Prosegue la strage di civili a Donetsk nell’indifferenza dell’Occidente

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di Luciano Lago

In ogni guerra esiste una classificazione delle vittime, sulla base degli schemi della propaganda occidentale. Così avviene nel conflitto in Ucraina dove ci sono le vittime di serie A, ovvero quelle che sono colpite dai bombardamenti russi, mentre ci sono quelle di serie C, ovvero quelle che sono colpite dall’artiglieria e dai missili delle forze ucraine/NATO. Di queste ultime non si deve parlare, anzi non esistono affatto per la narrazione della guerra fatta dai media occidentali.

Quando si parla di vittime inocenti non ha senso parlare di quale nazionalità siano: sono prima di tutto esseri umani, e lo sono anche i cittadini di etnia russa che vivono a Donetsk, a Lugansk o a Gorlovka che in questi giorni vengono colpiti e fatti a pezzi dagli obici di grosso calibro (155 mm.) che le forze ucraine, spalleggiate dalla NATO, sparano sulle zone residenziali di queste città (incluse le scuole, gli autobus e le fermate dei Bus), con intento di uccidere. Non c’è scampo alle armi micidiali che la NATO ha fornito all’esercito ucraino poichè sono armi precise che vengono utilizzate per colpire i civili e seminare il terrore.

Per nostra fortuna disponiamo delle notizie e dei rapporti che ci vengono forniti da nostri corrispondenti, i quali, a loro rischio e pericolo, operano sulle zone di guerra e riferiscono quello che hanno visto.

Fra questi il nostro corrispondente Eliseo Bertolasi, il quale da giorni si trova nel Donbass e documenta la tragica situazionne di quelle persone che vivono in quella regione, fatta bersaglio delle bombe ucraine (non si deve però far sapere in Italia).

Riferisce Bertolasi: “Nella città di Donetsk la situazione è surreale. A causa dei frequenti bombardamenti tutto il movimento cittadino è visibilmente ridotto al minimo indispensabile.

La gente evita di uscire all’aperto, chi esce lo fa solo per ragioni contingenti. Le vie, quindi, sono poco trafficate, quasi deserte, allo stesso modo, poche sono le persone che si vedono nei negozi e negli esercizi commerciali.

Le auto circolano a velocità sostenuta, pare che sia la condizione migliore in caso inizino a piovere bombe.La sera all’imbrunire, in un baleno, tutto sprofonda in un cupo silenzio rotto solo dal riecheggiare di boati vicini o lontani.

Ecco questa è Donetsk oggi! Impossibile non percepire la tensione, la pressione di grande pericolo che grava giorno e notte sulla città. In qualsiasi momento e in qualsiasi luogo possono arrivare le bombe, neanche il tempo di sentire il sibilo per riparasi. La vita è solo legata alla sorte: qualche metro più avanti o più indietro, qualche minuto in anticipo o in ritardo, si vive o si muore.

Sono mesi che gli abitanti di Donetsk: donne, bambini, anziani, tutti… vivono in queste condizioni. Veramente terribile, quasi indescrivibile…

Nelle ultime settimane, addirittura, si osserva un intensificarsi dei bombardamenti sulla città. Con gli obici e coi proiettili da 155mm, che la NATO fornisce costantemente a Kiev, diventa sempre più facile per le formazioni militari ucraine tenere sotto tiro l’intera area metropolitana di Donetsk.

Il 19 settembre, sotto le bombe ucraine, non distante dal centro di Donetsk, in piazza Bakinskix Komissarov, 13 persone hanno perso la vita. Solo un vile attentato terroristico. C’era un chiosco-rosticceria, ora tutto è distrutto: le lamiere del tetto divelte, tutt’intorno i segni delle schegge, sull’asfalto sono ancora visibili le macchie di sangue delle vittime. Sul luogo della strage qualche anima pia ha alzato il vessillo con l’icona del Sacro Volto di Cristo, si vedono persone che portano fiori, che accendono una candela o semplicemente si fermano per una preghiera. L’umanità vince sulle barbarie.

Il regime di Kiev ha dimostrato ancora una volta il suo volto disumano, bombardando zone ad alta presenza di civili, punti che non rappresentano alcun obiettivo militare. Non c’è nessuna conquista, nessuna strategia militare, ma solo la volontà di generare terrore seminando morte indiscriminatamente tra la popolazione civile.

Quei paesi dell’“Occidente” che riforniscono di armi Kiev dovrebbero almeno riconoscere la loro responsabilità davanti allo spargimento di tanto sangue innocente”.

Eliseo Bertolasi ci ha inviato i video dell’ultimo massacro compiuto oggi dalle forze Ucraine/NATO nel centro di Donetsk. Le immagini parlano da sole……

Foto: Controinformazione.info

23 settembre 2022

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