Piano terra [2/2]

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di Lorenzo Merlo

  • Il punto è che l’Occidente ha la piena consapevolezza che le modalità, chiamiamole analogiche, del sistema non avrebbero avuto vita lunga. La società civile comportava due riflessi considerati incontrollabili. Il primo relativo alla quantità di persone. Otto miliardi di esseri viventi creano problemi ingestibili, per costi e organizzazione, nonché – alcuni problemi – per accumulo e smaltimento, qualunque cosa facciano. Se mangiano, se si muovono, se commerciano, se si divertono. La quantità di scarti inquinanti è superiore alla possibilità di smaltimento e riciclo. Quindi, l’accumulo è inarrestabile e in ultimo esiziale. Spero tu non abbia bevuto la favola dell’economia circolare, dell’impatto zero, della sostenibilità. Giochini buoni per le cervici della Barbie e di Ken. Ma anche narrazioni horror che altro non possono se non allungare l’agonia del mondo. Il secondo riguarda la diffusione della comunicazione. Azioni di contrasto a politiche impopolari, quali raggruppamenti occasionali, disobbedienza organizzata, micro, e non solo, sabotaggio informatico, individualismi, protagonismi e, più in generale, emotività latente, per natura e struttura imprevedibile, erano elementi di potenziale destabilizzazione il cui costo umano, organizzativo, energetico, economico, di contenimento è stato considerato eccessivo ed erosivo.
  • E dunque?
  • Dunque serviva qualche idea che permettesse ad un nuovo paradigma di attestarsi nella società.
  • Nuovo paradigma?
  • Esatto. Non più l’assurdità della crescita infinita, vecchio paradigma del capitalismo analogico, ma del controllo infinito. Quest’ultimo del tutto possibile, come l’altro era impossibile. Possibile in quanto se prima ogni generazione alzava le complicazioni per quello analogico-infinito, ora ad ogni generazione il paradigma digitale implementerà uno scorrimento sempre più fluido del controllo sociale e della conseguente riduzione dei problemi antropo-ambientali implicati nei grandi numeri.

“Almeno quattro miliardi di ‘inutili mangiatori’ saranno eliminati entro il 2050, per mezzo di guerre limitate, premeditate epidemie di mortali malattie ad azione rapida e carestie. Energia, cibo e acqua devono essere mantenuti a livelli di sussistenza per la non-élite, a cominciare dalle popolazioni bianche dell’Europa occidentale e del Nord America e poi proseguendo con altre popolazioni. La popolazione del Canada, Europa occidentale e Stati Uniti sarà decimata molto più rapidamente rispetto a quella di altri continenti, fino a quando la popolazione mondiale raggiungerà il livello gestibile di un miliardo, di cui 500 milioni saranno costituiti da etnie cinesi e giapponesi, selezionate perché sono persone che per secoli sono state irreggimentate e sono abituate a obbedire alle autorità senza fare domande”(4). [nda, traduzione a cura dell’autore.]

  • Spiegati.
  • L’immagine del sistema binario, tutto/niente o zero/uno, ben esprime l’attuale tendenza e l’intento in essere.
  • Non capisco ancora.
  • Il dichiarato intento digitalizzante non è altro che il rimedio, la medicina necessaria, al decrepito Occidente ordocapitalista e alla sua necessità di egemonia mondiale o, quantomeno, della quantità utile per non soccombere sotto il maglio confuciano. Di ispirazione assai più funzionale alla pragmatica del successo di quanto non lo sia la delirante idea di essere mandati da dio a dominare la terra. Identici intenti egemonici si trovano naturalmente in ambito monetario. Se il controllo prima era gestito dagli stampatori di moneta, la digitalizzazione del denaro, nucleo del Great Reset, cerca di anticipare il prevedibile Bretton Woods made in China.
  • D’accordo, ora capisco, ma non si tratta di semplice evoluzione?
  • La si può vedere e chiudere come dici, molti preferiscono stare dentro il perimetro che hai appena disegnato. Tuttavia, se entro quel rinnovamento ipotizzi, contempli o – come per alcuni – prevedi altro, forse sei costretto a tracimare da quel semplicismo.
  • Per esempio?
  • C’è una parte del mondo che non contempla alcun progresso che sia slegato o lontano dalla natura, dai suoi cicli, dalle sue verità. È la parte consapevole di cosa comporti la castrazione dell’eros a favore dell’esaltazione cognitiva e della tecnologia come mito risolutore dei mali del mondo. Questa parte non può che considerare con diffidenza l’intento di fare dell’identità un dato fisico-digitale-biologico. La questione ha una profondità che l’assuefazione all’usa e getta non è in grado di immaginare. “Quarta Rivoluzione. Tradizione contro Postumanesimo, Intelligenza Naturale contro Intelligenza Artificiale, Fisica Classica contro Fisica Quantistica”(5).
  • Che rischi vedi?
  • Digitalizzare, monitorare, robotizzare, hackerare il dna, i circuiti neuro-cerebrali, il pensiero la vita, mediante dispositivi, reti di telecomunicazione, nanotecnologie, alza la sorveglianza per fare di noi degli uomini secondo i canoni utili allo scopo delle élite.
  • Pensi si possa arrivare a tanto?
  • Non dobbiamo arrivarci. Ci siamo. Il grinpaz, fantoccio di sicurezza, ottenuto dopo la puntura, fantoccio di garanzia di salute nonché esorcismo del terrore di morire, ne rappresenta uno dei primi passi. Obbligo terroristico per il vaccino non è che un diversivo per promuovere l’assuefazione al grinpaz e far avanzare il progetto della vita a punti.

Seguirà l’IDPay. Il sistema di identificazione digitale consente di raccogliere dati sul comportamento online delle persone, sulla cronologia degli acquisti, sull’uso della rete, sulla storia del credito, sui dati biometrici, sui nominativi, sui numeri di identificazione nazionale, sulla storia medica, sulla cronologia degli spostamenti, gli account dei social network, conti bancari, lo stato di salute, l’istruzione e molto ancora. Come fai se no a controllare la società sempre più consapevole dei padroni del giro del fumo e dei loro interessi? Prima servivano momenti di aggregazione ora il web sostituisce le coordinazioni fisiche.

“‘Stiamo imparando a scrivere la musica, e poi con quella musica li faremo ballare’ spiega uno sviluppatore di software dell’internet delle cose, aggiungendo: ‘Con l’ingegneria possiamo regolare il contesto attorno a un determinato comportamento e imporre un cambiamento. I dati tengono conto del loro contesto e ci permettono di collegare le vostre emozioni, le vostre funzioni cognitive, i vostri segni vitali, e così via. Possiamo venire a sapere se non sei nelle condizioni di guidare, e di conseguenza bloccarti l’auto. Possiamo dire al frigo: ‘Ehi, chiuditi, perché questa persona non dovrebbe mangiare’, o dire alla tv di spegnersi perché hai bisogno di sonno, o alla sedia di scuoterti perché non dovresti stare seduto tanto a lungo, o al rubinetto di aprirsi perché devi bere più acqua.

[…]

Lo scopo di tutto quello che facciamo è cambiare il comportamento reale delle persone su larga scala. […] possiamo catturare i loro comportamenti e identificare quali sono quelli buoni e quali quelli cattivi’”(6).

  • Beh, d’accordo. Ma tutto va verso la tecnologia. Come fai a cambiare.
  • Come fare non è importante. L’importante è riconoscere nel mito della tecnologia la distanza dalla natura. I cattolici direbbero da Dio. Distanza non significa che per farti sentire devi urlare di più. Significa che l’inferno, la sofferenza si compiranno più facilmente. Ma qui, in terra, non in qualche aldilà.
  • Sì, capisco. Però, se dovesse andare come dici, non ci saranno più evasori fiscali, la malavita sarà più difficile e altri inconvenienti di adesso si ridurranno.
  • Sì, anche.
  • E allora?
  • Allora è che tutta la parte disumana, tutta la coercizione indolore che subiremo ci prenderà con il sistema della rana bollita, proprio attraverso il martellare di una comunicazione che esalterà i pregi, tacendo o negando i difetti. Del resto, in quanto a menzogne, spero tu abbia capito che per ragion di stato ormai tutto è ammesso. Parlamento e costituzione, via, non servono. Capi di governo, tac, al loro posto senza elezione. Il guaio è una voragine.
  • Mi sembri pessimista.
  • Per noi che siamo testimoni dell’insorgenza del Great Reset, la questione è prostrante. E inficiata da dubbi residui di essere complottisti in mala fede. Ma, se così non fosse, la futura generazione troverà la realtà data e la vivrà come la sola disponibile. Noi sappiamo che dire che quella è una mela è solo una convenzione. Loro crederanno sia una mela e lotteranno per difendere quella inventata verità.
  • Te lo ripeto. Mi sembri pessimista.
  • Pensi che l’occupazione potrà mai ridursi? Che i soldi per evitare che ponti e plafoni di asili non vengano giù ci saranno a gratis? Che il giornalismo possa servire i più? Che dopo una vita avrai la tua bella pensione? Io non lo penso. E non lo faccio perché una politica venduta al Great reset non lo rende possibile.
  • Non c’è nulla di impossibile. E poi questo Great Reset. È in bocca a tutti, ma mi pare sia semplicemente una voglia di ripresa dal covid.
  • In assoluto, sono d’accordo, ma, entro un campo delimitato, no. Esempietto. La comunicazione è detenuta da pochissimi che comandano tutto il giro del fumo; la possibilità di esprimere posizioni critiche e di ottenere consensi tende a divenire risibile, la democrazia ad allontanarsi. Avrai notato la censura insensata – se non per un disegno di fondo – a cui abbiamo e stiamo assistendo? Non c’erano più le condizioni, attraverso le riforme, di realizzare gradualmente e democraticamente ciò che il Great reset sta attuando in tempi stretti.

“…la pandemia potrebbe aprire un’era di sorveglianza sanitaria attiva, resa possibile da smartphone con il rilevamento della posizione, fotocamere per il riconoscimento facciale e altre tecnologie che identificano le fonti di contagio e tracciano la diffusione di una malattia in tempo quasi reale. Nonostante tutte le precauzioni che alcuni paesi prendono per mantenere sotto controllo il potere della tecnologia e limitare la sorveglianza (altri paesi non sono così preoccupati), alcuni pensatori si preoccupano di come alcune delle scelte rapide che facciamo oggi influenzeranno le nostre società negli anni a venire. Lo storico Yuval Noah Harari è uno di questi. In un recente articolo, argomenta che ci troveremo davanti ad una scelta fondamentale da fare tra la sorveglianza totalitaria e l’emancipazione dei cittadini. […] La tecnologia di sorveglianza si sta sviluppando a una velocità vertiginosa e quella che sembrava fantascienza 10 anni fa è oggi una notizia vecchia”(7). [nda, traduzione a cura dell’autore.]

  • Ci sono troppe cose che non mi convincono.
  • Per esempio?
  • Come sarà possibile controllare i singoli individui?
  • La prevedibilità e il monitoraggio dei comportamenti. La paura di morte instillata con la campagna di comunicazione a reti protogovernative unificate è un esempio più che buono. Così, come non sarebbe bastato andare a sfilare i burqa per rendere felici le donne afghane, allo stesso modo, tutt’oggi, ci sono ancora molte persone che credono di morire se dovessero risultare positivi allo spadino nariceo o avvertissero un leggero mal di gola. Bambini e grandi – i nonni hanno i loro motivi – nonostante la caduta dell’imposizione, rifiutano di posare l’umiliante pannolino facciale. Si tratta di persone che non hanno avuto modo di commisurare gli elementi della situazione. Che si sono nutrite della parola dell’esperto, papa, giornalista, o filibustiere di governo che fosse. Persone che non sono in grado di comprendere che il grinpaz non era il guadagno della libertà, se da buon cittadino ti sottomettevi ai rischi dell’intruglio via spadino, ma il contrario. La porcata sperimentale, fatta passare come il solo cancello aperto, ha imposto al bestiame di mettersi in coda per attraversarlo di buon grado, magari con qualche verso di delazione nei confronti degli “irresponsabili” che lo hanno rifiutato.
  • Va bene. Però è vero che il Green Pass è utile.
  • Ci risiamo. Il grinpaz è utile per due cose. Dimostra l’ubbidienza di chi si è dato da fare per disporne e la possibilità realizzata di come rendere fedeli le persone alla loro parola.
  • No. Semplicemente il Green Pass ti dà la sicurezza di frequentare i luoghi e le persone con meno probabilità di infezione.
  • Tu credi. E come te molti. Il grinpaz non servirà ad altro che a regolare la tua libertà. Sarà tutta entro le loro regole se ti comporterai secondo esse. Ti verrà tolta in caso contrario. Hai presente i punti della patente?
  • Certo.
  • Ecco. Identico. Quanto puoi o non puoi sarà determinato a seconda dei punti residui della tua tessera-vita. Anche per iscriversi all’università, per rinnovare un documento, per una visita medica e così avanti. Dal valore di origine, che varierà in funzione di dei punti ereditati, per ogni mancanza verranno sottratti i punti stabiliti dalla legge. Viceversa, ai buoni comportamenti, il cui elenco sarà disponibile sulla Gazzetta ufficiale, corrisponderanno bonus espliciti e segreti. Temo che la delazione ne comporterà parecchi.
  • Però la libertà è sempre stata entro le regole.
  • Certo. La questione è sulla scelta.
  • Ma quando mai si è potuto scegliere.
  • Certo. Ma la questione riguarda la democrazia, la politica, la natura, la consapevolezza di sé. La questione è ampia. Non penso sia possibile risolverla soltanto quantitativamente. Se non ti è chiaro il senso di quanto voglio dire, basta che aggiungi una qualunque stretta, divieto o obbligo, per te attualmente inaccettabile, all’attuale situazione. Può essere un buon esercizio per riconoscere che la tendenza, se necessario, attuerà proprio ciò che ti pare inammissibile.
  • Se le persone in gamba che stanno al governo stanno seguendo certe politiche, cosa possiamo fare noi di meglio?
  • Possiamo dissentire.
  • Non penso che i rapporti di forza arrivino a configurare una frazione di Davide e Golia.
  • Non per questo chi ha consapevolezza del significato umanistico, sociale, politico del Great Reset in corso potrà dare forfait. Il mondo della comunicazione ha anche una dimensione quantica. Anche senza un progetto condiviso e proposto da qualcuno, potrebbero realizzarsi aggregazioni, forze, idee sorprendenti.

Sento un rumore meccanico. Siamo arrivati. Le porte dell’ascensore si aprono. È stato interessante dialogare con il mio amico. Un piccolo viaggio ma un grande scambio.

  • Allora ciao! – mi dice – Grazie della chiacchierata. Devo scappare, ho un aperitivo che mi aspetta.
  • Ciao.

Lo guardo allontanarsi e capisco che siamo ancora al piano terra. Tutto mi diviene chiaro.

È stata un’illusione di progressione. Il piano razionale non muta le consapevolezze, né genera rivoluzioni che sono un individuale momento estetico-emozionale. Capire non è ricreare. Ricreare richiede motivazione. E la motivazione di solito gira al largo da divani e aperitivi.

(4) “At least 4 billion ‘useless eaters’ shall be eliminated by the year 2050 by means of limited wars, organized epidemics of fatal rapid-acting diseases and starvation. Energy, food and water shall be kept at subsistence levels for the non-elite, starting with the White populations of Western Europe and North America and then spreading to other races. The population of Canada, Western Europe and the United States will be decimated more rapidly than on other continents, until the world’s population reaches a manageable level of 1 billion, of which 500 million will consist of Chinese and Japanese races, selected because they are people who have been regimented for centuries and who are accustomed to obeying authority without question.” Coleman John, Cospirators’ Hierarchy: True Story of the Committee of 300, Carson City, Bridger House Publishers, 1992, p. 164.

(5) tratto dal commento di “idea3online” in https://www.controinformazione.info/war-zone-il-ministero-della-difesa-russo-ha-annunciato-leliminazione-di-180-mercenari-stranieri-nella-regione-di-leopoli-in-ucraina/

(6) Zuboff Shoshana, Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri, Roma, Luiss University Press, 2019, p. 311-313.

(7) “…the pandemic could open an era of active health surveillance made possible by location-detecting smartphones, facial-recognition cameras and other technologies that identify sources of infection and track the spread of a disease in quasi real time. Despite all the precautions certain countries take to control the power of tech and limit surveillance (others are not so concerned), some thinkers worry about how some of the quick choices we make today will influence our societies for years to come. The historian Yuval Noah Harari is one of them. In a recent article, he argues that we’ll have a fundamental choice to make between totalitarian surveillance and citizen empowerment. […] Surveillance technology is developing at breakneck speed, and what seemed science-fiction 10 years ago is today old news”.

Schwab Klaus, Malleret Thierry, COVID-19: The Great Reset, Cologny/Geneva, World Economic Forum, 2020, p. 168.

Parte 2 di 2

Foto: Jack-Moreh da Freerange

19 marzo 2022