Nota alla sentenza TAR su “tachipirina e vigile attesa”

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di Filippo Borelli

“Le verità scientifiche non si decidono a maggioranza”, diceva Galileo Galilei. Con sentenza depositata ieri il Tar per Lazio ha annullato la Circolare del Ministero della Salute rubricata “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2” aggiornata al 26 aprile 2021, nella parte in cui, nei primi giorni di malattia da Sars-Cov-2, prevede unicamente una “vigilante attesa” e somministrazione di fans e paracetamolo e nella parte in cui pone indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina generale per i pazienti affetti da Covid. La sentenza contiene nella motivazione due passaggi assai rilevanti:

  1. a) che è onere imprescindibile di ogni sanitario di agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l’esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito;
  2. b) la prescrizione dell’AIFA, come mutuata dal Ministero della Salute nella circolare impugnata contrasta, pertanto, con la richiesta professionalità del medico e con la sua deontologia professionale imponendo, anzi impedendo l’utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee ed efficaci al contrasto con la malattia COVID-19 come avviene per ogni attività terapeutica. Quindi, conclude il Tar, la circolare ministeriale imponendo ai medici puntuali e vincolanti scelte terapeutiche è in contrasto con l’attività professionale così come demandata al medico nei termini indicati dalla scienza e dalla deontologia professionale.

Perchè le istituzioni preposte nonostante il permanere dell’emergenza non hanno mai convocato ed ascoltato i medici che in questi due anni hanno curato tanti pazienti? “Se tutta l’umanità meno uno fosse della stessa opinione, e solo un individuo dell’opinione contraria, l’umanità non avrebbe maggior diritto di ridurre al silenzio quell’uomo, di quanto ne avrebbe questo, se lo potesse, di ridurre al silenzio l’umanità” (cit. John Stuart Mill).

Foto: Idee&Azione

16 gennaio 2022