Micheal Crichton, Jurassic Park e la scienza: una riflessione sulla nostra epoca

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di Fabrizio Manco

Parte prima: Micheal Crichton, la scienza e “Jurassic Park “.

Negli anni tumultuosi a cavallo tra il 1900 e gli anni 2000, una travolgente ricerca di lingotti di oro si è riversata nelle vite delle persone con un impeto inaudito: la ricerca della potenza genetica.  Da quando venne scoperto il segreto della vita racchiuso in una piccola sequenza di cromosoma, tutti gli scienziati di ogni parte del mondo, velocemente si diedero da fare per accaparrarsi le migliori tecniche di ingegneria genetica e di biotecnologia.

Nel giro di pochi anni la biotecnologia è diventata onnipresente, onnipotente e invasiva in ogni ambito della vita umana e animale. L’istruzione, la scuola, la sessualità, l’affettività, le emozioni, il sesso, le armi belliche, tutto: non c’è nessun ambito della vita che non sia ormai invaso e inglobato dalla biotecnologia. Essa è ormai talmente avanzata che ha superato addirittura la perfezione dei software di un computer, tanto in alto è giunta la conoscenza biotecnologica. Tutta la società ne è ormai totalmente satura.  Ma la cosa più sconcertante è che tutto questo è diventato un sistema irreversibile, poiché ogni ambito della vita umana è ormai rapito da queste intenzioni.

L’introduzione appena vista, è una mia personale rielaborazione della parte introduttiva del romanzo fantascientifico Jurassic Park, scritto da Micheal Crichton e pubblicato nel 1990. Il racconto è praticamente una pietra miliare del genere fantascientifico. Classificato anche genere Sci – Fi hard, cioè Fantascienza dura, ha mutato per sempre il genere della fantascienza e la percezione che di questo genere letterario ha sempre avuto la mente umana. Di questo racconto ne parlerò dopo. 

Micheal Crichton (1942- 2008), è figlio di un giornalista, John Henderson Crichton, e di Zula Miller.  Regista, produttore cinematografico e scrittore, Micheal Crichton inizialmente pensava di intraprendere la carriera di medico, ma successivamente sentendosi soffocare la sua vocazione di scrittore, decide di abbandonare tutto per dedicarsi anima e corpo alla scrittura.  Le primissime opere di Crichton sono dei racconti Gialli e Polizieschi; successivamente inizia a pubblicare i primi racconti contenenti i tipici temi che lo hanno sempre caratterizzato: scienza, biotecnologie, informatica; pubblicati con due pseudonimi: John Lange e Jeffrey Hudson. Il termine Lange, in inglese significa “persona alta “, ed è un palese riferimento alla reale altezza di Crichton: 2 metri e 6 centimetri.  Nella sua Autobiografia, pubblicata sempre dalla Garzanti come tutte le sue opere, rivela che già a venticinque anni gli fu diagnosticata una sclerosi multipla, la quale però si è sviluppata in forma benigna. 

La maggior parte delle opere di Crichton sono di carattere scientifico e fantascientifico: si inizia con il racconto di una minaccia di un virus misterioso proveniente dallo spazio (Andromeda, 1969) e si scende negli abissi della mente e nel cervello umano trattando temi dedicati come le amnesie e le epilessie.  Del resto, Crichton era pur sempre un medico. Quasi tutta la sua produzione, infatti, unisce alla fantascienza una rigorosa analisi medica e scientifica.

Racconti considerati minori come I mangiatori di morte (1976) e Congo (1981), in realtà nascondo molti spunti di riflessione sul vero volto della natura umana e sulla natura in genere.  I mangiatori di morte è una rielaborazione in chiave moderna del mito di Beowulf, (Settimo secolo D. C.), e del diario del viaggiatore vissuto nel Decimo secolo D. C.  frutto di un viaggio in terra Russa Ibn Fadlan Abl (877- 960).  Crichton immagina di avere trovato questo manoscritto e di raccontare la storia del viaggiatore arabo nelle terre dei Normanni (Vichinghi). In queste terre Ibn Fadlan scopre gli usi e i costumi di questo popolo e viene a conoscenza di un misterioso mostro che attacca i loro villaggi sul far della sera e con la nebbia: gli abitanti lo considerano un mostro dalle sembianze di un serpente di fuoco, e Crichton parla di mostri incrociati addirittura con gli ultimi esemplari degli uomini di Neandhertal: i Wendol; che attaccano con la loro madre che ricorda le fattezze della Venere di Willendorf. È un chiaro riferimento ai due mostri nemici di Beowulf nell’omonimo poema altomedievale: Grendel e sua madre.  Nel racconto di Crichton, compare un misterioso guerriero: Wilulf, un chiaro riferimento diretto a Beowulf, il quale sconfiggerà i due mostri riportando la pace sui villaggi. Arte preistorica, mitologia e epica Anglosassone, fanno di questo testo un piccolo gioiello. 

Nel romanzo Congo, una spedizione scientifica e tecnologica deve andare alla ricerca di rarissimi e preziosissimi diamanti, i quali si trovano in una miniera nascosta in una fitta foresta della civiltà perduta di Zinji: una leggendaria città che secondo la leggenda dovrebbe corrispondere alla famosa Zanzibar. La strada di spedizione alla ricerca dei diamanti è guidata dalla ricercatrice Karen Ross, una donna con un carattere forte e spietato, pronta a tutto pur di ottenere un risultato. Durante la ricerca dei diamanti, la squadra si imbatte in una specie molto strana di Scimmie grigie, che ben presto si rivelano spietate e pur di difendere il loro territorio non esitano ad uccidere molti membri dell’equipaggio. Sarà la loro amica scimpanzé Amy a salvarli da questa situazione.

Il romanzo Sfera (1986) è il romanzo più maturo fino a quel momento: racconta la storia di uno psichiatra, Norman Johnson, il quale viene chiamato per andare ad aiutare alcuni sopravvissuti di un disastro aereo, avvenuto nell’ Oceano Pacifico.  Ma quando giunge a destinazione scopre che in realtà è stato contattato per analizzare una possibile comunicazione con delle forme di vita aliene: infatti scopre che non si tratta di un incidente aereo, ma di un ritrovamento di una enigmatica astronave che ben presto si scoprirà essere stata guidata da una misteriosa entità aliena di forma sferica.  In questo romanzo si fondono psichiatra Junghiana e Freudiana, fantascienza e letteratura fantastica, dove il vero viaggio, più che negli abissi del tempo e dei mari, è all’interno della nostra psiche e del nostro inconscio.

 

Parte seconda: la vera storia di Jurassic Park

Con il romanzo Jurassic Park (1990) si entra definitivamente nel vero e proprio stile di Crichton. Il romanzo unisce Fantascienza, Thriller, avventura e scienza in una miscela sapientemente calibrata.  La storia e la trama sono a conoscenza del grande pubblico soprattutto grazie alla trasposizione cinematografica realizzata da Stephen Spielberg nel 1993.

La storia di Jurassic Park è meravigliosa quanto inquietante.  La Ingen, una società di ricerca biotecnologica, viene fondata nel 1975, anno nel quale inizia i lavori per la costruzione di alcuni laboratori di ricerca e sceglie di crearli in un luogo segreto e isolato: l’isola è una perfetta condizione. Viene scelta una sperduta isola nell’ Oceano Pacifico, la quale forma ricorda vagamente una goccia di acqua rovesciata al contrario, situata a circa 190 km dal Costa Rica, costantemente coperta dalla nebbia: Isla Nublar.  Quest’ isoletta esiste veramente, ed è corrispondente all’ isoletta vulcanica chiamata Isola di Cocos.  La Ingen però, acquista successivamente anche una seconda Isola, Isla Sorna o Il sito B, della quale parlerò dopo.

Tutto il personale della Ingen non appena mette piede nell’isola, caccia immediatamente quei pochi innocui abitanti che dimoravano indisturbati: i Tut- si, i quali discendevano molto probabilmente dalla tribù dei Bri – Bri, una popolazione indigena del Costa Rica. Alcuni vengono vigliaccamente uccisi, mentre molti vengono fatti evacuare a forza. La Ingen deve condurre degli esperimenti di genetica in modo assolutamente segreto, senza che il governo del Costa Rica ne venga a sapere la verità.  

Nel 1986 l’eccentrico miliardario John Hammond, decise di comprare l’isola per realizzare il suo sogno: costruire un parco di attrazioni turistiche a tema con le creature preistoriche del Mesozoico (Triassico, Giurassico e Cretaceo). Il progetto riesce anche all’assunzione di esperti del settore come il brillante genetista Henry Wu, e i tecnici informatici Dennis Nedry e John Arnold. Tra il 1984 e il 1989, in quell’ Isola segreta e nascosta agli occhi del mondo, si incominciano a creare, o meglio a ricreare, alcune specie di dinosauri estinti da milioni di anni, cercando di riportare dal Mesozoico anche l’Habitat originale. 

La prima specie di dinosauro ricreata in laboratorio è il Deinonychus anthirropus (Ostrom, 1968); Successivamente ne seguirono altre come il Tyrannosaurus Rex (Osborn, 1903). Di seguito riporto in ordine alfabetico le specie di dinosauri presenti nel romanzo originale di Crichton:

Apatosaurus ajax (Marsh, 1877): un sauropode erbivoro vissuto nel Giurassico superiore. 

Brachiosaurus altithorax (Riggs, 1903): un sauropode erbivoro vissuto nel Giurassico superiore.

Ceradactylus atrox: uno pterosauro carnivoro vissuto nel Cretaceo inferiore. 

Deinonychus anthirropus (Ostrom, 1968): un teropode carnivoro vissuto nel Cretaceo inferiore.

Dilophosaurus wetherilli (Welles, 1970) un teropode carnivoro vissuto nel Giurassico inferiore.

Euplocephalus tutus (Lambe, 1910): un anchylosauro erbivoro vissuto nel Cretaceo superiore.

Hadrosaurus foulkii (Leidy, 1858), un dinosauro erbivoro ornitischio, vissuto nel Cretaceo superiore.

Hypsilophodon foxii (Huxley, 1870), un dinosauro onnivoro vissuto nel Cretaceo inferiore.

Maiasaura peeblesorum (Horner & Makela, 1979), un dinosauro erbivoro adrosauride vissuto nel Cretaceo superiore. 

Microceratus gobiensis (Bohlin, 1953), un protoceratopo di piccole dimensioni vissuto nel Cretaceo superiore.

Othnelia/ Nanosaurus agilis (Marsh, 1977) un piccolo dinosauro ornitischio vissuto nel Giurassico superiore.

Procomsognathus triassicus (Fraas, 1913), un piccolo teropde vissuto nel Triassico superiore. 

Styracosaurus albertensis (Lambe, 1913), un dinosauro ceratopside vissuto nel Cretaceo superiore.

Stegosaurus stenops (Marsh, 1877), un dinosauro erbivoro vissuto nel Giurassico superiore. 

Tenontosaurus Tilletti (Ostrom, 1970), un dinosauro Iguanodontide vissuto nel Cretaceo superiore. 

Triceratops (Marsh, 1890), un dinosauro erbivoro ceratopside vissuto nel Cretaceo superiore. 

Tyrannosaurus Rex (Osborn, 1905), il re dei dinosauri: un teropode carnivoro vissuto nel Cretaceo superiore. 

Nei laboratori di Jurassic Park, la Ingen inizia quindi a ricreare alcuni dinosauri. Il loro progetto iniziale era quello di clonarli tutti, ma successivamente, poiché sarebbe stata una pazzia, in quanto non aveva le risorse sufficienti, si ferma soltanto a una decina di specie. E sceglie di creare le specie più classiche e più conosciute al grande pubblico, soprattutto più conosciute dai bambini. Poiché il loro scopo era quello di fare un’attrazione turistica dedicata ai più piccoli, creando in parallelo un mercato di Marketing con pupazzetti, gadgets, vacanze per i più piccoli e per tutta la famiglia. 

Prima di iniziare la clonazione dei geni però, ottenuta grazie a dei potenti computer sequenziatori di geni, la Ingen ha bisogno della materia prima: il Dna di dinosauro.

La squadra tecnologica e biotecnologica riunisce un team di archeologi e di operai, i quali vengono spediti in giro con fior di quattrini. In giro per il mondo e per il Sudamerica, gli operai partono alla ricerca di Resina fossile, cioè di Ambra, in quanto è all’interno di questo elemento naturale che si trova il prezioso DNA di dinosauro. Gli operai furono spediti in Svezia, in Norvegia, in Russia, in Estonia, in Bielorussia e in angoli remoti dell’Artico. Nelle epoche del Mesozoico (Triassico, Giurassico e Cretaceo), gran parte degli insetti che volavano e ronzavano attorno ai dinosauri, succhiavano il loro sangue: come, per esempio, le zanzare (Culicidae, Meigen, 1818).  Ed è proprio attraverso le zanzare che la squadra della Ingen trovò quello che stava cercando. 

Molti insetti del Mesozoico si sono conservati all’interno dell’Ambra fossile, poiché dopo che si nutrivano del sangue dei dinosauri, si andavano a riposare sugli alberi, in particolare nei Pini (Pinus, Linnaeus, 1758). La Resina infatti è all’origine un liquido viscoso e giallastro, il quale intrappola gli insetti e successivamente si solidifica in piccole gocce.  Gli ingegneri e gli operai della Ingen, portarono nei loro laboratori situati ad Isla Nublar, una notevole quantità di ambra e di resina fossile, con all’interno conservati numerosi insetti di varie specie: zanzare (Culicidae, Meigen, 1818), ragni (Araneae, Clerck, 1757) cicale (Cicadidae, Westwood, 1840),  grilli (  Gryllidae, Bolivar,  1878  ) e millepiedi (Myriapoda, Latreylle, 1802 )   . Ma è all’interno del tubo digerente delle zanzare che gli scienziati trovarono il prezioso DNA dei dinosauri.

Gli scienziati si misero subito al lavoro per estrarre con i potenti macchinari il DNA dalle zanzare, ma si accorsero di un piccolo problema: il DNA veniva estratto con facilità e in grande quantità, ma i filamenti erano interrotti, perché il DNA estratto era vecchio di milioni di anni. Le sequenze genetiche erano continuamente interrotte nelle Basi azotate (Adenina, Gianina, Citosina, Timina e Uracile) in particolare le sequenze del DNA del Dilophosaurus wetherilli (Welles, 1970) e del Deinonychus anthirropus (Ostrom, 1968).

La mente brillante di Henry Wu risolse subito il problema, con l’introduzione negli spazi mancanti delle basi azotate DNA di anfibi e rettili odierni. Per i Deinonychus anthirropus, fu utilizzato il DNA di camaleonte, mentre per il Dilophosaurus wetherilli, gli scienziati della Ingen utilizzarono due DNA di due diverse specie di rettili di oggi: il Clamydosauro Kingii (Gray, 1827) e il Cobra sputatore rosso (Naja pallida, Boulenger, 1896).  Lo stesso DNA del Cobra sputatore fu inserito nel DNA del Procomsognathus triassicus (Fraas, 1913). Il risultato diede un Dilophosaurus con un collare, il quale lo apriva per difesa o per intimorire le prede, e che sputava veleno tossico; e anche il Procomsognathus triassicus sviluppò un morso velenoso e letale.  Il Deinonychus invece poteva cambiare colore in base all’ambiente o all’ emozione provata in un determinato momento. 

Una volta terminato il lavoro di otturazione del DNA, i tecnici crearono una miscela acquosa contenente una sorta di liquido amniotico formato da DNA delle specie di dinosauro, acqua, ormoni, proteine e aminoacidi.  Le siringhe elettroniche estrassero il composto liquido e lo introdussero in delle pseudo uova, il quale guscio fu realizzato con una resina modificata simile al guscio delle uova di rettile e uccello.

Le uova sintetiche piene di liquido amniotico furono messe dentro alcuni dispositivi che funzionavano come incubatrici con luci artificiali, e lasciati lì per alcune settimane; non appena gli embrioni erano pronti per uscire, i computer lo segnalavano ai tecnici. I primi embrioni a formarsi furono quelli dei teropodi: il Procomsognathus triassicus, il Deinonychus anthirropus, il Dilophosaurus wetherilli e il Tyrannosaurus Rex. Dopo alcune settimane, erano pronti anche tutti gli altri embrioni dei dinosauri clonati, come la specie di pterosauro e i sauropodi erbivori, gli ankylosauri, gli stegosauri, i parasaurolophi e i tenontosauri. 

Una volta che gli embrioni erano usciti dell’uovo, veniva dato loro subito da mangiare un composto di lisina a mo’ di pastiglia: una sostanza chimica amminoacida contenente le proteine della carne di pollo, della carne di maiale, e di altri alimenti di origine animale come le uova e il formaggio. Questo composto veniva dato ai cuccioli di teropodi, invece ai cuccioli erbivori veniva somministrato un composto chimico di origine vegetale, come estratti di verdura e di foglie di albero, come le foglie di pino e di conifere. Questo tipo di alimentazione era per le prime settimane della crescita dei cuccioli. Ma quando i cuccioli cominciavano ad aumentare di peso e di taglia, venivano messi in delle gabbie e portati nei recinti per essere alimentati nelle ore scandite. I cuccioli dei teropodi carnivori, in particolare quelli dei Deinonychus, venivano trasportati nei recinti già in fase di crescita sviluppata: e tutto questo ha creato non pochi problemi al personale del parco.

Infatti, alcuni esemplari di Deinonychus anthirropus venivano spesso trasportati dagli operai in fase giovanile, i quali erano già molto pericolosi: per ordine di Hammond gli operai dovevano portare i Deinonychus svegli, (non storditi o addormentati da sedativi) all’interno delle gabbie trainate da una gru; ciò ha causato la morte di molti operai innocenti, perché spesso venivano attaccati senza pietà dai Deinonychus. Tutto questo sotto l’indifferenza della Ingen. Per esempio, ha fatto discutere molto il caso di un giovane operaio che stava trasportando una gabbia con un Deinonychus sveglio: un attimo di distrazione e il feroce teropode ne approfitta per aprire il portello e sbranare il giovane: a nulla sono serviti i tempestivi interventi dei suoi colleghi, poiché il giovane rimane ferito in modo grave. 

Subito viene portato tramite un elicottero di emergenza, in un villaggio del Costa Rica, dove si trova un piccolo ambulatorio gestito dalla dottoressa Roberta Carter, la quale rimane sbalordita dalle ferite profonde riportate dall’ operaio.  La dottoressa Carter comprende che le ferite sono state inferte da un qualche animale carnivoro; soltanto non riesce a capire di quale animale si tratta: una tigre, un leone, una pantera? Ma le sembra assurdo in Costa Rica; qualcosa non quadra. Il giovane messo nel letto di una stanza con una voce flebile pronuncia la parola Raptor, ma l’infermiere non sanno minimamente cosa significhi, e pensano ad un certo demone che rapisce i bambini del folclore del Costa Rica: chiamato con il nome di Hupia. 

Il giovane poco tempo dopo muore, e la sia famiglia fa una causa legale alla Ingen, ma la società, corrotta, insieme ai suoi avvocati, cerca di insabbiare il tutto dicendo alla famiglia del giovane che la causa di morte è una scavatrice che lo schiacciò durante il lavoro. 

Nella stessa notte, in un reparto di ostetricia nei pressi di una spiaggia, alcuni neonati vengono aggrediti da due strane lucertole, le quali mordono ripetutamente un neonato: l’infermiera del reparto sentendo i neonati piangere e urlare, si precipita nella stanza, dove trova due Procomsognathus triassicus appollaiati ai lati delle culle intenti a morsicare il viso del neonato.  L’indomani mattina, una piccola famiglia Nordamericana fa una vacanza in una delle spiagge del Costa Rica: la loro bambina, Tina Bowman, corre subito in spiaggia per cercare qualche strano animale da disegnare: mentre rotola nella spiaggia, sente uno strano pigolio più simile ad uno squittio.  Improvvisamente sbuca dai cespugli un Procomsognathus triassicus, il quale la guarda con uno sguardo incuriosito; la bambina lì per lì resta meravigliata, e pensa che si tratti di una strana lucertola, anche se si regge su due zampe. Divertita, cerca di offrirgli un pezzettino di patatine che il piccolo dinosauro sembra apprezzare molto bene. Ma mentre chiama mamma e papà per raccontare loro di questa sua scoperta, il Procomsognathus triassicus attacco il braccio della bambina mordendolo in più parti.

Il suo papà cerca subito la mette in macchina e Insieme alla moglie si dirige al pronto soccorso del Costa Rica, dove il Dottor Cruz e il Dottor Gutierrez si prendono cura della bambina. I genitori dicono al dottore che la bimba è stata morsa da un rettile, ma il dottor Cruz risponde che l’unico rettile vivente nelle spiagge del Costa Rica è il Basilisco (Basiliscus plumifrons, Cope, 1876): una lucertola che vive anche nelle foreste dell’Honduras e del Nicaragua. 

La bambina appena risvegliata dice al dottore Gutierrez che la lucertola che lei ha visto era però bipede con tre dita sui piedi, e il padre aggiunge anche che la sua bambina non può sbagliarsi perché ha un’ottima memoria. Gutierrez però insiste nel dire che il Basilisco spesso per sfuggire ai predatori, si alza in posizione bipede e corre sopra l’acqua. Tuttavia, un dubbio sorge dentro di lui e l’indomani mattina armato di fucile, si reca sulla spiaggia dove la piccola Tina fu morsa, e scopre una lucertola bipede morta: scopre così che la bambina aveva ragione in quanto le zampe posteriori avevano tre dita.

Successivamente John Hammond ingaggia il paleontologo Alan Grant e la paleobotanica Ellie Settler, per fare una visita di collaudo sulla sua isola al largo del Pacifico. Alla loro spedizione si unisce l’eccentrico matematico Ian Malcom, il quale comprende subito che l’esperimento della Ingen è una follia. Nella sala delle incubatrici assistono meravigliati alla nascita di un Deinonychus anthirropus, e il Dottor Wu spiega che tutte le specie animali, compresi i dinosauri, all’ inizio del loro sviluppo embrionale sono tutti di sesso femminile: le specie di dinosauri ricreati nel parco quindi sono tutte femmine, perché gli scienziati della ingen tolgono l’ormone principale per fare diventare gli embrioni maschi. Così facendo gli embrioni rimangono femmine.

Ian Malcolm sbalordito da tanta arroganza scientifica, afferma che loro stanno cercando di controllare un processo naturale che ha milioni di anni; e che quindi è impossibile da attuare: prima o poi la vita trova il modo di ribellarsi, perché la vita vince sempre. In questo ragionamento di Malcolm, è possibile scorgere una sottile analogia con il pensiero di Arthur Schopenhauer sulla Volontà della vita: tutto ciò che fa muovere l’universo e la vita sulla Terra, è una cieca forza che mantiene sé stessa e vuole solo sé stessa. 

John Hammond e il Dottor Wu deridono le considerazioni di Malcolm, ma ben presto si rendono conto che il ragionamento del matematico non ha torto: infatti con loro sorprendente sgomento scoprono che i dinosauri si stavano riproducendo giorno dopo giorno. L’indizio lo scopre il paleontologo Alan Grant con il ritrovamento di un frammento di guscio di dinosauri durante la perlustrazione del parco.

Il motivo era da ricondurlo al processo di creazione e clonazione delle specie. Poiché i filamenti di DNA dei dinosauri erano troppo vecchi e quindi interrotto, oltre al DNA dei rettili visti prima, è stato aggiunto il DNA di Rospo (Bubo Bubo, Linnaeus, 1758) e del Drago di Komodo (Varanus Komodoensis, Ouwen, 1912), I quali quando la situazione ambientale si fa più critica, possono riprodursi per partenogenesi.  Gli scienziati della Ingen non sapevano nemmeno di cosa avessero fatto in quanto il risultato era ancora in una fase sperimentale.  E gli avvistamenti del Procomsognathus triassicus nelle coste del Costa Rica, significava che i dinosauri si erano riprodotti da molto tempo e si stavano espandendo sul continente Sudamericano, raggiungendolo a nuoto.   

 

Malcolm spiega poi che dei dinosauri riportati dal Mesozoico al mondo odierno, così profondamente diverso dal loro habitat, non si troveranno a loro agio in quanto l’ecosistema di oggi è totalmente diverso.  Anche questa sua considerazione trova conferma, ed è uno Stegosauro malato a dare conferma alle sue ipotesi.  Durante la prima perlustrazione del parco, i nostri eroi si accorgono di uno Stegosauro in agonia (nel film un Triceratopo): la paleobotanica Ellie Settler scopre che il dinosauro aveva mangiato i frutti e i fiori di una pianta tossica, il Melia azedarach (Linnaeus, 1753) conosciuto anche con il nome di Albero dei Rosari.  Ciò aveva causato nel dinosauro erbivoro lo sviluppo di vesciche alla lingua e un blocco della respirazione, per cui il dinosauro respirava con affanno.

A nulla, infatti, è servito il creare anche le libellule preistoriche come le Meganeura monyi (Brogniart, 1853) vissuta nel Carbonifero, per ridare un tocco di preistoria all’ambiente del parco. I dinosauri non possono vivere nella nostra epoca. I nostri eroi, in seguito, dovranno vedersela con il Tyrannosaurus Rex, uscito dal recinto con la corrente disattivata dall’ informatico corrotto Dennis Nedry: Nedry, infatti, aveva stretto un patto con il capo della Biosyn, Lewis Dodgson, una azienda biotecnologica rivale della Ingen: Nedry avrebbe dovuto consegnare alcuni embrioni rubati dal laboratorio in cambio di una buona somma di denaro. Infatti, l’informatico ideatore di tutta la struttura tecnologica del parco, ruba alcuni embrioni di dinosauro come richiesto da Dodgson, ma per fare questa operazione deve disattivare tutti i sistemi informatici e la corrente elettrica. Con lo scoppio di un temporale Nedry rimane bloccato nel recinto del Dilophosaurus, il quale lo acceca sputando il suo veleno e poi ne divora alcune parti.

Il progetto di Dodgson e di Nedry va a monte. I dinosauri carnivori escono dai recinti seminando morte e distruzione, e i nostri eroi (Alan Grant, Ellie Settler è Ian Malcom) devono lottare con tutte le loro forze per salvarsi.

La speranza di riattivare i sistemi informatici del parco e quindi richiudere i dinosauri nei loro recinti sta nel nipote di John Hammond, Tim: grazie alla sua abilità con il programma dei Computer di Sistema di Controllo, riesce a ripristinare la corretta elettrica del parco. I dinosauri tornano ai loro recinti, ma la fauna preistorica si è ormai mischiata. I Deinonychus attaccano branchi di Parasaurolophi e di Tenontosauri, e l’equilibrio del Mesozoico viene così ripreso dopo milioni di anni: Ian Malcom ancora una volta ha ragione: la vita trova sempre una strada, forse in maniera pericolosa, disastrosa, ma riesce sempre a trovare un modo per vincere.

Infatti, un’ulteriore conferma arriva dalla scoperta di tane e cunicoli sotterranei dove i Deinonychus hanno fatto decine di nidi con i piccoli. I Deinonychus, infatti, si sono posizionati in posizione di migrazione, e come gli uccelli stavano seguendo le onde magnetiche terrestri.

Ma al governo del Costa Rica giunge notizia che Isla Nublar è ormai un posto pericoloso, e per questo emana l’ordine di distruggerla con i lanciafiamme e alcune bombe di Naplam: i nostri eroi (Ian Malcom, Ellie Settler, Gennaro, Muldon, Harding, I due ragazzini Tim e Lex il resto del personale e Alan Grant) vengono portati in salvo, ma per i dinosauri non c’è scelta: devono essere distrutti.  Tuttavia, rimangono i dinosauri scappati dall’isola tempo prima sulle campagne del Costa Rica: il dottor Gutierrez, infatti, all’arrivo dei nostri eroi nella capitale del Costa Rica San José, intrattiene i protagonisti per interrogarli su alcuni misteri. Infatti, da molti giorni, nelle campagne del Costa Rica, i raccolti dei legumi sono quasi tutti divorati in gran quantità: fave, lenticchie, piselli e fagioli sono spazzati via ogni giorno ad un ritmo impressionante. E non solo i legumi, ma anche tutto il pollame nelle fattorie viene divorato voracemente. Alan Grant collega i legumi e il pollame con la Lisina, in quanto questi alimenti ne sono pieni: comprende subito che i danni al raccolto sono stati fatti dai dinosauri scappati dall’isola, ma non comprende bene se si tratta dei Procomsognathus triassicus o di alcuni Deinonychus anthirropus: per il momento rimane un mistero.

 

Il Mondo Perduto

Passarono alcuni anni. Circa cinque anni dopo l’incidente disastroso di Isla Nublar avvenuto nell’agosto del 1989, Ian Malcom, sopravvissuto al disastro, si trova nella l’aula conferenze della sua Università nella quale insegna, e sta parlando dell’estinzione dei dinosauri: su che cosa sia realmente successo e quali cause potrebbero esserci oltre ad un meteorite.  Ad un certo punto lo interrompe il paleontologo Richard Levine, il quale lo convince a partire per un viaggio verso un mondo perduto dove ancora dimorano i dinosauri.

Sulle coste delle spiagge del Costa Rica, infatti, viene trovato il corpo in decomposizione di quello che sembra essere un Ornitholestes (Ornitholestes hermanni, Osborn, 1903), un dinosauro ornitischio vissuto nel Giurassico superiore. 

Levine vuole scoprire di più e parte insieme alla sua guida Diego, verso un’altra misteriosa isola che si trova sul Pacifico: Isla Sorna o Il Sito B. Se per Isla Nublar c’era un segreto imbarazzante, per questa nuova isola scoperta c’era un silenzio assoluto: da dove spuntava? Levine tenta di ricavare alcune informazioni attraverso interrogazioni ad alcune autorità locali, e ciò che scopre è che la Ingen compro’ un’altra isola negli anni Settanta, per motivi misteriosi.

Quando Levine giunto sull’isola resta da solo, poiché Diego venne divorato da un Carnotauro (Carnotaurus sastrei, Bonaparte, 1985) e scopre il segreto che cercava. Infatti, non appena Ian Malcom giunge sull’isola con una squadra di salvataggio, trovano Levine dentro un misterioso edificio dalle enormi dimensioni.  Ian Malcolm racconta la storia di Jurassic Park di John Hammond e misteriosamente è a conoscenza di ciò che è avvenuto ad Isla Sorna, il Sito B.

La Ingen compra Isla Sorna nel 1976, dove inizialmente voleva costruire il Jurassic Park.  L’isola viene in poco tempo attivata con un immenso laboratorio segreto dove vengono creati i dinosauri. Sull’isola vengono costruiti ristoranti, campi da golf e piscine.  Dopo che gli embrioni si sviluppano ed escono dalle uova, vengono nutriti con il latte di pecora, che causa loro una grave infezione.  Gli scienziati non riescono a capire di che malattia si tratti e abbandonano i dinosauri all’ambiente esterno, facendoli crescere e sviluppare nell’ habitat dell’isola. I teropodi carnivori come i Deinonychus, una volta cresciuti essendo in libertà attaccano il personale, così la Ingen decide di sloggiare dall’isola abbandonando tutta la struttura così come era nata alla natura: lentamente le piante e gli alberi penetrano anche all’interno dell’edificio, mentre le specie di dinosauro ricreate in laboratorio prendono il sopravvento dell’edificio distruggendo gran parte di esso.

Infatti, ciò che osservano Ian Malcom, il paleontologo Richard Levine e la squadra di salvataggio una volta entrati nell’ edificio, è una completa desolazione.  Gli strumenti di laboratorio sono in parte distrutti e abbandonati, le incubatrici sono tutte aperte con alcuni gusci di uovo rimasti all’interno.  Sulle pareti si osservano vetri rotti con grandi macchie di sangue secco. Sugli alcuni cassetti del laboratorio Ian Malcom trova i documenti ufficiali che attestano che i dinosauri si erano ammalati di una malattia infettiva che li faceva morire in giovane età. Adesso è tutto chiaro:

 

Isla Sorna o Il sito B, era il laboratorio principale dove venivano creati i dinosauri, i quali successivamente venivano portati ancora cuccioli, dentro delle piccole navi su Isla Nublar, facendo credere ai turisti che i dinosauri nascessero li.  Era questo lo sporco segreto della Ingen.  Le altre specie di dinosauro create in quest’isola, oltre alle classiche viste su Isla Nublar (Deinonychus anthirropus, Tyrannosaurus Rex, Apatosaurus ajax, Procomsognathus triassicus) sono le seguenti:

Carnotaurus sastrei (Osborn, 1903): un teropode carnivoro vissuto nel Cretaceo superiore.  

Gallimimus bullatus (Osmolenska, Barsbold, 1972): un ornitomimo onnivoro vissuto nel Cretaceo superiore. 

Mussaurus patagonicus: un prosauropode vissuto nel Triassico superiore.

Ornitholestes hermanni (Osborn, 1903): un ornitischio onnivoro vissuto nel Giurassico superiore. 

Pachycephalosaurus Wyomingensis (Gilmore, 1931): un dinosauro erbivoro pachicephalosauride vissuto nel Cretaceo superiore. 

Parasaurolophus walkeri (Parks, 1922): un dinosauro erbivoro dal becco d’anatra e con una lunga cresta tubolare, vissuto nel Cretaceo superiore.

I dinosauri una volta impadronitosi dell’isola, crearono delle loro nicchie vitali, con zone di cova e zone di predazione. Tuttavia, torna in scena il capo della Biosyn, Lewis Dodgson, il quale con alcuni tirapiedi vuole di nuovo embrioni di dinosauro, ma questa volta pretende direttamente le uova fecondate. Una volta che fu a conoscenza del Sito B, parte in segreto anche lui con una barca e si reca nell’isola. Ordina ai tirapiedi di rubare le uova direttamente dai nidi dei dinosauri, ma anche questa volta i suoi piani vanno a monte perché i dinosauri, in particolare i due genitori T – Rex, non danno scampo a Dodgson e ai suoi tirapiedi. 

Questa è la vera storia di Jurassic Park: nel raccontarla ho seguito la linea temporale e gli eventi creati da di Micheal Crichton e non quella dei film della trilogia di Spielberg; ho però aggiunto e modificato alcune cose in modo diverso, soprattutto in alcune episodi dove non mi erano chiare alcune cose. 

 

Considerazioni sulla scienza: parte terza. 

Quando uscì il libro di Crichton, Jurassic Park, il 10 Novembre 1990, fu subito un grande successo che è cresciuto negli anni. Alcune ricerche mi hanno portato a scoprire che all’epoca quando uscì il libro non si parlava di altro: il motivo sta nella rappresentazione dei dinosauri fatta da Crichton, la quale era molto diversa dalla concezione che aveva l’Immaginario collettivo fino a quel momento: i dinosauri venivano ancora rappresentati come animali lenti, goffi, stupidi e a sangue freddo.

La rappresentazione di Crichton invece è completamente diversa: i dinosauri sono rappresentati per ciò che molto probabilmente erano: dotati di una notevole intelligenza, capacità di organizzazione, endotermia (la capacità del corpo di produrre calore) e capacità di caccia paragonabile a quella dei mammiferi carnivori.  Queste caratteristiche sono valide in particolare per i teropodi come il Deinonychus anthirropus. 

Il film omonimo di Stephen Spielberg del 1993 riprende alcune parti del romanzo e li rappresenta anche abbastanza fedeli, ma ovviamente in confronto al romanzo è incompleto.  I personaggi non sono rappresentati in modo completo, ma alcuni di loro sono raffigurati in modo parziale, tralasciando gran parte dei loro discorsi che nel racconto ovviamente sono molto più articolati. 

Crichton nel racconto denuncia l’uso smodato delle Biotecnologie odierne, le quali possono mettere in pericolo l’esistenza stessa dell’umanità intera. Dopo la scoperta della Bomba atomica, ottenuta grazie agli esperimenti di molti brillanti scienziati come l’italiano Enrico Fermi, i quali riuscirono a creare la Fissione nucleare, dove gli atomi dell’Uranio – 235 vengono distrutti in frammenti più piccoli causando un grande esplosione di energia, la scienza e con essa la Tecnica e le tecnologie, si sono sempre più specializzate per creare modifiche alla vita e alla struttura vivente della terra. 

Le Biotecnologie, dopo la scoperta della molecola a forma di elica dell’Acido Desossiribonucleico, meglio conosciuto con la parola DNA, avvenuta nel 1953, per opera di Francis Crick e di James Watson, ottenuta grazie ai Raggi X, ebbero la strada spianata per sfruttare gli organismi viventi. Sembra paradossale ma la pratica in sé della Biotecnologia è in realtà antichissima e risale alle prime popolazioni preistoriche del Neolitico, quando inventarono le prime forme di agricoltura.  Ma ciò che fanno le Biotecnologie moderne, è ovviamente qualcosa di più invasivo e pericoloso.

In particolare, sono le Biotecnologie legate alla sperimentazione genetica ad essere un pericolo sia per gli esseri viventi che per la specie umana: esse, come le tecnologie farmaceutiche, informatiche, alimentari, genetiche, attraverso la creazione di vaccini e di farmaci, possono modificare le strutture viventi degli organismi. Secondo la definizione della Convenzione sulla diversità biologica, per biotecnologia si intende:

“Una qualsiasi applicazione tecnologica che utilizza sistemi biologici, organismi viventi e loro derivati, per realizzare o modificare prodotti e processi per uso specifico “.

Oggi grazie all’uso dell’ingegneria genetica (la quale comprende lo studio del DNA, delle cellule, l’estrazione del nucleo cellulare, la trascrittomica, lo studio del Genoma, il Progetto Genoma Umano, il progetto CRISPR, la sperimentazione sugli embrioni e sui feti abortiti), è possibile modificare ogni struttura geometrica della vita. Per struttura geometrica della vita io intendo la forma e la struttura del vivente, come le cellule, i cromosomi, il DNA, le proteine, cioè le componenti fondamentali per la struttura di ogni essere vivente.

Con l’ideologia accecante del progresso illimitato della scienza e della medicina, non si vuole comprendere che ogni scoperta è allo stesso tempo un pericolo: poiché oggi tutto ciò che la scienza e la tecnica scoprono viene messo in pericolo dalla possibilità di modificare ogni sua parte e di sfruttare tale scoperta in più campi.

Se la tecnica può realizzare ogni cosa, ogni cosa non ha più etica e valore, perché tutto può essere messo sotto sperimentazione, compreso il corpo umano. Siamo quindi lontani da un uso etico delle scoperte scientifiche, perché la scienza e la tecnica sono delle industrie con il solo e unico scopo di fatturare soldi per le loro aziende.  Ed è anche il pensiero di Micheal Crichton, il quale fu sempre pessimista sulle scoperte scientifiche.  Il suo pensiero in parte, da quello che ho scoperto, è stato plasmato dalle opere dello scrittore americano Jeremy Rifkin, il quale con libri come Why should play god? del 1977 e The Biotech century del 1998, esprime critiche molto severe allo sviluppo tecnico, scientifico e biotecnologico, il quale si è sempre di più allontanato dai valori e dall’ etica. 

Ci può realizzare in futuro lo sviluppo tecnologico e biotecnologico?

Quali sperimentazioni saranno effettuate sulle creature viventi in nome della scienza e del profitto?

Solo un pensiero scientifico critico e alleato della natura e della vita può salvarci da azioni scellerate e senza scrupoli. 

Foto: Idee&Azione

16 marzo 2022