L’ultima guerra dell’Isola-Mondo e il martirio di Darya

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di Maurizio Ulisse Murelli

La tragica morte di Darya Dugina ha riportato alla ribalta mediatica la figura del padre Aleksandr Dugin. Per ovvie ragioni, per il mio ruolo di editore italiano del filosofo russo, ho dovuto farmi forza e interessarmi alle esternazioni mediatiche relative alle interpretazioni del pensiero duginiano. Così ho assistito all’interpello del tal docente universitario di Pisa, Parma, Milano etc. e subito mi è apparso evidente che gli interpellati si sono formati un’idea del pensiero di Dugin NON leggendo e studiando i suoi libri, ma raccattando materiale di risulta (in gran parte articoli di giornali) di penne critiche e avverse al pensiero/teorie di Dugin, le quali penne, è certo, pure loro non hanno pescato alla fonte (libri) di Dugin ma hanno orecchiato qua e là le tesi, tant’è che spesso vengono riportati arbitrari virgolettati di cose mai scritte e pubblicate dal pensatore russo.

Va anche detto che la partecipazione solidale con migliaia di like ai post che in questi giorni ho dedicato a Darya esprimono in massima parte costernazione, indignazione e dispiacere per la sua morte e per il modo in cui è avvenuta. Ma in tutta evidenza ben pochi tra chi ha espresso solidarietà è a conoscenza del pensiero duginiano di cui Darya si è fatta interprete. Ha colpito la morte, il fatto che in modo tragico e vile è stata spenta la vita di una giovane donna, raffinata intellettuale e figlia di un pensatore. Ma di cosa siamo stati privati oltre alla vita fisica e di quale pensiero era veicolo credo che ben pochi abbiano consapevolezza.

Ora io credo che uno dei modi per onorare la memoria di Darya e raccoglierne il testimone facendosi carico del suo portato intellettuale. In attesa di poter pubblicare alcuni suoi lavori (era già in programma, ora a maggior ragione) c’è il lavoro editoriale di Aleksandr Dugin già capitalizzato e di cui Darya è parte integrante.

Per questa ragione a partire da domani pubblicizzerò e recensirò tutti i libri di Dugin già stampati. Deve essere chiaro a tutti che si è colpito un corpo per colpire un pensiero e quel pensiero deve essere conosciuto, ce ne se ne deve far carico. Oggi mi limito a segnalare (lo recensirò e ne pubblicherò alcuni stralci prossimamente) un libro che aiuta a capire del perché in Ucraina è i corso un conflitto, le vere ragioni e di come l’aggressione alla Russia utilizzando come arma l’Ucraina è in gestazione da decenni.

Ultima cosa. Se cercate questi libri su Amazon e altre piattaforme ve li danno come esauriti o non disponibili. Ovviamente si tratta di un sabotaggio. Quindi chi non ha altri modi per procurarseli, se lo desidera, può andare sul sito AGA (“orionlibri”).

 

L’ultima guerra dell’isola del mondo

In questo libro Aleksandr Dugin ripercorre l’evoluzione geopolitica della Russia dalle sue origini con la Rus’ di Kiev e l’Impero russo, attraversando il culmine della sua influenza globale durante l’era sovietica, fino all’attuale presidenza di Vladimir Putin. Dugin vede la Russia come il principale polo geopolitico delle civiltà di Terra del mondo, destinato ad essere perennemente in conflitto con le civiltà di Mare. Un tempo il polo delle civiltà marittime era l’Impero britannico; oggi è rappresentato dagli Stati Uniti e dai suoi alleati della NATO. La Russia può adempiere alla sua missione geopolitica solo restando in opposizione alle potenze marittime. Oggi, secondo Dugin, questo conflitto non è solo di natura geopolitica, ma anche ideologica: la Russia è il principale rappresentante e difensore dei valori tradizionali e dell’idealismo, mentre l’Occidente rappresenta i valori del liberalismo e della società di mercato. Sebbene la Russia abbia cominciato a perdere di vista la sua missione durante gli anni ’90 e abbia rischiato di soccombere al dominio delle potenze occidentali, Dugin ritiene che Putin abbia iniziato a correggerne il corso politico e a riportare la Russia al posto che le spetta.

Ma la battaglia non è affatto terminata: sebbene siano stati fatti dei progressi, la Russia rimane combattuta tra la sua natura tradizionale e le tentazioni del globalismo e dell’occidentalizzazione, ed i suoi nemici la insidiano in ogni occasione. Il libro si avvale di una puntuale introduzione  di Alessandra Colla e di un’appendice di Carlo Terracciano. Chiude con un “Glossario di geopolitica”.

Il libro è disponibile qui.

Foto: idee&Azione

31 agosto 2022