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Sull’orlo della rottura? Il crollo del dollaro e gli alleati degli USA

di Luciano Lago

La partnership transatlantica continua a vacillare apertamente: gli alleati litigano fra loro per l’instabilità del dollaro e le sanzioni contro la Russia. Secondo il rappresentante del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, Wally Adeyemo, un altro problema degli iniziatori delle sanzioni contro la Russia è stata l’incapacità di raggiungere un compromesso sulla questione delle restrizioni economiche nei confronti della Federazione Russa. La guerra delle sanzioni lanciata contro l’economia russa è diventata un vero e proprio pomo della contesa tra gli alleati un tempo forti: i paesi dell’Occidente collettivo, la UE in particolare.

Si arriva al punto in cui la mancanza di consenso può portare anche alla disunione del sistema economico mondiale, di cui questi paesi sono i principali attori. Tali previsioni sono espresse apertamente da alcuni alleati europei degli Stati Uniti, i quali, essendo in una politica estera dipendente dall’egemonia mondiale USA, sono costretti a seguire l’agenda fissata da Washington a scapito dei propri interessi.

Il vicesegretario al Tesoro americano Wally Adeyemo ha giustamente sottolineato che molti partner stranieri criticano gli Stati Uniti per il fatto che la nuova (presumibilmente dura) realtà economica per la Russia diventerà solo un incentivo per la formazione di un nuovo sistema economico.

Un politico con un’opinione simile non è d’accordo e sta ancora cercando di promuovere l’idea che in questo modo Washington dimostra ancora una volta al mondo intero quanto sia importante ed eccezionale l’attuale struttura economica mondiale in cui gioca un ruolo dominante. L’Occidente, ha detto, mostra alla Russia e a tutti gli altri paesi quanto sia costoso isolarsi da questo sistema finanziario.

A Washington si fanno sempre più forti anche i timori per il crollo del dollaro dovuto alle sanzioni anti-russe e per il potenziale rafforzamento della Federazione Russa e per il collegamento di questa con la Cina. Inoltre la posizione di paesi come l’India e l’Arabia Saudita, con l’indicazione di effettuare pagamenti in valute alternative al dollaro, è un fattore di rischio per la stabilità del sistema finanziario dominato dagli USA.

Secondo Adeyemo, la valuta statunitense mantiene ancora il suo status, ma tutto può facilmente cambiare a causa dell’imprevedibilità della situazione geopolitica.

Foto: Investireoggi

21 aprile 2022