“Price cap dinamico”, l’ennesimo errore dell’Italia

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di Daniele Trabucco

In occasione del vertice informale tra i ventisette Stati membri dell’Unione Europea, tenutosi a Praga, in Repubblica Ceca, in data 07 ottobre 2022, l’Italia, con Polonia, Grecia e Belgio, ha proposto un “price cap dinamico”, ossia un minimo e un massimo del prezzo del gas in modo da ridurre i costi senza però mettere a rischio le forniture.

La Repubblica Federale tedesca e l’Olanda sono contrarie, mentre la stessa Commissione europea si è espressa favorevolmente al tetto, ma unicamente per il gas utilizzato in vista della produzione di energia elettrica. Ancora una volta l’Unione dimostra la sua disunione e l’incapacità, nonostante le dichiarazioni di facciata, di trovare una posizione comune. In una logica di mercato liberista, di cui l’ordinamento dell’Unione Europea si è sempre riempito la bocca, è il fornitore che stabilisce il prezzo e solo in presenza di soluzioni alternative il consumatore potrà optare per altri soggetti. Ora, esclusa la Federazione Russa (siamo passati dal 40% di febbraio 2022 all’ 1,8% di questi giorni), l’unica alternativa per il nostro Paese resta l’Algeria, il principale importatore di metano da parte dell’Italia. L’amministratore delegato di Sonatrach, la compagnia nazionale algerina di idrocarburi, ha già sollevato perplessità su questa possibile soluzione. Roma potrebbe rivolgersi ad altri fornitori quali Olanda, Libia, Quatar etc. i quali, peró, non sono in grado di soddisfare il fabbisogno nazionale.

Il rischio è, dunque, quello di trovarsi senza gas o con forniture molto ridotte dello stesso. Le ultime genialate del Governo dimissionario guidato da Mario Draghi. E il nuovo Esecutivo? Cambierà tutto…per non cambiare alcunchè.

Foto: Idee&Azione

12 ottobre 2022

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