita di Jack. Il padre, ripeteva sempre una Frase: “Ho trascorso una Vita nell’attesa di qualcosa, e quel qualcosa era l’attesa”.

Parole che possono benissimo essere unite alla figura di Joe Gardner del film Pixar Soul. Il film The Tree of Life prosegue con Jack adulto, inquieto e tormentato dai rimorsi. Nonostante fosse diventato un uomo di carriera, non riesce a trovare la pace interiore. La morte del fratello lo ha segnato a vita. Perché esiste la morte, se Dio ha donato la vita a tutte le creature?

Questo è il pensiero cristiano, che non vuole concepire che nel mondo esistono la morte e la vita, la morte e la rinascita. Jack adulto ricorda in continuazione flashback della sua infanzia. In ufficio è assente, con la moglie ha un rapporto piatto e vacuo. Jack tenta di riappacificarsi con il padre, che nella visione del film, rappresenta la natura. Jack vuole quindi riallineare la sua vita con la natura. Cerca anche la Grazia, ma poiché non riesce a credere più in Dio, non la raggiunge.

 

Il simbolismo delle acque

Come suo padre, è in attesa di qualcosa che non arriva perché non guarda dalla parte giusta.  Alla fine del film, con le splendide musiche di Berlioz provenienti dal suo Te Deum, troviamo Jack che si inginocchia su una spiaggia, oramai rassegnato alla vita senza significato.  Si vede anche sua madre con una specie di angelo accanto come una sorta di Vergine Maria che accoglie suo figlio. Questo finale è carico di simboli, come le acque, metafora del ritorno all’utero materno. I girasoli e la scala a spirale invece rappresentano la perfezione della vita e dell’universo. La fiamma è il simbolo della scintilla divina e della vita.  Ma ci siamo dimenticati un particolare: Verso la metà del film, la sceneggiatura viene interrotta per proiettare la nascita e l’evoluzione della terra e dell’universo. Ma gli avvenimenti e le immagini che vengono mostrati, non hanno nulla di cinematografico.  Sono delle meravigliose narrazioni, come una sorta di documentario sulla storia della vita sulla terra: sono quindi narrazione scientifiche, apparentemente senza anima. Si narra come è nato l’universo, le stelle, I buchi neri e il sistema solare. Si passa poi alla vita sulla terra, persino i dinosauri vengono osservati nelle loro esistenze. Indimenticabile la scena che inquadra quello che sembra essere un Velociraptor che risparmia la Vita ad un cucciolo di Parasaurolophus.  Sembrano scene prese dai documentari, come quelli della National Geographic.

Terrence Malick immagina che se i dinosauri avessero avuto la pietà, o perlomeno una forma di pietà verso le altre creature e i loro simili, come sarebbero andate e cose? Non dobbiamo dimenticare che Terrence Malick ha tenuto per trenta anni, nel suo cassetto, un grande film documentario sulla storia della vita: Voyage of Time, che uscì finalmente nel 2016, con la voce narrante di Brad Pitt, questa volta in veste di narratore.

 

The Tree of life: un film incompreso

Alcune parti di questo documentario sono finite infatti nel film. La filosofia che sta dietro al film è quella di Leopardi: Un cosmo e una vita senza scopo e significato che cercano di realizzare solo se stessi. Ma nel film c’ è anche una visione sacra e cristiana della vita: L’universo, la vita e la terra esistono per uno scopo: fare capire quanto amore divino esiste nella vera essenza di ogni cosa. E soprattutto che tutto ha origine divina ed è guidato da un disegno: dai dinosauri alla Vergine Maria, fino alla famiglia di oggi. Dal Macrocosmo al Microcosmo. 

Non sbagliano chi ha affermato che il film di Malick è paragonabile a quello di Kubrick: Odissea nello Spazio. Penso però che questo film sia ancora più profondo, per il fatto che si interroga sulle grandi questioni della vita: chi siamo, Perché Esistiamo, dove andiamo. Soprattutto perché esistere? E perché esiste tutto questo anziché nulla? Non bisogna meravigliarsi se il film è stato stroncato dalla critica.  È un film profondo e complesso, non adatto certo personalità materialiste come quelle del mondo del cinema. Il mondo di Hollywood, infatti, è più ossessionato dalle commedie stupide e volgari, che produce perché fanno guadagnare in modo facile, e perché la massa vuole lo schifo, non di certo perché ama il cinema. 

 

Il messaggio del film e conclusione

Malick è un regista di eccezione. Il fatto che io in questo mio studio abbia inserito lo sviluppo della vita sulla terra, la filosofia e le analisi di film di animazione come Soul, e il film di Malick, non è casuale. Proprio dopo la visione del film di Malick e di soul ho pensato per scrivere queste pagine. Unire il macrocosmo della storia della vita sulla terra con le vicende di un film e di una riflessione filosofica. Non so se è riuscito alla perfezione, ma l’importante è che sia riuscito in chi legge, a trasmettere un messaggio: che la vita è un mistero, e tutto ciò che accade è la conseguenza dello stato precedente, che nulla succede in maniera casuale, ma ha una sua ragione profonda di esistere, in quanto nel mondo, ogni cosa è connessa e collegata più di quello che immaginiamo. Il nostro Daimon, la nostra voce interiore, se ascolta, può portarci fino alla vera essenza di questo mistero profondo dell’esistenza.

 

L’epoca attuale non capisce il mistero

Accogliendo gli opposti della vita e del suo divenire incessante, accogliendo la morte possiamo rinascere. Tuttavia, dobbiamo stare molto attenti a non farci sottomettere e sopraffare dalla cultura attuale basata sulla Tecnoscienza amorfa e senza scopi, la quale ha invaso con tutto il suo veleno tecnologico ogni aspetto della vita moderna, dalla medicina alla scienza, dalla scuola ai rapporti umani, per cui il significato profondo di Morte e Rinascita per questo tipo di società attuale non rappresenta più nulla.

Tale mistero poteva essere compreso nelle società Tradizionali dove vigeva l’ordine del Logos apollineo: ma nella nostra epoca domina un altro Logos, se così lo possiamo definire: il Logos di Cibele, il quale rappresenta tutte le forze distruttive del mondo contemporaneo: femminismo, liberazione sessuale, sessualità sfrenata e senza limiti, pornografia,  i quali fenomeni sono tutti legati al femminismo attraverso l’invenzione della pillola abortiva,  la tecnoscienza, le biotecnologie , le democrazie liberali.

Tutte queste facce costituiscono il Logos di Cibele.  Il filosofo Russo Aleksandr Gel’evič Dugin, nel suo interessante testo “Introduzione a Noomachia: lezione 1: Noologia; la disciplina filosofica delle discipline dell’intelletto “(Geopolitica. ru),spiega che il Logos di Cibele consuma e divora ogni cosa, in quanto principio distruttore. L’analisi di Dugin infatti continua affermando che gli aspetti del mondo moderno, come materialismo, femminismo, tecnoscienza e globalizzazione, non sono altro che le forze ctonie della Dea Cibele che vuole distruggere la Tradizione.

Questo passo di Dugin, è molto importante, e sicuramente tornerò nelle prossime pubblicazioni a occuparmene. 

Il principio base della vita, cioè il mistero della morte e della rinascita, può essere compreso soltanto se guardiamo la vita nella sua sincronicità e nella sua bellezza, e ci facciamo condurre dalle trame misteriose che la compongono. 

Mentre camminavo e mi avvicinavo verso due grandi figure, una voce tonante mi disse:

Io sono te e tu sei me

E dovunque tu andrai raccoglierai me stessa

E insieme diventeremo una cosa sola

Fine settima parte

Foto: Brian W. Schaller da Wikimedia

6 aprile 2022