L’ultimo trucco dell’Anticristo

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di Aleksandr Dugin

Mettiamo insieme tutti gli elementi. Abbiamo un quadro spaventoso (per i russi). Forze, gruppi, visioni del mondo ed entità governative, che si chiamano collettivamente “l’Occidente” e che dalla vittoria nella Guerra Fredda sono gli unici dominatori del mondo dietro una facciata di “liberalismo” professano un’esile dottrina teologica escatologica, in cui gli eventi della storia secolare, il progresso tecnologico, le relazioni internazionali, i processi sociali, ecc. sono interpretati in prospettiva apocalittica.

Le radici civili di questo modello occidentale risalgono all’antichità e, in un certo senso, un certo arcaismo persiste fino ad oggi in parallelo alla modernizzazione tecnologica e sociale. Queste forze identificano costantemente e coerentemente noi, i russi, con gli “spiriti dell’inferno”, con le demoniache, le “orde del re Gog del paese di Magog”, con i portatori del “male assoluto”. Il riferimento biblico agli apocalittici “principi di Rosh, Meshech e Tubal” è interpretato come un esplicito riferimento alla Russia – “Rosh” (=”Russia”), “Meshech” (=”Mosca”), Tubal (= “l’antico nome della Scizia”). In altre parole, la russofobia dell’Occidente e specialmente degli Stati Uniti non deriva da una preoccupazione farisaica per le “vittime del totalitarismo” o i famigerati “diritti umani”.

Si tratta della demonizzazione coerente e dottrinalmente “giustificata” della civiltà dell’Europa orientale in tutti i suoi aspetti – storico, culturale, teologico, geopolitico, etico, sociale, economico, ecc. Vorremmo richiamare l’attenzione in particolare sulla convergenza multidimensionale dei livelli concettuali distanti dell'”ideologia occidentale”: fautori del capitalismo nella sfera economica; teorici individualisti nella sfera filosofico-sociale; geopolitici a livello di strategia continentale; teologi, operanti con dottrine escatologiche e apocalittiche “dispensazionaliste” – tutti convergono all’identificazione univoca e coincidente in tutti i casi della Russia con un “impero cattivo”, con la negatività storica, con un eroe del tutto negativo del dramma mondiale. Tutto questo è molto, molto serio. Le guerre mondiali e il crollo degli imperi, la scomparsa di interi popoli e razze, i conflitti di classe e le rivoluzioni non sono che episodi del grande confronto che culminerà nella battaglia apocalittica finale, l’Endkampf, dove ci viene assegnato un ruolo importante. Agli occhi dell’Occidente, questo ruolo è del tutto negativo. Il ruolo del capro espiatorio planetario.

L’Anticristo occidentale sta cercando di convincere il mondo che, in realtà, l'”anticristo” è il suo nemico planetario e spirituale: il continente russo e il suo polo segreto. Cioè noi.

Foto: Idee&Azione

5 maggio 2022