Negritudine – Suoni, voci, grida in onore del Movimento Multipolare Panafricano e Afroamericano

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di René-Henri Manusardi

TAMBURO

Sordo, insistente, percuoter di tamburo nella savana. Cuore, viscere, spirito rapiti, ogni villaggio immerso. Uomini danzano, battito tribale, pelle di mogano. Madida, lucida, tra lance e ornamenti in cupo bagliore di fiamma.

SHAKA ZULU

Crepita il fuoco, lapilli arroventati cauterizzano i piedi. Intenso, iniettato, un occhio scruta l’incandescente brace. Ombra di morte, Signore della guerra, sortilegio di potere. Violento giganteggia tra sangue di nemici, Shaka Zulu.

BLACK SHAMAN

Radici profonde, da tenebre cosmica oscurano la terra. Cattura spiriti ignoti lo stregone, restandone avvinto. Nel rosso olocausto di scarno animale, vola rapito ai primordi.

L’ALBA

Sole che s’alza, rapido domina l’aria tersa e ombrosa. Boccheggia il leone in arsura cocente, scrutato dai Masai. Controvento, tra rarefatti arbusti, predano gazzelle.

EMMANUEL

Unto di Dio, episcopo del Cristo, sciamano di Gesù. Le tue mani guariscono e liberando sanano corpo e mente. Nera anima Ngoni, dono dello Spirito, potere dei tuoi avi. Natura e grazia mescolate in fiume vorticoso, inquieto Emmanuel Milingo.

THE BIRD

Dissoluta e breve vita, solo nel magico sax, Charlie trascende focoso. Be-bop ritmato, violento, incandescente, Parker demolisce le nostre certezze. Per poi volare alto nel suo enigma interiore, fatto di cielo, armonia, furore.

SATCHMO

Bettola fumosa, intrisa d’alcool e di sudore, febbrile la notte a New Orleans. Il ritmo del cotone ancora nelle vene, libera Jazz lo spirito dei neri. Non mesto Blues ma Dixieland gioioso, Satchmo improvvisa da magica tromba. Roca, gaia voce, genio musicale Louis Armstrong nell’anima nera tutti rende uguali. Il senso della festa, radice d’Africa perduta, usurpa un’America ancora puritana.

MARTIN LUTHER KING

L’eroe dei neri non è mai morto. La fede in Dio, nella sua Bibbia l’ha sostenuto. L’amore per la pace, per la sua grande razza, per questo viene ucciso. Come Cristo, così anche Tu per la tua pelle nera. Tu grande King, ora e per sempre nei nostri cuori. L’eroe dei neri ora è risorto.                              

MASCHERA NERA

Maschera nera, in luna opalescente ancor più oscura. Urla di iene, fragore di cascate, fruscio di leopardo. Simbolo cosmico, fecondità dell’Africa, maternità camita. Permane nei tempi, l’essenza tua tellurica che radica la vita. Ventre di spighe mature, vulva procreatrice, utero di molti popoli.

MANDELA

Esplode la gioia nei borghi di Soweto, Mandela è ritornato. S’accende la festa, tra povertà e miseria danze tribali. Anche la natura accoglie riverente l’indomito leone. Epica lotta le sue pesanti catene, ora per tutti son libertà.

BRONX RAP

Oggi forse rapiniamo alle quattro, ma Dio non giudicarci per quello che facciamo. Questo quartiere ci abbandona alla miseria, intanto gli States son grandi solo sulla carta. Mentre mia madre cucinerà stasera? Quando gli capita arrotonda col sesso. E io con bustine di coca tagliata, ma loro non muoiono perché è solo farina. Ho fatto il marine ed ora son tornato, ma per l’uomo bianco resto sempre una bestia. Là un solo giusto era il cappellano, ma se non ci accettate dov’è il vostro Dio? Lo so che è anche il mio, ma qui non cambia niente, non basta la fede se poi non c’è lavoro. Oggi forse rapiniamo alle quattro, ma assolvici o Dio perché dobbiam mangiare.

SOGNO DI LIBERTA’

Strappo cotone, da mani ferite lo spirito vaga. S’alza lontano, supera i mari, torna alla sua terra. Vergine pura, regno degli avi, mia vera natura. Di uomo libero, cacciatore solitario, figlio del sole e della luna.

ELLA FITZGERALD BLUES

Sono Ella e canto un blues, shakerato col sorriso ma in fondo anche un po’ triste. Nero il nostro spirito non ha perso la sua forza creatrice, ma purtroppo neanche la sua malinconia. Siamo stati Gospel, Soul & Blues, Dixieland, Swing, Jazz, Be-bop, Hard, Funky & Cool, siamo stati Disco, House Rap & Rock‘n Roll e molto altro. Siamo stati schiavi, liberi, integrati, pacifisti, rivoluzionari, cristiani, mussulmani, siamo stati poveri, ricchi, borghesi, pugili, musicisti, artisti. Incessanti, continuiamo a scavare le nere profonde radici d’Africa della nostra identità culturale. Siamo un mondo nel mondo, Ella, rifiutato, corteggiato, osteggiato, venerato, ma la malinconia per la libertà delle origini quando mai ci abbandonerà?

TUTSI

Uomini lunghi, nella foresta, lance sottili. Etnia regale, alta, scultorea, angeli neri. Lignaggio antico, figli del Sole, nobili Watussi.

LEONESSA

Sguardo glaciale, freddo, assassino, si getta sulla preda. Scattante leonessa, giovane possente, un balzo enorme. Afferra, azzanna l’agile gazzella con impossibile volo.

DANZA COPTA

Ondula ritmando l’arcana danza, il vescovo dei Copti. Clero e popolo sorridono, movendo umana enorme onda. Memoria di Israele, giulivo intorno all’Arca, Etiopia cristiana.

DANZA TRIBALE

Il ritmo della terra, cadenza nelle viscere di giovani guerrieri. Vulcano in eruzione, un battito frenetico che simula battaglia. Pelli di leopardo, tambureggianti i piedi, cruenta libido africana.

CASSIUS CLAY

Danza del ring la tua boxe ribelle, tecnica efficace. Funambolo istrione, Kinshasa ricorda la tua arte magistrale. Il NO! alla guerra, che mena alla prigione non scalfisce la tua grandezza. Nero egocentrico, Statua della nera libertà, Mohammed Alì Clay.

JIMMY HENDRIX

Rock veloce, folle, scatenato Woodstock non contiene. Trance di eroina, l’arte acutizza nel delirante assolo. Virtuosismo musicale, una meteora bruciata dalla sua stessa scia. Nessuno ti ha uguagliato, ora Dio ti doni pace, inarrivabile Jimmy Hendrix.

BOB MARLEY

Morbido reggae, florida Jamaica tra estasi di cannabis. Afro-americana melina visionaria, sogna l’esile rasta. Il trionfo dei neri, ondulando dolcemente, giovane Bob Marley.

MILES DAVIS

Alto sulle vette di rarefatto Jazz, anima in tormento. Solitudine intima, a volte mistica, disarmonia tonale. Magica tromba in clima soffuso, raro Miles Davis.

KILIMANGIARO

Converge Africa alla sua vetta. Simbolo animista del Nero continente. Montagna sacra, dimora di Dio. Eterna negritudine, Kilimangiaro.

DUKE ELLINGTON

Fluido swing, dinamico e corale. Un ordinato blues l’orchestra sa creare. Magica mano unifica le menti, dirige il tutto, libera gli assoli, grande Duke Ellington.

THELONIOUS MONK

Gli angeli neri così suonano nei cieli. Mentre la mente si perde nelle alchemiche armonie. Piano solipsistico, eccelso Thelonious Monk.

DIZZY GILLESPIE

La rana suona, dilatano enormi le sue gote. Il re del be-bop non ha più vette da scalare. Vive sulle creste di un Jazz subliminale. Di cui è il gran maestro, Dizzy Gillespie.

HAILÉ SELASSIÉ

Re cristiano, d’Etiopia Imperatore. Hai amato l’Italia anche dopo il grande oltraggio. Ultimo grande Negus, eroe dell’Africa copta. Il popolo ti piange martire del comunismo, umile divino Hailé Selassié.

HO FATTO UN SOGNO

Ho fatto un sogno, una moltitudine nera invadeva il mondo. Portava pace, bontà, armonia, sincero amore. Ai bianchi insegnava rispetto per la madre terra, devozione ad ogni razza. Onirici apostoli di un mondo nuovo, né creolo né mulatto. Che invece lento sorge nel plurale delle etnie, unito in gioiosa danza cosmica.

RETTILE ANTICO

Spancia il coccodrillo trafitto dalle lame. Stasera grande festa in mezzo alle capanne. Un piccolo di zebra intinto in caldo sangue. Trappola ingegnosa per il rettile antico. Ora legato a un lungo ramo esultanti ritornan al villaggio. Mentre i tafani punzecchiano i corpi e lo zebrotto scalcia felice.

LA PROBOSCIDE

Nkongo è scampato dalle zanne del leone, ma ridono le donne del villaggio. É giunto correndo nel recinto, la fiera gli ha strappato il perizoma, ora le ragazze lo chiamano Proboscide. Il capo s’infuria, mette tutti a tacere angosciato per il felino che ora vaga intorno al villaggio. «Nkongo, sei ferito? Racconta come è stato!». Ma poi lo consola col suo ironico humor. «Se simba vede il tuo davanti fuggirà! Perché la tua proboscide di elefante non teme rivali!». Nkongo è sfuggito agli artigli del leone, ma ridono ancora le donne del villaggio, ora le ragazze lo chiamano Proboscide.

LA PROBOSCIDE II

Nkongo si sposa è il figlio del capo. La testa di simba, due zanne d’avorio per regalo. Il padre elogia le sue virtù naturali. Lo stregone lancia sortilegi e battute augurali. «Prima nella nostra tribù – racconta – solo una proboscide. Ora con la figlia di Tanin come sposa, un branco di elefanti nel villaggio!». E ridendo come pazzo istrione, inizia tutti i festanti alla danza sponsale.

WASHBOARD

Liscio, il grande Mississippi con calma scorre sotto casa di Charlie. Stasera con la grezza washboard, anche il banjo di Jonathan e la cornetta di Art. La notte si anima nel blu del grande fiume tra giovani neri e sinuose compagne. Un magico Charlie, echeggia coi ditali l’allegro rhytm & blues con l’asse lavapanni.

OLD BLACK BLUES

Ehi! Vecchio Black, non andare a ubriacarti stasera. Nessuno farà risorgere la tua vecchia mamma. Né la tua sposa uccisa durante gli scontri razziali. E neanche i due figli che hai perso nel Vietnam. Lasciati in bocca ai vietcong solo perché erano Black Panthers. Ma tu tra i fumi dell’alcool tutti li rivedi, sorridi e vi parlate. Poi per qualche giorno il tuo lavoro scorre e sei sereno. Ehi! Vecchio Black, vai pure a ubriacarti ma poco stasera.

SUMMERTIME

Tempo d’estate, la luna è alta sul grano e sul cotone. Sangue mescolato a sudore di schiavi, la terra di Louisiana. Io uomo libero, nero afro-americano, guardo la luna pensando: “In fondo, John Brown non è cambiato niente, strappo cotone come i miei avi”.

TINA TURNER

Un Rock pulsante pompa, esplode nelle vene. É battito tribale che tutti ci trascina. Corpo statuario, che danza e dà vertigine, Tu vera Donna nera, Afrodite Tina Turner.

DONNA AMBULANTE

Abito lungo a fiori, foulard tra riccioli crespi. Donna ambulante d’Africa in terra italiana. Seduta sorridente, i grassi piedi al vento. Ti incita a comprare con mano espressiva. Il suo sorriso aperto, paffutello. É una carezza che sfiora l’anima.

EMMANUEL MILINGO

Esce l’angelo del male quando viene preso per le corna. Latino, Inglese, Africano, il suo esorcismo senza regole. Zela l’ortodossia cattolica con istintivo incedere sciamanico. Carismatico leader della Chiesa africana. Lo spirito dell’Africa nera risvegli tutte le nazioni. Per sempre ti ameremo, vescovo nero, anche adesso che ti sei sposato.

DANZE SOMALE

Danze scherzose al matrimonio somalo. Donne ridenti e un po’ eccitate. Ti guardano e roteano il sedere. Un culo molto tondo e ben tornito. Segno di protesta tollerato e dissacrante. Sogno d’emancipazione, desiderio di libertà.

LA MADRE DELL’AFRICA

D’ebano il suo volto. Carnose le labbra del piccino. Visi ieratici, arcana nigrizia. Forma slanciata di stele africana. Santa Maria del Niger.

NOTTURNO BOSCIMANO

Ho visto le stelle ingoiare la luna. E il sole diventar color sangue. Ho visto la terra agonizzante. E il feroce leone astrale imperversare. Ingoiare gli elementi, divorare tutti gli uomini. Tutti tranne due, erano di pelle nera. Seme boscimano che ripopola la terra.

BONGO

Vacua melodia di bongo bitonale. Rollante, percussiva, vibra gli spazi dell’anima. Da viscere profonde a volte e sommità. Espande verso l’alto e torna verso il basso. Un vortice di ritmo compresso e dilatato. Mani nere modulando danno forma allo spirito.

ZANNE D’AVORIO

Al suo passaggio la foresta trema. Vecchio isolato elefante, preda di uomini crudeli. Se ne va a morire verso il cimitero dei suoi avi. Luogo segreto, sogno dell’avido bracconiere. Ma il gigante devia da incognita meta. Ne azzanna uno e muore tra il clamor di carabine.

RINOCERONTE

Fragore infernale la sua veloce carica. Rinoceronte furioso, attratto in trappola mortale. Da scaltri cacciatori vien fatto rovinare. In buca profonda tra frasche scarmigliate. E pali appuntiti, infine esanime è trafitto. Il Re degli Zulu avrà la sua testa, anche quest’anno.

MADRE NERA

Madre nera, un bimbo avvolto sulla schiena. Dall’occhio osservatore e gota stesa sul tepor di scapola materna. Seno turgido, carico di caldo e bianco latte. Stilla una goccia rapida a rigar la veste. Avido succhia sonante il piccino. Scolpita mano su poppa dilatata. Braccio avvolgente, icona di maternità.

L’ANTILOPE

Fiera, formosa antilope. Statuaria, mostra le sue curve. Beve assetata tra rigogliosa erba. Acuta scruta lo spazio circostante. Attinge a sue mammelle il piccolo arruffato. Ancora incerto sulle gambe ma già eretto.

DONNE D’ETIOPIA

A mani piene, Dio ha profuso sua bellezza tra donne d’Etiopia. Angeliche sculture, volti di somma perfezione, corpi di grande bellezza. Da seno alato, ad ombelico e ventre ipnotici cullati su gambe e glutei di cerva. Lucidi occhi fascinanti, schiena intagliata seducente, mani e piedi avvenenti. Il loro innocente sorriso vela la pulsante passione che rende eterna la materia.

LA GENTE DI SOWETO

Nati dentro povere baracche. Vivono ancora tra miseria e fogne a cielo aperto. Dovranno morire illusi nella speranza di un mondo nero? Non più miraggi per la gente di Soweto!

NUDO AFRICANO

Nudo africano, ebano lucente. Donna e uomo qual radici avvinte. Maschio e femmina, fusione in solitudine. Quasi avvinghiati come all’alba dei tempi. A perpetuar simbolici il mito dell’androgino. Non più due, da sempre Uno.

NELSON MANDELA

Ora puoi battere, vecchio leone africano, gloriose memorie con la tua vecchia Triumph. Macchina da scrivere, inseparabile compagna, quando nel penitenziario tolleravano il suo ritmo. Il suo tac tac tac tac riempiva l’isolamento, adesso compulsivamente colma la tua solitudine. Le mura di quel lager t’han foderato l‘anima, oscura presenza, ricordo di segregazione. Dietro le sbarre e nel dolore avvolto, gigante del tuo popolo sei ora diventato Libertà.

IL CACCIATORE

Scaglia l’alta lancia con precisione estrema. Nerboruto cacciatore dalla pelle nera. Gli occhi con un lampo inquadrano la preda. Inarca e plastico s’allunga diretto, sicuro alla preda. Vivida saetta in parabolica, l’asta affilata. Accascia lo gnu centrato in pieno petto. Cade in ginocchio e poi stramazza al suolo. Tra nugoli di polvere e odiosi tafani voraci.

SORRISO DI DONNA

Sorriso di donna sudanese. Dai magici colori, il lungo abito. Prorompe simpatia, conquista l’anima. Denti bianco latte tra grandi labbra nere. Dilatando sua bocca fa sorridere i cuori.

NAOMI CAMPBELL

Divina musa, nera Afrodite. Dall’alma sensibil e un po’ vanesia. Tuo l’inceder di pantera deciso e petulante. Mentre le orme dei tuoi piedi qual zanne incidono l’anima. E lucido il sorriso de’ tuoi occhi intero seduce il mondo della fashion.

MAMA

Mama eeeh! Mama eeeh eeeh! Vivo nel cuore i ricordi del tuo blues. Bianchi capelli raccolti a ciambella. Sgranando fagioli o fumando tabacco. Nell’abito lungo col volto rugoso. A piedi nudi cantavi il tuo blues. Scandivi oscillando lo scricchiolante dondolo. Così imprimevi ritmo alle melodie della tua anima. Mama eeeh! Mama eeeh eeeh!

SPIRITI NERI

Spiriti neri, generazioni trascorse. Fluttuanti attorno a un fuoco. Ad ampi passi, molleggiando. Al suono cupo di tronco escavato. Tra lance, copricapi, cavigliere, scudi antilopati. Lampi di brace ravvivan occhi immobili. Tremule luci, ombre di trapassati. Danza feticcia, arcana Africa animista.

RAY CHARLES

Lirico il suo piano. Crea immagini di blues. I suoi occhi bui riprendono chiarore. Tendendo corpo voce ed anima. Ci spinge a volare nel suo feeling. Meraviglioso Ray Charles.

SARAH VAUGHAN

Voce di nera, rapido swing. Che coinvolge le fibre profonde. Ritmando veloce sillabe senza senso. Scale blues, saliscendi improvvisati. Giocando con l’orchestra in duetti incontrollati. Blues woman d’eccezione, dondolante Sarah Vaughan.

COUNT BASIE

Ovattato piano jazz. Ricolmo di armonie. Musica cristallina che suscita emozioni. Tra champagne e abiti da sera. Serate indimenticabili. Nelle tue mani soft, dolcissimo Count Basie.

FATS WALLER

Radici blues, l’anima dei sobborghi. Viene fuori prepotente, martellando. Sul tuo pianoforte, nella fumosa stamberga. Percussivo, colmo di pathos. Volano come rondini. Sulla tastiera gialla di nicotina. Le tue pingui mani, sferico Fats Waller.

B.B. KING

Elettrica, metallica chitarra. Si sposa la corrente con il blues. Amplifica lo spirito dei neri. Ancor più intime le impennate acustiche. Salgono libere ai vertici dell’anima. Aereo tu improvvisi, eccelso B.B. King.

ARMONICA BLUES

Come treno di macchina a vapore. Prende fiato poi respira. Corre veloce sulla strada di ferro. Sempre più rapido tra rumorosi sbalzi. Per infine quasi deragliare. E poi lento e con fatica riallineare. Frenare con striscio di vapore. Fischiando fermarsi potente alla stazione. Così l’armonica di latta del bluesman macchinista. Che suona stantuffando con magica atmosfera. Il viaggio senza fine dell’uomo verso Dio

MARTIRIO SUL FIUME ZAMBESI

“Ehi Charlie Parker! Oggi moriamo per la nostra fede, per mano dei bianchi schiavisti inglesi! Con noi c’è quel soldato irlandese che s’è rifiutato di spararci perché è un cattolico come noi! Ricordi quando veniva alla catechesi?” “Ehi Jimmy Hendrix! – prorompe l’irlandese – Perché vivere da schiavi? Avete insegnato solo pace! E amore, cultura, libertà dal tiranno inglese! Ora scappiamo insieme, buttiamoci in acqua… Tra i flutti dello Zambesi verso il battesimo eterno!” “Fermati Bono! Fratello di fede. Pazzo d’un feniano, rosso malpelo irlandese! Ma no! Ti seguiamo come nella tua verde Irlanda… Sopra le barricate di Belfast verso la luce eterna!” Bang bang bang bang! Ta ta ta ta taa! Bang bang! “Compagnia! Cessate il fuoco! Sono scappati! Sono annegati! Sono morti liberi! Sono morti da eroi!” Tom Jones, il tenente gallese cattolico e fedele alla Corona inglese, irrigidito e in lacrime, saluta il fiume sull’attenti!

Foto: Geopolitica.ru

10 dicembre 2022

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