Perché i Repubblicani vogliono designare la Russia come «Stato Sponsor del Terrorismo»?

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di Andrew Korybko

Il GUARD Act può cambiare le carte in tavola per le relazioni USA-Russia nel peggiore dei modi possibili, oppure finire col senno di poi come l’ultimo urrah di una fazione disperata dello “stato profondo” prima della sua neutralizzazione politica.

La scorsa settimana alcuni senatori della Repubblica hanno introdotto il cosiddetto «Guardian Autonomy by Rinforcing its Defence» (GUARD). Questa proposta di legge rafforzerebbe il sostegno militare americano al paese dell’Europa dell’Est, sanzionerebbe Nord Stream II e designerebbe la Russia come «sponsor statale del terrorismo» se il governo statunitense dovesse stabilire che il Cremlino ha agito in modo aggressivo nei confronti dell’Ucraina. Si tratta di una mossa ostile che rappresenta una spinta disperata da parte della fazione anti-russa dell’esercito, dell’intelligence e delle burocrazie diplomatiche statunitensi (Deep State) per sabotare gli sforzi dell’amministrazione Biden di raggiungere un cosiddetto «patto di non aggressione» con la Russia attraverso la recente proposta di «equazione della sicurezza» di quest’ultima.

Il contesto è che la fazione dominante anti-cinese dello stato profondo, la cui ascesa al potere a spese dei suoi concorrenti anti-russi è forse l’eredità più duratura dell’ex presidente americano Trump, vuole raggiungere una serie di compromessi pragmatici con Mosca che consentirebbero al Pentagono di ridistribuire alcune delle sue forze europee nella regione Asia-Pacifico per più «contenere» aggressivamente la Cina. L’anti-russa sta cercando di impedire che ciò accada per motivi ideologici, sfruttando tutta la sua influenza interna ed internazionale (quest’ultima attraverso le sue reti incorporate negli Stati baltici, in Polonia e in Ucraina) per provocare una crisi Est-Ovest che porrebbe immediatamente fine a questo scenario. È quindi imperativo per l’amministrazione Biden assicurarsi che non ci riescano.

La cosa curiosa di quest’ultimo sviluppo, però, è che è guidato da repubblicani che gli osservatori avrebbero potuto supporre appartenessero alla fazione anti-cinese dello stato profondo e non a quella anti-russa che finora è stata composta principalmente dai democratici e dai loro alleati. Questo suggerisce che gli sponsor del GUARD Act potrebbero essere semplicemente opportunisti politici e vogliono solo esibirsi di fronte all’elettorato dimostrando che si opporranno all’amministrazione Biden per principio in tutte le questioni prima delle elezioni di metà mandato del prossimo anno. Potrebbe anche, tuttavia, suggerire che alcuni individui influenti stanno cambiando schieramento in questa competizione all’interno dello «stato profondo» per qualsiasi ragione, cosa che a sua volta potrebbe alterare l’equilibrio di influenza e potere tra di loro.

In ogni caso, quest’ultima mossa indica indiscutibilmente uno sforzo da parte della fazione anti-russa dello stato profondo per fare pressione sull’amministrazione Biden affinché abbandoni il suo «patto di non aggressione» con il Cremlino. L’eventuale passaggio di questa legge, per quanto improbabile possa essere nella realtà, porrebbe immediatamente fine alle manovre pragmatiche della fazione anti-cinese nei confronti della Russia. Non ci sarebbe alcuna speranza di relazioni bilaterali se la Russia dovesse preoccuparsi della spada di Damocle di essere designata «sponsor statale del terrorismo» che pende sulla sua testa per essere arbitrariamente abbandonata in qualsiasi momento. Le conseguenti minacce di sanzioni invierebbero un segnale provocatorio dell’intenzione americana, che a sua volta spingerebbe la Russia a creare in modo proattivo le contro minacce da essa proposte nel caso in cui i negoziati bilaterali sulla sicurezza falliscano.

Nel complesso, il GUARD Act può cambiare le carte in tavola per le relazioni tra Stati Uniti e Russia nel peggiore dei modi, oppure finire col senno di poi come l’ultimo urrah di una fazione disperata dello stato profondo prima della sua neutralizzazione politica. Il fatto stesso che sia stato presentato all’inizio parla sia dell’esistenza che della gravità della lotta dello «stato profondo» degli Stati Uniti tra le sue fazioni anti-russe e anti-cinesi. L’amministrazione Biden non deve vacillare di fronte a queste minacce e deve rimanere fermamente impegnata a fare ciò che è necessario per realizzare la sua ambiziosa visione della sicurezza. La crisi missilistica non dichiarata provocata dagli Stati Uniti in Europa può essere fermata solo se il paese accetta la proposta della Russia di «equazione della sicurezza» e rispetta infine le linee rosse che il Presidente Putin ha esplicitamente dichiarato all’inizio del mese.

Pubblicato in partnership anche su: https://oneworld.press/?module=articles&action=view&id=2367

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: One World

05 gennaio 2022