Morfologia dell’escatologia

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di Lorenzo Centini

A ben vedere ci sono due tipi di ragionamento teopolitico agganciato, diciamo, all’apocalittica.

Uno interpreta la realtà apocalittica come puntuale nel tempo. Le apocalissi, o anche l’escatologia comune abramitica, indicherebbe una serie di fatti che, seppur simbolici, si verificheranno senza dubbio in un punto della storia.

Le bestie dal Mare, gli anticristi e i falsi profeti insieme con i segni premonitori non si presenteranno letteralmente in questo modo (ognuno vi aggiunge gradi diversi di camuffamento) ma si verificheranno con i nessi logici presentati dai testi e innescheranno azioni e reazioni che, sopra una certa soglia, sono già prescritte nel loro andamento e nella loro conclusione.

Questo tipo di ragionamento è, per costituzione, frettoloso: non nel senso comune di essere dettato dalla fretta, bensì costantemente alla ricerca di identificazioni complete. Lo sforzo di questa teopolitica è l’identificazione di un soggetto storico/persona/istituzione con una controparte narrativa. Si vive perciò un’attesa dell’evento che non può che verificarsi: nel caso in cui non si verifichi, o il “momentum apocalittico” viene a decadere nella mente di chi aderisce a questo impianto oppure (ma più raramente) si scende ad ammettere una errata (o parziale) identificazione.

Esiste però un’altra maniera di svilupparsi dell’escatologia: quella che si sviluppa in una analisi per funzioni.

Se si identifica una sfera spirituale e si imposta un collegamento col reale “politico”, non si deve per forza scendere ad una identificazione 1 ad 1: si può invece fermarsi a identificare la funzione spirituale con la funzione politica, che può essere più agevolmente adattata a fazioni, persone e istituzioni in modo dinamico, come dinamiche sono le funzioni. Evitando, insieme, il problema dell’ontologismo, che è incompatibile con l’immanenza della decisione politica.

Ne è un esempio la funzione katechontica, che infatti ha servito ottimamente anche intellettuali non spirituali come Schmitt. Quella katechontica è, a tutti gli effetti, una funzione spirituale, giacché rimanda ad una dimensione non immanente, quella del male epimeteico. Ma la funzione katechontica può essere detenuta da forme di potere come da stati o da fazioni, in momenti diversi. E, soprattutto, può esprimersi finanche in maniera diciamo inconscia nelle collettività, sopra di loro, cosa ben più “normale”: dove invece l’ontologia della dinamica puntuale richiederebbe una completa identificazione del Male col Male e del Bene col Bene – o meglio: del santo col santo e dell’impuro con l’impuro.

L’escatologia funzionale può essere davvero fruttifera per tutti.

Foto: Idee&Azione

21 novembre 2022

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