L’uomo verde

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di Massimo Selis

Credere nell’Uno che regge e governa il Cosmo e la Storia significa riconoscere la sua azione anche nelle forze che parrebbero condurre il mondo verso l’abisso. Si chiama legge dell’eterogenesi dei fini. Il Re è la figura che tiene unito il Tutto, che è Centro di unità all’interno dei confini.

Da molti anni coloro che osservano e descrivono il mondo precipitare con sempre maggiore velocità nelle tenebre infernali – motus in fine velocior – sono però vittima di un certo “compiacimento intellettuale” nel descrivere i sempre aggiornati stratagemmi delle forze della Sovversione nel portare avanti il loro piano. Qui, infatti, si annida un grande inganno dell’Avversario, anzi, forse l’inganno massimo! Quello di non riconoscere che vi è un solo Re dell’Universo e della Storia, che agisce sempre e comunque, anche per mezzo del Male. Quest’ultimo è soltanto Simia Dei, incapace di qualsivoglia atto creatore, ma, per sua natura, soltanto di azione mimetica.

E pertanto non ci si è accorti che a parlare solo dell’Avversario, delle sue mosse e dei suoi simboli rovesciati, si è finiti per assomigliargli, nel linguaggio e nel pensiero. Come ci ricorda il Secondo Libro di Samuele, tutte le tribù d’Israele andarono da Davide a Ebron e gli dissero: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele». E così è stato sempre, ed è ancor oggi. Noi abbiamo gli occhi puntati sui vari Saul (i poteri, più o meno visibili, che governano il mondo) e non ci rendiamo conto che invece è sempre Davide (sagoma del Cristo) a condurre la Storia. E Cristo parla anche nei simboli e nei segni “invertiti” che i tiranni di turno mescolano nei loro programmi politici e sociali. Bisogna dunque imparare a leggere davvero i Segni dei Tempi e lì cogliere sempre il Cristo, che anche nella foschia più fitta, non si stanca di indicarci la Sua luce. Con buona pace di tanti “ragionieri della Tradizione” che dall’alto della loro superbia, sono totalmente incapaci di riportare a questa umanità la Speranza che è linfa di Vita. Forse sono tutti politeisti, eppur non lo sanno.

Tra i vari simboli con cui la Sovversione pretende di “nutrirci”, ne scegliamo uno che crediamo essenziale per comprendere l’ora presente e la traiettoria su cui l’umanità deve inserirsi: il colore verde. Un simbolo che già da svariati anni è utilizzato per connotare tutto ciò che è “buono”. L’energia pulita e buona è verde. Tutto quello che rispetta la natura è verde. Il cibo sano e genuino è verde. Arrivando fino al certificato che attesta la nostra idoneità a lavorare e a frequentare luoghi di cultura o di sport: anch’esso verde. Ma cosa ci sta dicendo Dio attraverso questo colore che le forze della Sovversione hanno invertito? Per rispondere, occorre innanzitutto restaurare il suo corretto uso simbolico.

Il verde è colore che richiama la resurrezione e l’immortalità. Il cipresso, ad esempio, albero sempreverde, è simbolo di immortalità delle anime dei trapassati.

Ma più di ogni altra cosa, il verde con differenti sfaccettature simboleggia la rinascita, il rinnovamento. Perfino esseri “malvagi” come il drago o il serpente che cambia la sua muta esprimono questo archetipo di rinnovamento. E se il serpente è «il più mentale di tutti gli animali selvatici» (Gen 3,1) e viene punito a camminare sul suo ventre e a mangiare polvere, un altro serpente verrà elevato in croce. Il primo simboleggia la ragione analitica nel suo vortice discendente, che si fa ostile all’evoluzione spirituale della Vita, mentre il serpente-Cristo è colui che elevando l’intelletto sull’albero della Croce apre l’esistenzialità al nascere come Anima, ristabilendo il progetto originario del Padre.

L’uomo stesso è un albero capovolto secondo lo schema dell’albero delle sefirot. Nel suo corpo sono disegnati dieci archetipi divini. Perciò l’albero è simbolo dell’uomo nella sua norma ontologica e nella traiettoria che lo deve condurre alla realizzazione della sua vocazione. Un episodio del Vangelo di Marco ci pare emblematico. Un cieco viene guarito da Gesù ed esclama «Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano» (Mc 8,24).

Uomini e alberi come riflessi di un’unica realtà che è alimentata dal soffio divino. L’albero verde dona ossigeno all’albero polmonare, e da questo riceve invece l’anidride carbonica, la quale con la mediazione della clorofilla produce a sua volta ossigeno. E la clorofilla e l’emoglobina hanno una struttura molecolare molto simile: nella prima l’atomo centrale è di magnesio, nella seconda è di ferro. Questa complementarietà descrive come l’uomo rosso (il ferro dà al sangue quel colore) attraverso il respiro, il soffio, diviene l’uomo verde. E tutto ciò va letto nella sua dimensione simbolica di evoluzione spirituale. L’uomo verde è l’uomo che ha compiuto la sua nascita animica, è l’uomo che ha riconquistato la visione. Così in effetti, nel giardino di Eden, l’uomo dialogava apertamente con Dio. E l’albero polmonare è appunto quello che dall’ascolto conduce alla visione.

Infine guardiamo all’aspetto cromatico: il verde nasce dalla sintesi del giallo e del blu. Il giallo-oro simboleggia la luce solare e dunque per eccellenza la divinità. Il blu è il cielo, l’etere. Il giallo è colore radiante e centrifugo, mentre il blu è meditativo e centripeto. L’uno penetra nell’altro e da questa divina sintesi scaturisce il verde; esso è «l’Energia che nutre gli esseri viventi, rappresenta la Vita stessa» come scrive Alessandro Meghini.

S. Ildegarda lo aveva già intuito. La viriditas, la forza verde, è per la mistica e Dottore della Chiesa, l’energia vitale presente in tutto il Creato, sparsa mediante l’opera del sole. Forza di vita e di rinnovamento. «L’energia vitale è opera del Verbo ma essa non esisterebbe se non fosse trattenuta dal fuoco e dal calore; e ogni creatura senza sollievo sarebbe deserta, andrebbe in pezzi e cadrebbe in rovina se non fosse mantenuta salda dal fondamento della vita di fuoco dello Spirito» (Cause e cure).

Le compagini della Sovversione utilizzano questo simbolo in forma invertita, cancellando il suo originario significato spirituale e adoperandosi per annullare l’archetipo della Pianta-Uomo, il quale deve dare «molto frutto», ovvero immettersi nella sua traiettoria evolutiva per riacquistare la somiglianza divina.

È ora pertanto che smettiamo di puntare lo sguardo sui vari Saul e torniamo a fissare con sapiente fiducia il Cristo-Davide che sempre conduce e riconduce la Storia. Il male non conosce i piani di Dio, egli può solo illudersi di dirigere i piani degli uomini. Ignaro, esso alla fine coopera al Bene, anche se la sua azione lascia a terra molti cadaveri. Attraverso l’uso insistito del verde da parte dell’Avversario, il Signore del Cielo e della Terra ci sta chiamando con voce potente a rimetterci nell’asse dell’energia vitale, ad incamminarci lungo la traiettoria della trasformazione. Questa non riguarderà solo la società umana, i suoi ordinamenti, ma anche la conformazione stessa del Cosmo e quindi dell’uomo. E sin da oggi possiamo lasciar cadere i veli che ricoprivano le nostre pupille, guardare alla vita passata e scoprire che era una “dolce illusione”. Nel mondo rinnovato avrà posto soltanto un’umanità rinnovata. E prima che il processo sia ultimato, prima che sorgeranno «nuovi cieli e nuova terra», avverrà la distruzione di “questo mondo”. Di questo non dobbiamo aver alcun rimpianto.

Coloro che fin da ora accoglieranno l’invito divino, leggendo finalmente i segni che Lui dall’alto ci invia anche tramite l’Avversario, si faranno testimoni di quel rifiorimento spirituale più volte annunciato. Provati attraverso la «grande tribolazione», ma con gli occhi fissi al Signore che attira a sé perché tutto si rinnovi, essi saranno gli uomini nati alla dimensione divina, gli uomini verdi.

Foto: Idee&Azione

13 dicembre 2021