Sri Aurobindo: “Vedo solo Dio, il suo gioco nell’Universo e la sua Volontà nell’Umanità” [2]

image_pdfimage_print

di Andrei Kosterin

“Savitri”

Il poema epico “Savitri” di Sri Aurobindo [1] si basa sull’antica leggenda vedica della devota moglie, la principessa Savitri, che con il potere del suo amore e della sua rettitudine vince la morte e riporta in vita il marito defunto, il principe Satyavan. Sri Aurobindo rivela l’essenza simbolica dei personaggi e della trama dell’antica leggenda e la usa per esprimere le proprie intuizioni e realizzazioni spirituali. Nel creare l’epopea si è proposto di esprimere a parole i livelli superiori di Supercoscienza a disposizione dell’uomo, per aiutare tutti i ricercatori spirituali a entrare in contatto con questi livelli e a elevarsi verso di essi. Il risultato è un grandioso poema epico in 12 Libri (49 Canti) per un totale di circa 24.000 versi, che rappresenta l’espressione più piena e versatile della visione del mondo e dell’esperienza spirituale di Sri Aurobindo, nonché la più grande opera poetica mai scritta in lingua inglese.

Lo stile poetico di Savitri non è casuale e subordinato al compito generale di descrivere l’esperienza mistica. Il testo delle canzoni, con poche eccezioni, è raggruppato in strofe in cui il primo verso rappresenta la tesi principale e i restanti versi (che variano da 2 a 5 o più) ripetono la tesi da diverse angolazioni, incoraggiando il lettore a meditare su di essa e trasmettendo il messaggio con la massima chiarezza possibile, “nel tentativo di cogliere qualcosa del movimento delle Upanishad e di Kalidasa per quanto possibile in inglese”. [3]. Ecco come Sri Aurobindo descrive questa tecnica: “Anche nella poesia mistica la ripetizione non è considerata riprovevole; molti poeti vi hanno fatto ricorso, a volte in modo persistente… Non indebolisce la poesia, le conferisce un potere e una bellezza eccezionali. La ripetizione delle stesse idee chiave, di immagini e simboli chiave, di parole o frasi chiave, di epiteti chiave, a volte di battute chiave o frammenti di battute sono una caratteristica costante. Creano un’atmosfera, una struttura significativa, una sorta di struttura e architettura psicologica. Il compito non è quello di divertire, di intrattenere, ma di raggiungere un’espressione di verità interiore, una visione di cose e idee sconosciute alla mente ordinaria, di portare un’esperienza interiore. Il poeta deve essere più per il vero che per il nuovo. Utilizza l’AVPti, la ripetizione, come uno dei mezzi più potenti per trasmettere ciò che ha pensato o visto e per fissarlo nella mente in un’atmosfera di luce e bellezza. Questo è il tipo di ripetizione che ho usato ampiamente in Savitri. Inoltre, l’obiettivo non è solo quello di presentare la verità segreta nella sua vera forma e nella sua vera visione, ma di portarla al culmine trovando la vera parola, la vera frase, la vera immagine o simbolo, se possibile, la parola inevitabile; se c’è questa, tutto il resto, compresa la ripetizione, non ha importanza”. [3].

Passando al contenuto di Savitri, ricordiamo la trama originale della leggenda tratta dal Mahabharata.

Il re senza figli Ashwapati conduce una vita ascetica per molti anni e fa offerte a Savitar, il dio del sole. Alla fine, soddisfatto delle sue preghiere, il dio Savitar gli dà una figlia, che il re chiama Savitri in onore del dio. Savitri nasce dalla devozione e dall’ascesi, che lei stessa seguirà.

Quando Savitri raggiunge l’età del matrimonio, il padre le dice di trovarsi un marito da sola. La principessa va in pellegrinaggio e trova Satyavan, figlio del re cieco Dyumatsena. Dyumatsena ha perso la vista e il regno e vive in esilio nella foresta con la moglie e il figlio. Mentre Savitri e Satyavan si preparano a sposarsi, il saggio Narada si presenta ad Ashwapati e gli annuncia che Satyavan è destinato a morire tra un anno esatto. In risposta alle suppliche del padre per un marito più adatto, Savitri insiste che sceglierà il marito solo una volta, e Ashwapati cede alla decisione della figlia.

Savitri e Satyavan si sposano e vanno a vivere nella foresta. Subito dopo il matrimonio, Savitri indossa le vesti di un eremita e vive in perfetta obbedienza e rispetto dei genitori di Satyavan. Tre giorni prima della morte prevista di Satyavan, Savitri fa un voto austero di digiuno e veglia. La mattina della sua morte, Satyavan esce a prendere della legna e Savitri si offre di accompagnarlo. Improvvisamente Satyavan si indebolisce e posa la testa in grembo a Savitri. I servi di Yama, il dio della morte, arrivano e tornano senza l’anima di Satyavan grazie alla santità di Savitri. Poi Yama stesso viene a prendere l’anima di Satyavan. Savitri segue Yama mentre porta via l’anima della sua amata. Quando lui cerca di convincerla a tornare indietro, lei gli offre formule di saggezza successive. Prima elogia l’obbedienza al Dharma, poi l’amicizia con i severi, poi Yama stesso per il suo giusto governo, poi Yama come Re del Dharma e infine la nobile condotta senza aspettare un ritorno. Impressionato da ogni discorso, Yama elogia sia il contenuto che lo stile delle sue parole e offre qualsiasi desiderio tranne la vita di Satyavan. Savitri chiede la vista e la restituzione del regno per il suocero, poi cento figli per il padre e cento figli per sé e Satyavan. L’ultimo desiderio crea un dilemma per Yama, poiché indirettamente concede la vita a Satyavan. Ma deliziato dalla devozione e dalla purezza di Savitri, Yama benedice entrambi con una lunga vita, esaudendo il resto dei desideri di Savitri.

Sri Aurobindo riempie di un profondo simbolismo questa bellissima e commovente storia della vittoria dell’Amore sulla Morte.

Il re Ashwapati, secondo la concezione del poeta, è “il Signore del tapasya, l’energia concentrata dell’aspirazione spirituale che ci aiuta ad ascendere dai piani mortali a quelli immortali dell’esistenza”. [3]. È l’incarnazione dell'”Onnisciente che guida il mondo ignorante” ([1, I,3]), il pioniere e il motore dell’evoluzione spirituale dell’umanità, che personifica l’aspirazione dell’umanità verso la sua Fonte Divina.

Re Dumatsen personifica “la Mente Divina, che è qui accecata, avendo perso il suo regno celeste di visione e, come risultato di questa perdita, anche il suo regno di grandezza e gloria”. [3].

Savitri è “la Parola divina, la figlia del Sole, la dea della suprema Verità che scende e nasce per la salvezza del mondo”. Il Savitri di Sri Aurobindo rivela il simbolismo di Savitri come incarnazione della Madre Divina venuta a liberare l’anima del mondo dal potere della morte e dell’ignoranza [1, V,3]:

Satyavan è “l’anima che porta in sé la verità divina dell’essere, ma è scesa nel potere della morte e dell’ignoranza”. [3]. Il poema rivela il simbolismo di Satyavan come anima del mondo, che in unità con la Presenza e il Potere della Madre Divina, personificata da Savitri, deve stabilire la Vita Divina nel mondo [1, V,3]:

Ho visto Dio in Satyavan che mi sorrideva;

Ho visto l’Eterno nel volto umano.

Il dio della morte Yama cerca in tutti i modi di intimidire Savitri, ma lei entra senza paura nel suo regno e la sua luce comincia a vincere le sue tenebre. Le tenebre eterne della Morte si sciolgono e si dilaniano, ma ora Yama estende a Savitri un mondo spettrale di illusioni e proclama il potere della Morte, cercando di sovvertire tutti gli alti Ideali dell’uomo e di presentarli come vane illusioni, cercando di uccidere l’amore di Savitri con una parola mortale. Savitri dissipa il pantano della Morte, gridando in risposta la Buona Novella dell’Amore che vince tutto [1, X,3]:

Il mio cuore, anche nei problemi, si esalta

Con il suo amore il Dio scelto;

Seguendolo, sono stato trasformato in fiamma.

Non siamo forse la solitaria ampiezza,

quando ci siamo seduti sui pendii davanti agli occhi di Dio?

Perché, o Morte, lotti con me invano?

La mia mente non è soggetta a pensieri cupi,

e i misteri degli dei sono aperti a lui.

Perché finalmente so che non c’è dubbio

Che nelle stelle la mia fiamma eterna brucia

E la vita e la morte non sono che il suo carburante.

La vita non era che un percorso cieco verso l’amore:

Sulla terra ho combattuto, la vittoria è in cielo.

Ora Yama porta Savitri in un nuovo mondo illusorio, cercando di mostrarle la futilità di tutte le realtà terrene e della stessa vita terrena. Da tutti i punti di vista e in tutti i modi possibili Yama cerca di convincere Savitri dell’impossibilità della sua missione. Ma Savitri risponde dissipando la sua falsa “realtà” esclamando la vera Realtà della Verità divina. Infine, in Savitri, si manifesta la Madre Divina dell’Universo, che dissolve il Dio della Morte in un oceano della sua stessa Luce [1, VII,5]:

Qui, nella sala segreta della fiamma e della luce

Ancora una volta si incontrano, riconoscendosi,

La Dea – con la sua particella nel mortale,

L’immortale con l’anima in guerra.

Lo sguardo ha abbracciato lo sguardo per un momento infinito,

E, in un lampo di meraviglia, si precipitarono l’uno verso l’altro,

Due fulmini che si fondono in uno solo.

Savitri e Satyavan si ritrovano nel più bello dei mondi, e ora Savitri vede che il terribile Dio della Morte era solo una maschera del Supremo, che le è apparso in questa veste, così che nella lotta con la Morte Savitri ha manifestato la sua essenza più alta: l’Anima della Divina Madre dell’Universo. Oggi Savitri riceve la visione dell’Altissimo nella Sua forma più alta e più bella [1, XI,1]:

Egli è il nostro seme, l’essenza, la testa, il fondamento.

Tutta la luce è solo il bagliore dei suoi occhi chiusi:

La Verità onnisciente che nasconde nel suo cuore,

Il raggio onnisciente si nasconde sotto il suo velo:

Egli è la Sapienza che non viene dal pensiero,

Il suo silenzio versa il verbo immortale.

Dorme nell’atomo e nel sole infuocato,

Dorme nell’uomo, in Dio, nelle bestie, nella pietra:

Con essa l’Inconscio fa il suo lavoro,

Grazie ad essa il mondo vive, vincendo la morte.

Egli è il centro del cerchio di Dio

Ed è la circonferenza dei passi della Natura.

Nel sonno è Onnipotenza nelle cose,

E quando si risveglia, è l’Eterno e il Supremo.

Ma Savitri attende la prova finale: l’Altissimo le chiede di non tornare nel mondo terreno della miseria e del dolore, ma di risalire alla sua più alta Sorgente, e di rimanere lì nella beatitudine eterna, in perfetta unità con Satyavan nella loro più alta Essenza. Quattro volte l’Altissimo offre a Savitri una scelta, ma quattro volte Savitri chiede all’Altissimo le sue grazie che salverebbero l’umanità. Solo il Divino Femminile, la Divina Madre dell’Universo, può rinunciare alla più alta Beatitudine per portare la Salvezza ai suoi figli. Perciò solo Lei può procurare la salvezza all’umanità e alla terra. Alla fine, l’Onnipotente afferma che Savitri è la Sua Parola e che, attraverso la sua bocca, Egli stesso chiede la salvezza per l’umanità e la terra. L’Altissimo profetizza che Savitri e Satyavan scenderanno nuovamente sulla terra e nel corso dei secoli, rinascendo in corpi sempre nuovi, prepareranno l’umanità alla nascita del Mondo Divino sulla terra. Quando l’Ora di Dio sarà vicina, la Madre Divina e l’Altissimo nasceranno nei ricettacoli umani di Savitri e Satyavan, preparati nel corso di molte vite, e porteranno la Vita Divina sulla terra nell’Unità. Sotto il giubilo di tutti i mondi Savitri e Satyavan torneranno sulla terra [1, XII,1]:

Su una regale carrozza trainata da cavalli bianchi

Alla luce discontinua delle torce, si incamminarono,

Satyavan e Savitri si abbracciarono

Al canto di nozze, all’inno del matrimonio

Dove li attendeva il mondo a più voci.

L’epos “Savitri” è una profonda sintesi organica di comprensione e cultura orientale e occidentale, materialismo e spiritualità, saggezza dei tempi immemorabili e scoperte scientifiche del presente, filosofia e poesia, misticismo e realismo, rivelazioni del passato e intuizioni del futuro. Qui troviamo descrizioni impressionanti dell’intera gerarchia dei mondi manifesti, dai regni infernali più bassi ai regni divini trascendenti, e la penetrante profondità e la vivida autenticità della rivelazione di realizzazioni spirituali inconcepibili, e intuizioni grandiose sulla creazione del mondo, l’evoluzione universale, il destino dell’umanità. È una rivelazione di grande speranza, in cui l’Amore trionfa sulla Morte e l’uomo, rivelando la verità del suo essere, vince gli dei ostili e il destino ineluttabile.

Sri Aurobindo, gettando uno sguardo stupefacente sulla Tradizione indù dalla prospettiva della cultura cristiana europea a lui tanto cara, rilegge i Veda, come per scoprirne i misteri prima inaccessibili. Uno dei suoi trattati si chiama “Il mistero dei Veda”. Non a caso alcuni studiosi (J.M. Srivastava, V.N. Reddy, N.B. Chakravarti, P. Sinha e altri) paragonano Sri Aurobindo ai leggendari fondatori e maestri del Vedanta – Vyasadeva, Patanjali, Shankara – e chiamano la sua epopea Savitri il Panchaveda, il “quinto Veda”. [12].

In effetti, l’audacia spirituale di Sri Aurobindo è sorprendente. “Il pensiero del servizio al popolo e del sacrificio di sé… non abbandonò Sri Aurobindo nemmeno nei periodi in cui era occupato esclusivamente dall’insegnamento e dalla scrittura di poesie virtuose… Fin dall’inizio l’idea della via della salvezza personale e della felicità personale gli era ripugnante”. [4]. Non vedeva la salvezza personale come un obiettivo superiore per il quale valesse la pena lottare; l’idea di cercare la salvezza personale lasciando gli altri al loro destino lo disgustava.

D’ora in poi non furono più il Nirvana, il raggiungimento di moksha (salvezza personale) o di samadhi (beatitudine), né la sadyuja-mukti (dissoluzione del sé nel Brahman) gli obiettivi e gli ideali della sadhana yogica. Lo Yoga Integrale, insieme al movimento verso l’alto (sadhaka verso Dio), afferma la necessità di un contromovimento – kripa (Grazia di Dio), non solo in termini di impresa personale dello yogi, ma come trasfigurazione e liberazione di tutta l’umanità, l’instaurazione della Vita Divina sulla terra [13]

I confini dell’ignoranza si ridurranno,

Sempre più anime entreranno nella luce…

La natura vivrà per manifestare il Dio segreto,

Il ruolo dell’uomo assumerà lo Spirito,

Questa vita terrena diventerà la vita del divino.

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Foto: Geopolitica.ru

1° giugno 2022