Si aggrava la situazione in Ucraina

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di Luciano Lago

La Russia ha dato un ultimatum alla Lituania dopo il blocco ferroviario verso Kalingrad. Il coinvolgimento della NATO nella guerra è ormai sempre più diretto. La 81a brigata aerotrasportata USA è stata dislocata alla frontiera Ucraina in attesa di essere impiegata in Ucraina contro l’esercito russo.

Dopo il blocco del traffico ferroviario verso Kalingrad, la Russia ha dichiarato che, se la Lituania non sbloccherà la situazione a breve termine, la Russia si riserva il diritto di prendere azioni di ritorsione molto dure. Quella della Lituania è una violazione della sovranità russa e del diritto internazionale e questo fornisce a Mosca il diritto di avere le mani libere per risolvere il problema da sola con qualsiasi mezzo. Mosca ha esortato Bruxelles ha intervenire su Vilnius per far rispettare gli accordi sottoscritti a suo tempo, in occasione dell’indipendenza della repubblica baltica, per evitare gravi conseguenze.

Secondo gli esperti la situazione si mette molto male per la Lituania e si prospetta questa come un’azione suicida.

Dimitri Peskov, il portavoce russo, ha dichiarato che la situazione determinatasi è più che grave e le conseguenze saranno pesanti. La Lituania ha ribadito che opera in funzione delle sanzioni decise dalla UE contro la Russia ma ha ignorato gli accordi di libero transito, fatti in occasione dell’indipendenza a cui Vilnius deve essere vincolata.

La Russia potrebbe reagire militarmente per assicurarsi il diritto di intervenire e rimuovere il blocco e la guerra si scatenerebbe nel mar Baltico coinvolgendo anche la Polonia. Nel frattempo le forze russe hanno liberato completamente la città di Severodonetsk e hanno annunciato la distruzione di un battaglione di mercenari stranieri.

Si segnala che le forze speciali britanniche, le SAS, sono già attive sul territorio ucraino mescolate alle truppe ucraine, così come anche la presenza di due battaglioni polacchi dei quali uno risulta già distrutto dagli attacchi russi e i militari dispersi.

Tutto questo conferma che il conflitto è ormai apertamente diventato tra la Russia e la NATO con quest’ultima che sta sostituendo in buona parte i militari ucraini che sono stati sopraffatti dall’offensiva russa.

Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha riferito che nelle ultime 24 ore le forze missilistiche e l’artiglieria russe hanno colpito 253 aree di concentrazione di manodopera e attrezzature delle forze armate ucraine. Inoltre, le forze armate russe hanno distrutto sei depositi di munizioni, nonché il terminal di rifornimento dell’esercito ucraino a Nikolaev.

In precedenza si è appreso che le forze aerospaziali russe hanno effettuato attacchi di alta precisione sullo stabilimento di Okean, sul cui territorio si nascondevano i militari ucraini. A seguito dell’attacco, sono stati eliminati fino a 500 combattenti delle forze armate ucraine.

Il Ministero della Difesa russo ha comunicato che le forze armate ucraine hanno perso la stazione di ricognizione dell’artiglieria americana AN-TPQ nel Donbass. Si tratta di una stazione di ricognizione di artiglieria AN-TPQ di fabbricazione americana, posizionata a causa delle ostilità sul territorio della DPR, riferisce il servizio stampa del ministero della Difesa russo. Secondo il dipartimento, la stazione si trovava vicino al villaggio di Nikolskoye, a nord-ovest di Mariupol. In precedenza, il ministero aveva riferito di un attacco aereo sul territorio dello stabilimento di costruzione navale di Okean a Nikolaev. L’esercito ucraino ha utilizzato le officine dell’impresa per conservare armi e attrezzature.

Nella giornata di ieri l’aviazione russa ha colpito un centro di comando e controllo nei pressi della città di Odessa e si è saputo che almeno dieci alti ufficiali ucraini sono rimasti uccisi nel corso dell’attacco. L’attacco è stato attuato in ritorsione per il bombardamento effettuato dalle forze ucraine, con armi della NATO, su due piattaforme di estrazione del gas vicino alle coste della Crimea.

Come avevano avvertito i russi, la fornitura di armi ad ampio raggio della NATO comporterà un allargamento del conflitto verso la parte occidentale dell’Ucraina ed ai centri di comando e controllo ivi collocati che diventeranno obiettivi dei missili russi.

Foto: ndtv.com

23 giugno 2022