Parere sul biopandemismo

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di Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB)

La notizia a reti unificate della diffusione del cosiddetto vaiolo delle scimmie non può sorprendere quanti ricordano ciò che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) andava vaticinando fin dal dicembre 2020, ossia che il Covid non avrebbe costituito necessariamente la pandemia più preoccupante (“Covid is not necessarily the big one”)1.

Semmai, ciò che colpisce della nuova crisi sanitaria che si profila all’orizzonte – e che già delinea il ricorso all’apposito vaccino autorizzato dall’FDA statunitense nel 2019 – sono alcune singolari coincidenze temporali.

Anzitutto il cosiddetto vaiolo delle scimmie compare nel momento stesso in cui le misure restrittive imposte in forza dell’emergenza Covid stavano venendo meno, almeno apparentemente.

In secondo luogo la nuova crisi coincide con quella causata dal conflitto in Ucraina, che ha instillato nell’animo degli italiani l’ineluttabilità di future emergenze alimentari e/o energetiche, supinamente accettate soprattutto da quanti, provati da due anni e mezzo di restrizioni di varia portata, non hanno più la capacità o la volontà di esaminare criticamente la complessità di questi fenomeni, né le reciproche relazioni. Un esempio di queste relazioni è fornito dalla possibile estensione all’approvvigionamento alimentare e/o energetico di meccanismi e strumenti premiali analoghi al Green Pass vaccinale, là dove si prospettassero situazioni di scarsità di cibo ed energia e quindi eventuali razionamenti di queste risorse, come ad esempio sta già accadendo in Iran2. Analogamente, le ricorrenti grida di allarme in campo ambientale e climatico recentemente rilanciate dal Presidente del Consiglio –cui il Governo italiano ritiene di rispondere promuovendo una ambigua “transizione ecologica” finalizzata a gravare le PMI di nuovioneri amministrativi e finanziari, più che a salvaguardare concretamente l’ecosistema – lasciano presagire che anche in questo campo troveranno applicazione gli strumenti premiali inaugurati con l’emergenza Covid.

Ma la coincidenza più significativa è senz’altro costituita dal fatto che il cosiddetto vaiolo delle scimmie emerge proprio nel momento in cui stanno per essere varati nuovi e controversi strumenti globali di azione sanitaria. In questo senso va ricordato che a partire dal novembre 2020 – e dunque prima che l’OMS vaticinasse quanto ricordato in apertura – alcuni organismi internazionali, tra cui il Consiglio europeo e il G7, avevano invocato l’avvio, proprio in seno all’OMS, di negoziati volti all’adozione di uno strumento didiritto internazionale in grado di «rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie». Questi negoziati sono stati effettivamente avviati tra maggio e novembre 2021 e procedono ora a tappe forzate, tra il silenzio dei media e la conseguente indifferenza dell’opinione pubblica, tanto da far prevedere la redazione di una bozza di trattato entro il 1° agosto 2022 e l’approvazione del testo finale entro il 20243. L’entrata in vigore del nuovo strumento giuridico limiterà sensibilmente la sovranità degli Stati contraenti, perché attribuirà all’OMS competenze praticamente esclusive – e dunque in grado di scavalcare quelle nazionali – in materia di gestione delle epidemie e delle pandemie. Nello stesso senso si indirizzano le proposte di emendamento all’International Health Regulations del 2005, che sono state portate all’attenzione dell’OMS il 12 aprile 2022 e che, se saranno approvate dall’Assemblea Generale di questa organizzazione, entreranno in vigore negli ordinamenti interni senza la necessità diesperire procedure nazionali di ratifica4.

Sulla base di queste considerazioni, il CIEB ritiene ineludibile evidenziare e stigmatizzare la tendenza di talune organizzazioni internazionali e di taluni apparati statali a far accettare come inevitabile la gestione di fenomeni emergenziali mediante un metodo di governance che il CIEB non esita a definire “biopandemismo”, inteso come susseguirsi di situazioni di crisi di natura diversa, ma tutte finalizzate all’instaurazione di una condizione di emergenza permanente, che a sua volta serva da pretesto per l’introduzione di forme di controllo digitale e di gestione delle masse mediante metodi di governo neo-paternalistici ispirati ai principi dell’economia comportamentale.

Un’applicazione di questo metodo in ambito sanitario è fornita, sul piano europeo, dalla raccomandazione del Consiglio dell’Unione del 7 dicembre 2018, intitolata al «rafforzamento della cooperazione nella lotta contro le malattie prevenibili da vaccino»5. La raccomandazione, che ha già formato oggetto di un Parere del CIEB6, equipara qualsiasi malattia prevenibile mediante vaccino ai «grandi flagelli» e invita gli Stati a elaborare e attuare piani di vaccinazione che comprendano non solo l’elaborazione di «informazioni elettroniche sullo stato vaccinale dei cittadini», ma anche «un approccio alla vaccinazione sull’intero arco della vita»: ed è sotto gli occhi di tutti che questa raccomandazione, pur non dispiegando effetti vincolanti sul piano giuridico, ha fornito le basi per la gestione normativa dell’emergenza Covid varata dagli Stati membri all’insegna dell’apodittica dichiarazione pronunciata da un altro organo dell’Unione, il Consiglio europeo, il 31 marzo 2021: «Ci saranno altre pandemie e altre gravi emergenze sanitarie. Il punto non è se succederà, ma quando»7.

Ulteriore applicazione del metodo biopandemico può infine rinvenirsi nella proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione relativo alla produzione e alla messa a disposizione sul mercato di materiale riproduttivo vegetale, nota anche come Testo unico sul materiale riproduttivo vegetale, presentata nel 2013 e periodicamente rivitalizzata da certa stampa e da certa politica. La disciplina prevista da tale proposta di regolamento, infatti, facendo leva sull’esigenza di salvaguardare la biodiversità e di assicurare efficaci controlli fitosanitari – a esclusivo vantaggio dei pochi soggetti in grado di sostenere i costi collegati e conseguenti a tali controlli, ossia le multinazionali agro-chimiche – produrrà l’effetto ultimo di limitare od ostacolare, primadi tutto sul piano culturale, le pratiche agricole volte alla riproduzione domestica delle sementi e alla coltivazione su piccola scala di varietà vegetali (cereali, ortaggi, frutta) che ancora oggi contribuiscono all’autosufficienza alimentare di intere comunità8.

Tutto ciò premesso, il CIEB:

  1. esorta l’opinione pubblica a prendere coscienza della deriva verso il biopandemismo nelle sue diverse manifestazioni;
  2. invita il Governo italiano a opporsi mediante il proprio voto nelle pertinenti sedi internazionali ed europee all’adozione di strumenti giuridici finalizzati a trasferire – in settori sensibilissimi quali la sicurezza sanitaria, alimentare, energetica e ambientale – porzioni di sovranità a organismi non eletti e portatori di conflitti d’interesse;
  3. invita il Governo italiano a confutare la ricostruzione fornita dal presente Parere e a prendere esplicitamente posizione in merito.

1 Cfr. https://www.theguardian.com/world/2020/dec/29/who-warns-covid-19-pandemic-is-not-necessarily-the-big-one.

2 Cfr. https://todayuknews.com/economy/irans-raisi-cuts-back-on-bread-subsidies/.

3 Cfr. https://www.consilium.europa.eu/it/policies/coronavirus/pandemic-treaty/.

4 Cfr. https://apps.who.int/gb/ebwha/pdf_files/WHA75/A75_18-en.pdf#page=4.

5 Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 28 dicembre 2018, n. C-446, pag. 1 e ss.

6 Cfr. il Parere (n. 7) sul ruolo della Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 7 dicembre 2018 nel quadro della gestionedell’emergenza Covid.

7 Cfr. il comunicato stampa del Consiglio europeo del 31 marzo 2021.

8 Cfr. il documento COM(2013) 262 def. del 6 maggio 2013.

CIEB, 26 maggio 2022

La versione originale del Parere è pubblicata sul sito: www.ecsel.org/cieb

Foto: Idee&Azione

27 maggio 2022