Perchè non convince il sistema elettorale maggioritario “a doppio turno” per l’elezione del Presidente della Repubblica francese

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di Daniele Trabucco

 

La Francia ha adottato, come forma di Governo delineata dalla Costituzione vigente del 1958 (che ha dato vita alla V Repubblica), il modello semi-presidenziale. Esso, dopo la riforma costituzionale del 2002 che ha ridotto da 07 a 05 anni la durata in carica del Presidente uniformandola a quella dell’Assemblea nazionale (il Senato è eletto in forma indiretta), ha reso ardua la probabilità del verificarsi del fenomeno della “coabitazione”, o meglio della dissociazione delle maggioranze (Presidente di un orientamento politico e maggioranza parlamentare di un altro). Il Presidente, che non può esercitare più di due mandati, è eletto a suffragio universale e diretto dal corpo elettorale con un sistema maggioritario a “doppio turno”: a meno che uno dei candidati non ottenga, al primo turno, la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, si procede al turno di ballottaggio tra i due che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Ora, la scelta per questo modello si era fondata su un processo di omogeneizzazione delle società occidentali e di riduzione progressiva dei “cleavages” politico-ideologici i quali, nel secondo dopoguerra, avevano caratterizzato alcuni Paesi proprio come la Francia. Di conseguenza, il modello consensuale risultava residuale e veniva considerato più adatto solo a quegli ordinamenti statali caratterizzati da significative fratture territoriali, etniche o religiose.

Tuttavia, l’intensificarsi del fenomeno immigratorio, la radicalizzazione quale causa del terrorismo e, a partire dall’anno solare 2007, la crisi economico-finanziaria con le sue ricadute sul terreno sociale hanno scompaginato il quadro, determinando nuove fratture o accentuando quelle esistenti: fra ricchi e poveri, garantiti e precari, territori sviluppati e arretrati, centro e periferie. In questo nuovo contesto, il modello maggioritario ha palesato alcune criticità poiché fatica a realizzare la finalità proclamata di assicurare un Governo funzionale ed efficiente per società non più pacificate, ma attraversate da profonde contraddizioni.

Foto: Enti Locali Online

11 aprile 2022

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