Se il “civile” Occidente sceglie la violenza barbarica

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di Riccardo Paccosi

Stiamo guardando in faccia Satana tutti i giorni, ma tendiamo a rimuoverlo.

E no, non mi riferisco all’attrice nella foto e neppure agli autori del video. E questo perché il nazionalismo etnico è oggi, semplicemente, quello che è sempre stato. Abbiamo già visto – trent’anni fa in Jugoslavia – una patina apparente di civiltà dissolversi in furia barbarica, in odio fondato sull’appartenenza etnico-nazionale.

In questo video così come nella versione ucraina di “Bella Ciao” uscita alcune settimane fa, vediamo esprimere odio non già verso l’esercito invasore bensì verso i russi in quanto tali. Va ribadito, però, che del fatto che nel profondo dell’Europa orientale covino questi sentimenti collettivi, non c’è alcuna ragione di stupirsi giacché non si sta manifestando alcun fenomeno inedito.

Il fatto decisamente nuovo non riguarda dunque l’esistenza di un nazionalismo barbarico, bensì il contesto per cui il “civilizzato” occidente scelga oggi di supportare e promuovere quest’ultimo non solo politicamente ma anche nella sua fenomenologia espressiva.

Facebook che deroga alle proprie stesse regole consentendo che si possa invocare la violenza e l’omicidio se a esserne oggetto sono i cittadini russi; i commentatori televisivi italiani impegnati ogni giorno nel criminalizzare e diffamare chiunque esprima un punto di vista non conforme alla propaganda bellica; la cultura millenaria di un paese che viene cancellata da musei e istituzioni culturali…

Tutte queste espressioni trovano poi il loro punto di precipitazione nelle notizie ricorrenti, da vari paesi occidentali, di atti di violenza e di veri e propri pogrom ai danni di cittadini russi.

A sostenere questo processo è – principalmente e con maggior veemenza – la sinistra politica occidentale.

E in questo sta il fatto nuovo. Le manovre politiche dei paesi occidentali, trent’anni fa, avevano provocato ed esacerbato il conflitto nella ex-Jugoslavia, incoraggiato i nazionalismi, ma tutto si era svolto ascosamente, ovvero il cinismo politico dei governanti era stato magistralmente dissimulato.

Oggi invece il cinismo politico occidentale si palesa e si ostenta pornograficamente e, come ha scritto il filosofo Peter Sloterdijk, esso ha ormai abdicato a quelle convenzioni che gli imponevano, un tempo, di camuffarsi da idealismo.

E mentre nel secolo scorso era la destra – affermando la necessità della guerra o la legittimità della divisione in classi – a rivendicare il cinismo in politica, oggi questo lavoro sporco viene effettuato dalla sinistra.

Da questa deriva della coscienza collettiva – sia delle élite quanto di un’intera parte della popolazione – discende il crescere dell’intolleranza e della censura verso le opinioni dissidenti, l’uso spregiudicato e ormai privo di qualsiasi freno della menzogna a scopo propagandistico, l’innalzamento costante della tensione emergenziale.

Stiamo assistendo, in altre parole, a un processo di nazificazione irreversibile del mondo occidentale, con la sinistra politica che da una parte appoggia le milizie apertamente neonaziste dell’Ucraina senza alcun imbarazzo, dall’altra volge alla logica per cui la società deve perennemente essere mobilitata contro il nemico interno, ovvero contro un dissidente politico da trattare come deviante sociale nonché latore d’una patologia clinica.

Il volto di Satana, dunque, non corrisponde alla violenza barbarica che vediamo nel video, bensì alla trasformazione antropologica, in senso parimenti barbarico, che sta tramutando la borghesia occidentale e la sinistra politica nell’aggiornata incarnazione del nazismo.

Foto: Idee&Azione

16 aprile 2022