Notte di Valpurga, il demone sopra Kiev

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di Roberto Dal Bosco

Il 30 aprile è stata la notte di Valpurga.

Il suo nome deriva da una santa monaca bavarese vissuta 1300 anni fa, Valpurga di Heidenheim (710–777). La ricorrenza, tuttavia, è molto antecedente. In questa notte, i popoli dell’Alta Europa hanno per millenni celebrato la primavera con riti propiziatori, e la festa continua ad essere sentita in un’ampia porzione del continente.

Secondo una tradizione germanica che data il IV secolo, questa è la notte in cui le streghe, nell’ora del loro massimo potere, escono a ballare e cantare alla Luna con i demoni a far loro compagnia nel sabba più grande.

Il popolo, per tener lontano gli spiriti malvagi, accende falò nei campi, e prega per l’intercessione Santa Valpurga, considerata nemica di pesti, malattie e della stregoneria.

Questa è quindi la notte delle streghe, e ancora oggi in Baviera la chiamano infatti Hexennacht, dove hexen è l’arcaico lemma tedesco per lo stregone e la magia nera.

La visualizzazione spiritualmente più profonda – e oscura – della notte di Valpurga la diede Walt Disney nel suo capolavoro Fantasia (1940).

Nell’ultimo segmento del cartone musicale del 1940, Disney procede ad una ricchissima interpretazione visiva de Una notte sul Monte Calvo  (1867), il  poema sinfonico di Modest Petrovič Musorgskij ispirato alle leggende slave e alla storia del sabba delle streghe.

Il film Disney è visionario sino ad essere inquietante. Nella notte di Valpurga, un enorme figura nera emerge dal monte che domina la città, spiegando le sue immense ali di pipistrello: è Chernobog, letteralmente il «dio nero», antica divinità degli slavi menzionata per la prima volta da Elmoldo di Bosau quasi un millennio fa nella sua Chronica Slavorum.

Chernobog nel cartone copre con la sua ombra l’intero villaggio degli uomini, puntando con il dito le case, la chiesa, il cimitero. Un torrente di spiriti si levano dalla terra per volare ordinati verso di lui. Sono anime di soldati,  arpie, cavalieri, diavoli, satiri, licantropi, avvoltoi, sono anime di defunti… Chernobog permette loro di ballare sul suo monte, per poi prenderli a manciate e scagliarli sadicamente nel fuoco dell’inferno. Compaiono delle graziose figure femminili fatte di fuoco che danzano dinanzi al dio: Chernobog le trasforma in esseri orrendi. Le anime sono trasformate in orrendi esseri zooantropomorfi, in demoni deformi, tuttavia essi continuano a ballare, nella sottomissione più demente alla crudeltà di Chernobog.

Si tratta di un pezzo di audiovisivo sommamente inquietante – specie se pensiamo che dovrebbero vederlo i bambini. Specie se lo guardiamo attraverso il filtro dell’ora presente.

Walt Disney disse apertamente che per lui Chernobog era Satana. Anche il narratore del film, il compositore americano Deems Taylor, riferì che per lui quella figura era il demonio.

Ora, c’è da ricordare che il Monte Calvo inteso da Mussorgsky è il Lysa Hora, un monte appena fuori Kiev. Si tratta di un luogo centrale nel folklore della stregoneria slava, in quanto ritenuto nei secoli sede dei sabba delle streghe.

Anni fa fui portato sul Lysa Hora dai miei ospiti di Kiev. La curiosità era tanta. Il colle è basso, non c’è molto da vedere, e poi era giorno. Varie persone scettiche mi hanno detto che più che altro è un ruolo di ragazzate. Tuttavia via un’amica della capitale ucraina che viveva a Milano, saputo che avevo intenzione di andarci, mi contattò per dissuadermi dal farlo. Era una ragazza cresciuta in una famiglia della Kiev bene, con un MBA fatto all’estero ed un lavoro presso una multinazionale della consulenza. Il suo tono era decisamente serio.

Mentre scrivo, tuttavia, mi viene in mente uno strano episodio di anni prima. Eravamo entrati, di notte, nel forte genovese di Sudak, località della Crimea che un tempo i veneziani chiamavano Soldaia. Il forte era poco altre che un vecchissimo muro che cingeva una collina brulla che dava sul Mar Nero. Era buio pesto, c’era solo la Luna di agosto che rifletteva qualche raggio sull’acqua, i grilli, nient’altro. Inoltratici di qualche passo, fummo raggiunti da un grido. Qualcuno si stava rivolgendo a noi, dalla distanza. Si avvicinò un giovane su un cavallo dal pelo chiaro, con in mano una torcia fiammeggiante. Ci disse, piuttosto brusco, che ce ne dovevamo andare. Quindi se ne torno galoppando poco più in là, dov’era un gruppo di ragazzi e ragazze che lo aspettavano. Il mattino dopo tornammo sul posto, che aveva ripreso le sue sembianze turistiche, con il rivolo di russi in villeggiatura che entravano e uscivano dal forte che ci era stato interdetto la sera prima. Fu lì che per la prima volta, in una bancherella di un ragazzo biondo con lunghi capelli dorati, vidi un kolovrat. Una svastica slava, che era riprodotta in pendagli, collanine, amuleti, braccialetti, ovunque: era bigiotteria rodnoverica, chincaglierie del revival neopagano slavo, tutte con quella bella croce uncinata. Si tratta di quel segno dietro al quale, oggi, cercano di camuffare la mistica del III Reich in auge nei battaglioni – cioè nell’esercito – dell’Ucraina.

Di fatto, Chernobog non è lontano nemmeno dalla Crimea. Renovatio 21 è stata praticamente l’unica testata, in Italia, a insistere su un fatto significativo: a Mariupol’, dove si era stabilito, il battaglione Azov ha eretto un tempio al dio Perun, il signore del tuono del neopaganesimo rodnovery. Il dio antico si è levato, e ha puntato il suo dito nero sulle case…

Chi mi segue sa dove voglio arrivare.

Un dio oscuro – un demone – ha puntato il suo dito sull’Ucraina. L’ha suscitata, l’ha deformata, l’ha fatta ballare, l’ha offerta in sacrificio a se stesso, con estrema crudeltà – proprio come nell’esoterico spezzone di Disney.

Stragi insensate, fiumi di sangue: per cosa? Per il Donbass? Per la Crimea? Per Kiev? Per la NATO? per la UE? No, prima di tutto, lo fanno perché qualcosa si è risvegliato sulla loro terra, qualcosa di profondo, di irresistibile, li spinge verso scelte irrazionali come quella di combattere contro il colosso russo e invocare senza requie la Terza Guerra Mondiale con le atomiche occidentali.

Dobbiamo a questo punto ricordare che questa è anche la notte in cui, in teoria, si è sparato Adolfo Hitler. Lo ha fatto in un bunker, circondato ancora da qualcuno con la svastica al braccio e qualche mostrina runica, annegato nell’odore di orina, e con i russi alle porte.

La storia in queste ore si ripete a Mariupol’. Bunker, russi che avanzano, rune e kolovrat.

Disney faceva sparire Chernobog e i suoi demoni con l’arrivo del giorno, anzi, con i rintocchi del campanile della chiesa, ognuno dei quali era un colpo tremendo assestato contro il demonio.

Noi siamo qui a pregare Santa Valpurga che passi la tenebra, che la stregoneria finisca. Che queste mostruose potenze dell’aria non si riversino ad Ovest: Francia, Germania, Italia potrebbero essere ad un passo dal risveglio del grande demone sacrificale, potrebbero finirci dentro per contagio. Vi potete immaginare cosa può succedere in una società sfibrata, contaminata, impoverita, isterizzata come quella dell’era pandemica, perché degli assaggi, se ci pensati, ce li avete già avuti.

Ci resta solo da dirvi: state pronti anche per questo.

La notte di Valpurga dell’Europa potrebbe essere lunga.

Pubblicato su Renovatio21 

Foto: Renovatio21

2 maggio 2022