Redde rationem. Ricapitolando sulla questione “coincidenza delle catastrofi”

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di Maurizio Ulisse Murelli

Cominciamo dalla questione gas.

Questa mattina qualche agenzia adombra la notizia che “forse” (sic!) per il gas prossimamente si va verso il razionamento. Ci dicono, i media, che abbiamo problemi con l’approvvigionamento di gas/petrolio con la Libia (ma va?!). E ci dicono anche che la Tunisia vuole rivedere al rialzo il prezzo del gas (ma pensa un po’!). Poi ci dicono anche che Draghi si è riappacificato con Erdogan e che la Turchia verrà trasformata in una sorta di hub energetico, snodo per raccattare gas in Medio Oriente e in Asia da mandare in Italia cooperando con Israele e Grecia, cioè con due Stati con cui la Turchia non vive proprio in pace. (Inciso: la “lavata di capo” di Draghi da Ankara alla Grecia è a dir poco ributtante). Ci dicono ancora i media, che Mattarella sta girando l’Africa per “rinsaldare amicizie” (sic!), in realtà con il cappello in mano sempre alla ricerca di una  tanica di petrolio per rabboccare le prosciugate cisterne italiche.

Quel che non ci dicono è che la Russia sta per vietare le esportazioni di petrolio kazako dopo l’impegno di Tokaiev di aumentare le consegne in Europa. Di fatto la Russia fermerà le esportazioni di petrolio kazako a seguito di una nuova serie di dichiarazioni del presidente Kassym-Jomart Tokaev, che si è offerto di aiutare l’Europa ad affrontare la crisi energetica.

Nel frattempo i satrapi della UE frignano e parlano di ricatto russo sul gas perché Putin ha dimezzato le forniture all’Europa. Ma come? Non erano loro che da mesi, per mandare in default la Russia, prefiguravano l’embargo sul gas “perché ce lo chiede Zelensky”? E ora che graziosamente la Russia li accontenta facendo lei quel che volevano fare loro, frignano e parlano di ricatto?

 

Nel frattempo:

– la siccità non da tregua e mette in ginocchio l’agricoltura;

– l’inflazione galoppa;

– le cavallette (già arrivate in Sardegna) sono “sbarcate” nella bassa Padania e c’è da scommettere che dilagheranno;

– molte imprese, per mancanza di materie prime e l’aumento del costo energetico, vanno in tilt. C’è chi prefigura la chiusura di miglia di imprese e la perdita di lavoro per 800mila lavoratori;

– il Covid riprende quota e, nelle modalità con cui viene affrontato, manda in paranoia il sistema sanitario;

– ne parlano poco, ma il vaiolo delle scimmie è ancora lì sotto traccia…

 

Da domenica la notizia di prima pagina è la frana sulla Marmolada e indirettamente ci mandano a dire che si può crepare in incidenti vari, in autostrada, sul posto di lavoro, per fame o per carenza di cure mediche ma è inaccettabile morire in montagna e che è colpa dell’impazzimento climatico. Trattano quella tragedia in modo tale da devastare psicologicamente chi pensa allo svago, alla natura. Insomma, va sotto attacco “culturale” il rapporto uomo/natura… e chiudono gli accessi, alle vette, proibiscono le escursioni (ci sarebbe molto da dire ma mi trattengo).

Poi c’è lo psicodramma/farsa di Conte e dei 5Stelle.

Insomma, passate bene le vacanze estive se potete. Quando le avrete finite forse vi accorgerete che siamo tutti su un treno alla cui guida ci sono dei folli che il treno lo stanno portando al deragliamento… l’importante oggi è sapere se Conte resta o non resta al governo. E che non vi venga in mente di attraversare i ghiacciai, che è pericoloso: cercate di restare vivi che a farvi crepare ci penseranno loro.

Foto: Idee&Azione

8 luglio 2022