Russia/USA, il punto di non ritorno è già stato superato

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di Luciano Lago

“Se Kiev decide di attaccare il territorio del Donbass dopo il referendum, la reazione della Russia sarà quella di far saltare e distruggere tutte le centrali elettriche ucraine e i gasdotti che portano ancora il gas in Europa”. Lo ha annunciato il presentatore della TV russa, Andrey Norkin, riferendosi ad una filtrazione di informazioni non ufficiali.

Le notizie che arivano lasciano capire che la guerra tra la NATO la Russia e la Cina ha violato tutte le linee rosse e l’eufemismo di guerra ibrida non vale più, visto che l’offensiva USA/NATO si è sparsa per tutti i continenti e sono stati aperti più fronti, incluso nei paesi alleati. Vedi le interferenze indebite e i ricatti della Ursula von der Leyen sulle elezioni in Italia.

Il fronte principale lo hanno fissato in Russia e nel M.O. e le notizie false sono un metodo di guerra psicologica.

L’ex capo dell’intelligence degli USA, David Sheed, a proposito dei metodi di guerra psicologica, ha detto alla rivista Politico che gli USA non abbandoneranno mai le loro intenzioni di interferire all’interno della Russia per affossare la fiducia e l’orgoglio della gente con il governo di Mosca e sobillare rivolte antigovernative. Questa tattica prevede:

1.convincere la gente russa che l’operazione militare in Ucraina ha trasformato la Russia in un paria internazionale;

2. incitare all’odio etnico le minoranze innterne per convincerle che sono oppresse dallo Stato russo;

3 introdurre la tesi sulla mobilitazione dei rapp.ti delle piccole comunità e sulle numerose vittime fra questi …

Nella strategia di guerra c’è di mezzo la NATO che, finchè opera nei vari teatri, mai ci sarà la pace e il mondo è in evoluzione in ogni angolo mentre le nazioni si stanno posizionando, dall’Africa all’Asia, all’America Latina, fra i due fronti, quello occidentale e quello russo cinese.

“Un attacco alla Russia sarebbe un attacco all’Africa”, ha detto il leader di un paese africano, Kainerugaba, il figlio del presidente dell’Uganda e questi si è scagliato contro l’Occidente accusandolo di neocolonialismo. Lo stesso ha fatto il premier del Mali che si è affrancato dalla dominazione francese e si è posizionato con la Cina e la Russia.

La Corea del nord si è schierata con la Russia ed ha affermato che la responsabilità della guerra ricade sulla NATO e sulla sua espansione verso est, dichiarandosi solidale con la Russia e riconoscendo le repubbliche del Donbass. Inoltre la Corea del Nord sta inviando personale per la ricostruzione di Mariupool. Stessa posizione da parte della Siria e del Venezuela che hanno riconosciuto le Repubbliche del Donbass. L‘Iran ha fatto di più ed ha venduto alla Russia i suoi UAV, droni senza pilota, con un raggio di 2500 Km. e un micidale carico esplosivo, suscitando le ire di Zelensky.

Sul fronte Asiatico, la Rep. Popolare della Cina ha chiuso alla navigazione una delle aree del Mar Giallo, come detto dalla autorità di Pechino, nella costa est della Cina. Le azioni per restringere l’accesso sono dovute alle esercitazioni militari dell’Esercito popolare della Cina. Pechino ha dichiarato che le relazioni con gli USA hanno raggiunto uno stato critico, lo ha detto il ministro degli esteri cinese dopo una conversazione con il segretario di Stato USA Blinken, dopo le intenzioni di Washington di fornire altro pacchetto di armamenti a Taiwan per oltre 1,1 miliardi di US. dollars.

Sul fronte dei Balcani, la Serbia ha annunciato l’inizio di un reclutamento di volontari per aiutare le forze russe nel Donbass con l’appoggio del governo serbo, facendo appello alla solidarietà slava. Questo dopo le provocazioni del Kosovo, appoggiato dalla NATO, sulla enclave serba di Metochia. Nel frattempo l’occidente collettivo continua a pompare armi ed a inviare mercenari o consiglieri militari in Ucraina, oltre fornire appoggio logistico e di intelligence in forma diretta.

La Bielorussia, alleato della Russia, ha bloccato l’esportazione dei prodotti basici dell’agricoltura, della siderurgia e chimica, per avere scorte per uso interno e ha mobilitato le sue truppe alla frontiera con l’Ucraina.

Questa situazione ha sorpassato la pericolosità della crisi de Caraibi degli ani ’60. Le minacce di utilizzo di armi nucleari sono venute in primis da esponenti dell’Amministrazione USA e a queste ha risposto la Russia che, in caso di attacco dalla NATO al suo territorio e di minaccia alla sua integrità, non esiterà ad utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione, incluso le armi nucleari.

Il punto di non ritorno è già stato superato ma qualcuno (Sholz, Macron, Draghi, Borrel e altri) ancora non se ne è accorto.

Foto: Idee&Azione

27 settembre 2022

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