Sul riconoscimento delle due Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk

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di Daniele Trabucco

Il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha firmato il decreto per il riconoscimento, sul piano internazionale, delle due Repubbliche di Donetsk e Lugansk dopo una risoluzione in questa direzione approvata dalla Duma di Stato in data 15 febbraio 2022.

Ora, anche se la comunità internazionale parla impropriamente di violazione del diritto internazionale pubblico, il riconoscimento, come insegna autorevole dottrina (Quadri, Cassese, Conforti), è un atto rientrante nella sfera politica e, come tale, privo di conseguenze giuridiche. Ne consegue, allora, che l’iniziativa del Presidente Putin è un atto lecito sebbene con notevoli implicazioni politico-diplomatiche. Con il riconoscimento, dunque, uno Stato manifesta semplicemente la volontà di avviare relazioni economiche, commerciali, stringere rapporti amichevoli e concludere accordi.

Certamente da un punto di vista interno la proclamata indipendenza delle due Repubbliche, attraverso i referendum dell’11 maggio 2014, pone problemi di costituzionalità rispetto al principio di integrità territoriale previsto dalla Costituzione vigente dell’Ucraina del 1996 e successive modificazioni, tuttavia ci si potrebbe chiedere se l’espressione del corpo elettorale, manifestata inequivocabilmente in occasione delle consultazioni referendarie, non costituisca esercizio di potere costituente volto a tradurre il principio consuetudinario di autodeterminazione dei popoli il quale, secondo il parere della Corte internazionale di Giustizia del 22 luglio 2010 sul caso Kosovo (va precisato, peró, che la Corte non ha ritenuto necessario valutare se la dichiarazione d’indipendenza abbia portato alla creazione di uno Stato, né se il riconoscimento del Kosovo come tale sia legittimo), prescinde dall’integrità territoriale dell’ordinamento nel quale avviene la proclamazione di indipendenza, trovando questa (l’integrità) applicazione unicamente tra Stati e non coinvolgendo i popoli.

Da ultimo, la preoccupazione di Mosca in merito ad un ingresso dell’Ucraina nella Nato è fondata nello stesso Testo costituzionale che, nel 2019, è stato emendato, prevedendo espressamente (artt. 85 e 116) come compito fondamentale del Governo e del Parlamento sia ottenere “la piena appartenenza dell’Ucraina alla Nato e all’Unione Europea”. Forse, i timori del Presidente Putin non sono cosí “visionari”…

Foto: Idee&Azione

22 febbraio 2022