Tag: anticristo

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    Morfologia dell’escatologia

    A ben vedere ci sono due tipi di ragionamento teopolitico agganciato, diciamo, all’apocalittica.
    Uno interpreta la realtà apocalittica come puntuale nel tempo. Le apocalissi, o anche l’escatologia comune abramitica, indicherebbe una serie di fatti che, seppur simbolici, si verificheranno senza dubbio in un punto della storia.

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    Il Grande Risveglio russo: la previsione di Dugin su come la Russia sconfiggerà l’Occidente

    Il 4 novembre è una festa bellissima (N.d.T.: La festa della Madre di Dio di Kazan, ricorrenza liturgica della cristianità orientale molto importante perché ricorda la vittoria delle guerre materiali e spirituali). Ecco i suoi principali significati.

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    Guerra escatologica: la Russia e l’Occidente [4]

    Carl Schmitt sostiene che il Katechon non può essere altro che l’Impero cristiano, il potere che trattiene l’Anticristo, la forza negentropica che respinge il male e l’entropia, l’espansione e l’aumento del disordine.
    “Per questo Impero cristiano era essenziale che non fosse un Impero eterno, ma che tenesse presente la propria fine e la fine dell’età presente, pur essendo capace di potenza storica. Il concetto decisivo che fonda storicamente la sua continuità è quello del potere che regge, il Katechon. Per Impero si intende qui la potenza storica che può trattenere l’apparizione dell’Anticristo e la fine dell’età presente, una forza che trattiene, secondo le parole dell’apostolo Paolo nella sua seconda lettera ai Tessalonicesi, capitolo 2.

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    Antikeimenos [7]

    Infine, arriviamo alla cosa più importante, alla possibilità di interpretare la figura dell'”Anticristo” come una certa unità ontologica che possiede un essere indipendente dai contesti culturali e religiosi, ma che, al contrario, li influenza. Tale figura richiede di accettare il tradizionalismo e le sue generalizzazioni non come una costruzione tecnica a posteriori, ma come un campo di riferimento a un essere reale strutturato in modo particolare.

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    Antikeimenos [6]

    Dopo questa digressione metodologica, torniamo al problema posto all’inizio: questa figura generalizzata dell'”Anticristo”, che abbiamo rintracciato in vari contesti religiosi, morfologici e persino sociologici, ha una denotazione ontologica comune? Esiste un “Anticristo generalizzato”?

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    Antikeimenos [5]

    Nelle teologie sviluppate – e soprattutto nel contesto del monoteismo – la battaglia finale e il momento dell’arrivo dell'”Anticristo” assumono un significato speciale, distinto dal contesto generale del tempo. In un certo senso, le parole del Vecchio Credente russo “Abbiamo tutta la nostra fede nell’Anticristo” si applicano a tutte le tradizioni monoteistiche, dove il dramma del confronto con il nemico, con lo spirito del male rovesciato, è un problema centrale. Il tema stesso della “fine dei tempi” è evidenziato in una direzione separata: l’escatologia, la dottrina della fine.

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    Antikeimenos [4]

    Nell’Induismo, una situazione escatologica simile si basa sulla mitologia della degradazione dei cicli discendenti ed è radicata nel periodo del Kali Yuga (कलियुग).
    Per l’Induismo lo schema ciclico è il seguente. C’è la notte di Brahma e il giorno di Brahma. Durante il periodo notturno di Brahma il mondo non esiste, mentre durante il periodo diurno sì. Poiché Brahma è eterno, i suoi giorni e le sue notti non si susseguono, ma coesistono, esprimendo i suoi due aspetti – quello non rivelato e quello manifestato – Saguna Brahman, Saguna Brahman (Brahma con qualità) e Nirguna Brahman, Nirguṇa Brahman (Brahma senza qualità). Ogni giorno di Brahma (mahakalpa) contiene 1000 kalpa[49]. Ogni kalpa ha 14 manvantar[50] – 7 manvantar di allontanamento e 7 manvantar di ritorno. In ogni manvantara ci sono 4 yuga (satya yuga, treta yuga, dvapara yuga e kali yuga).

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    Antikeimenos [3]

    In tutte le correnti escatologiche del cristianesimo, il tema dell’Anticristo si manifesta in un modo o nell’altro. Così, nello scisma russo ha giocato un ruolo fondamentale. Indicativa a questo proposito è la dichiarazione di un Vecchio Credente, rappresentante della setta estrema dei “Vagabondi” (seguace del famoso “corridore” Antipas Yakovlev):
    Ascoltate, fratelli, quello che dicono questi adulatori, perché non c’è bisogno di sapere dell’Anticristo. Sì, abbiamo tutta la fede nell’Anticristo.

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    Antikeimenos [1]

    Lo scopo di questo articolo è quello di considerare la figura dell'”Anticristo” e il campo semantico della “fine dei tempi” senza alcuna tradizione religiosa particolare. Ma la figura dell'”Anticristo” (Ο Αντίχριστος) ha un legame con il cristianesimo. Di conseguenza, possiamo dire che stiamo guardando non solo e non tanto direttamente alla figura cristiana dell’Anticristo, ma anche ai suoi analoghi. Questo ci porta al tema del tradizionalismo.

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    L’ultimo trucco dell’Anticristo

    Mettiamo insieme tutti gli elementi. Abbiamo un quadro spaventoso (per i russi). Forze, gruppi, visioni del mondo ed entità governative, che si chiamano collettivamente “l’Occidente” e che dalla vittoria nella Guerra Fredda sono gli unici dominatori del mondo dietro una facciata di “liberalismo” professano un’esile dottrina teologica escatologica, in cui gli eventi della storia secolare, il progresso tecnologico, le relazioni internazionali, i processi sociali, ecc. sono interpretati in prospettiva apocalittica.