1

Russia ed India confermano la loro alleanza, la Cina resta l’interlocutore privilegiato

di Luciano Lago

Putin ha rivelato di aver tenuto una riunione con il premier indiano Modi per definire un accordo di cooperazione strategica fra Russia e India (Russia Today).

L’India ha mantenuto la sua posizione di non farsi coinvolgere nella campagna di sanzioni contro la Russia.

Al contrario si è saputo che nel corso dell’ultima riunione telematica fra Putin e Modi è stato affrontato il tema di migliorare la cooperazione economica fra Russia e India e sviluppare ancora di più le relazioni fra i due paesi.

Questo indica che le pressioni degli Stati Uniti su Nuova Delhi per associarsi alle sanzioni occidentali non hanno avuto alcun effetto.

Modi e Putin stanno studiando le modalità di incrementare la associazione strategica fra India e Russia nel settore tecnologico, militare ed economico. Tale approccio rappresenta un fallimento per la strategia di isolamento della Russia che Washington persegue da tempo per creare difficoltà alla stessa Russia.

Risulta che l’India ha incrementato di molto, in modo record di circa l’800% le importazioni di petrolio dalla Russia approfittando di un prezzo scontato che rappresenta un grosso beneficio rispetto agli alti prezzi di mercato del greggio.

L’India ha stretto maggiori rapporti di cooperazione con la Russia e lo stesso premier Modi è convinto della necessità di consolidare e sviluppare i rapporti fra i paesi che fanno parte del gruppo dei Brics di cui l’India è membro ed a cui si stanno integrando anche altri paesi, come Argentina e Iran, oltre quelli già esistenti.

Molte nazioni dell’Asia hanno chiuso le porte alle richieste di Washington circa la campagna anti russa, anche se non tutti si sono regolati in modo uniforme.

Nel continente asiatico la Cina ha risposto a quelle che considera azioni per intimidire Pechino con l’armamento fornito a Taiwan da parte degli anglo USA, in aperta sfida rispetto alla Cina.

In particolare le recenti dichiarazioni della NATO di voler espandere le azioni dell’alleanza in Asia e sfidare la Cina, hanno fatto infuriare la dirigenza di Pechino che ha risposto in modo duro e deciso.
La Nato, allineandosi alla rivalità del principale socio dell’alleanza, gli USA, con le due nazioni (Russia e Cina), ha preso per la prima volta una posizione unitaria contro Pechino, etichettandola come una “sfida sistematica” nel suo documento strategico aggiornato.

Nel prendere tale posizione e ignorando la comunicazione e la diplomazia, l’alleanza e i suoi partner stanno esacerbando un ambiente geopolitico sempre più teso.

La Nato ha accusato la Cina di “impiegare un’ampia gamma di strumenti politici, economici e militari per aumentare la sua impronta globale e il potere di progetto” ed ha affermato che Pechino non sarebbe trasparente sulle intenzioni.

Le strette relazioni di Pechino con Mosca sono state criticate: la Cina non ha risposto alle richieste occidentali di condannare l’invasione russa dell’Ucraina, per la quale ora anche le sue società devono affrontare sanzioni.

I funzionari cinesi sono rimasti comprensibilmente irritati dalla posizione, chiedendosi come l’Europa e il Nord America possano sentirsi minacciati da un paese asiatico che ha una politica di lunga data di non interferire negli affari interni degli altri e che non ha mai intrapreso spedizioni militari contro altri paesi (a differenza degli USA e dei loro alleati).

La politica dei blocchi che perseguono gli USA e la NATO e che va estendendosi anche all’Indo Pacifico è in palese contraddizione con le dichiarazioni di stabilità e di sviluppo pacifico fatte in altre occasioni dai leader dei paesi della NATO.

Questo preoccupa le autorità di Pechino e le sospinge ad intensificare l’alleanza e la cooperazione strategica con la Russia.

Sempre di più appare la NATO, con la sua espansione, come il nemico comune di coloro che tendono a lavorare per un ordine multipolare e che non accettano le regole stabilite unilateralmente da Washington e dai suoi alleati.

La questione delle relazioni nell’area dell’Indo Pacifico verrà trattata in occasione della riunione del G20 che, per quest’anno, si svolgerà in Indonesia. Per frenare l’espansione del campo occidentale guidato da Washington in Asia durante la crisi in Europa, Pechino si è concentrata e ha messo energia diplomatica nelle sue relazioni con le nazioni del sud-est asiatico, in particolare l’Indonesia, che cerca di mantenere la neutralità tra Stati Uniti e Cina.

L’Indonesia è la più grande nazione dell’area el sud est asiatico ed ha buoni rapporti con Cina e Russia, tanto che si è offerta come mediatore nella crisi russo-occidentale ed è un paese chiave per la realizzazione della Belton Road cinese.

L’illusione di Washington e di Londra di interferire nell’area asiatica si scontra con la realtà: entrambi non hanno nulla da offrire ai paesi asiatici che possa competere con la collaborazione nello sviluppo che offre il gigante cinese.

Foto: Tempi.it

5 luglio 2022