Tag: amore

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    Pensiero tragico vs. illusioni New Age

    Di fronte a quello che sta accadendo, si possono avere due tipologie di visione critica.
    Quella portata avanti da Giorgio Agamben e più modestamente da me, secondo la quale siamo dinanzi a una crisi di civiltà, secondo la quale “vediamo l’uomo scomparire come un volto di sabbia disegnato sul bagnasciuga”, secondo la quale l’assunzione del pensiero tragico dei greci – etica e volontà che s’oppongono all’ineluttabilità, alla Legge e alla stessa Ananke, la Necessità – è l’unico modo di affrontare il trionfo su scala globale del nuovo nazismo senza esserne soverchiati, senza sprofondare nella più totale disperazione.

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    Lettera del martire Soleimani alla figlia

    Nel nome d’Iddio Clemente e Misericordioso
    Non so se questo sarà il mio ultimo viaggio o nel mio destino ci sarà dell’altro. Di qualsiasi cosa si tratti, sono comunque soddisfatto del compiacimento di Dio. Ti scrivo affinché (questa lettera) ti sia di ricordo e conforto nei momenti in cui sentirai la mia mancanza. Forse vi troverai anche qualche parola utile. Ogni volta che intraprendo un viaggio ho come la sensazione di non rivedervi mai più. Durante il tragitto più volte ho immaginato i vostri volti e, nel ricordarmi con nostalgia di voi, ho versato lacrime e vi ho affidati alla protezione di Dio.

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    Dies Natalis

    Quando Roma si fece, con il favore delle divinità autoctone e straniere, si chiuse un cerchio; un sacro sulcus, una linea circolare inamovibile che divenne il centro simbolico e rituale d’ogni sua gloria futura. Il Pomerio (post-murum) ovvero confine esterno ne sanciva tracciato inviolabile. Al suo interno, le prime famiglie costruirono abitazioni circolari. Ognuna di queste aveva un patriarca ovvero un pater familias, depositario della conoscenza del sacro che veniva trasmessa al suo gruppo d’appartenenza. Un pontifex che intorno al centro sacrale-fuoco della propria capanna, aveva il ruolo di intermediario terrestre dei culti e riti che rinsaldavano l’affiliazione/adesione alla ristretta comunità che poi si fece villaggio, città, Impero e vide nel Pontefice Massimo o re, il reggitore della sfera collettiva del sacro. Ma l’impronta era stata data ed il capo famiglia rimase, con funzione centrale insieme ed in forma differente alla Matrona romana, – vaso contenente il seme – centro del nucleo familiare.