Tag: antikeimenos

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    Antikeimenos [8]

    Ora è opportuno ricordare l’importante ruolo svolto da Catechon nella politica cristiana, dove nel Medioevo – e in parte durante il più lungo periodo di conservazione del paradigma bizantino nell’Europa orientale (fino alla teoria di “Mosca è la terza Roma”) – era la presenza o l’assenza di un Impero a fungere da punto di riferimento per il tempo escatologico.

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    Antikeimenos [7]

    Infine, arriviamo alla cosa più importante, alla possibilità di interpretare la figura dell'”Anticristo” come una certa unità ontologica che possiede un essere indipendente dai contesti culturali e religiosi, ma che, al contrario, li influenza. Tale figura richiede di accettare il tradizionalismo e le sue generalizzazioni non come una costruzione tecnica a posteriori, ma come un campo di riferimento a un essere reale strutturato in modo particolare.

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    Antikeimenos [6]

    Dopo questa digressione metodologica, torniamo al problema posto all’inizio: questa figura generalizzata dell'”Anticristo”, che abbiamo rintracciato in vari contesti religiosi, morfologici e persino sociologici, ha una denotazione ontologica comune? Esiste un “Anticristo generalizzato”?

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    Antikeimenos [5]

    Nelle teologie sviluppate – e soprattutto nel contesto del monoteismo – la battaglia finale e il momento dell’arrivo dell'”Anticristo” assumono un significato speciale, distinto dal contesto generale del tempo. In un certo senso, le parole del Vecchio Credente russo “Abbiamo tutta la nostra fede nell’Anticristo” si applicano a tutte le tradizioni monoteistiche, dove il dramma del confronto con il nemico, con lo spirito del male rovesciato, è un problema centrale. Il tema stesso della “fine dei tempi” è evidenziato in una direzione separata: l’escatologia, la dottrina della fine.

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    Antikeimenos [4]

    Nell’Induismo, una situazione escatologica simile si basa sulla mitologia della degradazione dei cicli discendenti ed è radicata nel periodo del Kali Yuga (कलियुग).
    Per l’Induismo lo schema ciclico è il seguente. C’è la notte di Brahma e il giorno di Brahma. Durante il periodo notturno di Brahma il mondo non esiste, mentre durante il periodo diurno sì. Poiché Brahma è eterno, i suoi giorni e le sue notti non si susseguono, ma coesistono, esprimendo i suoi due aspetti – quello non rivelato e quello manifestato – Saguna Brahman, Saguna Brahman (Brahma con qualità) e Nirguna Brahman, Nirguṇa Brahman (Brahma senza qualità). Ogni giorno di Brahma (mahakalpa) contiene 1000 kalpa[49]. Ogni kalpa ha 14 manvantar[50] – 7 manvantar di allontanamento e 7 manvantar di ritorno. In ogni manvantara ci sono 4 yuga (satya yuga, treta yuga, dvapara yuga e kali yuga).

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    Antikeimenos [3]

    In tutte le correnti escatologiche del cristianesimo, il tema dell’Anticristo si manifesta in un modo o nell’altro. Così, nello scisma russo ha giocato un ruolo fondamentale. Indicativa a questo proposito è la dichiarazione di un Vecchio Credente, rappresentante della setta estrema dei “Vagabondi” (seguace del famoso “corridore” Antipas Yakovlev):
    Ascoltate, fratelli, quello che dicono questi adulatori, perché non c’è bisogno di sapere dell’Anticristo. Sì, abbiamo tutta la fede nell’Anticristo.

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    Antikeimenos [2]

    Ma qual è la struttura semiotica del Tradizionalismo, cioè della Tradizione – o, se si vuole, della “Tradizione primordiale”? Questa struttura rappresenta, rispetto a tradizioni specifiche, una sorta di meta-linguaggio che generalizza le proprietà paradigmatiche di tradizioni specifiche come linguaggi specifici. Abbiamo cioè a che fare con una serie generalizzante di segni, che possiamo cercare di attribuire al campo del significante.

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    Antikeimenos [1]

    Lo scopo di questo articolo è quello di considerare la figura dell'”Anticristo” e il campo semantico della “fine dei tempi” senza alcuna tradizione religiosa particolare. Ma la figura dell'”Anticristo” (Ο Αντίχριστος) ha un legame con il cristianesimo. Di conseguenza, possiamo dire che stiamo guardando non solo e non tanto direttamente alla figura cristiana dell’Anticristo, ma anche ai suoi analoghi. Questo ci porta al tema del tradizionalismo.

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    Katechon e Antikeimenos, la battaglia geopolitica dello Spirito

    Quella che è in atto non è una guerra cominciata poche ore, né un botta e risposta fra nazioni già in conflitto da anni. Stiamo assistendo ad uno scontro fra due visioni del mondo: da un lato, la visione postmoderna, tecnofluida, dell’impero materiale, della democrazia importata con le bombe, del dirittoumanesimo colorato che si rivela tirannia, dei big tech e dei big pharma, della distruzione delle identità e dell’asservimento delle masse alle élite oligarchiche di potere, il Great Reset; dall’altra, la visione che afferma l’autodeterminazione, la libertà, le identità di ciascun popolo, la Tradizione, i diritti ontologicamente fondati, l’indipendenza finanziaria, la politica volta al bene comune, il grande Risveglio. È uno scontro apocalittico, intrinsecamente escatologico, e non capire la portata metafisica di questa battaglia significa mancare il cuore di ciò che sta avvenendo.