Tag: Aristocrazia

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    Lavarini risponde a Mariano, prosegue la bagarre aristocratica

    Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Roberto Jonghi Lavarini a Francesco Alfredo Maria Mariano.

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    La casa De’ Medici controbatte ad Aristocrazia Europea

    Riceviamo e pubblichiamo la diffida che la Casa dei Medici di Toscana ha inoltrato alla nostra Redazione in risposta all’articolo https://www.ideeazione.com/aristocraziatradizione-il-riconoscimento-dei-titoli-nobiliari-in-italia/?fbclid=IwAR1CfM_VLsITLOzA3zjyGQfFe23P6GvjfI8sc03DToIqUNcIrd0Z2LO4N7A%22 .
    Seguirà una controrisposta da parte di Roberto Jonghi Lavarini per Aristocrazia Europea.

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    La Battaglia per la Storia: parte IV

    Il posto più importante nella Battaglia per la Storia è occupato dalla spiegazione delle circostanze della caduta dell’autocrazia russa e del destino non solo dello zar martire, ma anche di coloro che gli erano vicini e della sua famiglia. Non ultimo un contadino, che alcuni chiamavano uomo di Dio e altri messaggero di sventura: Grigori Yefimovich Rasputin-Novy (o Novykh, 1869-1916).

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    Aristocrazia&Tradizione: il riconoscimento dei titoli nobiliari in Italia

    Le famiglie nobili italiane (nobili, patrizi, signori, baroni, visconti, conti, marchesi, duchi e principi) sono innanzitutto quelle censite e inserite negli ultimi elenchi ufficiali del Regno d’Italia e in quelli precedenti degli antichi Stati preunitari italiani (compresi le repubbliche marinare e i patriziati cittadini), quelle riportate nelle diverse edizioni aggiornate del Libro d’Oro della Nobiltà Italiana (quello autentico edito dal Collegio Araldico di Roma) e quelle riconosciute dalle competenti Commissioni Araldiche Regionali del Corpo della Nobiltà Italiana.

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    Il fantasma della libertà

    Un fantasma si aggira per l’Europa: è il fantasma del comunismo”. È il celeberrimo incipit del Manifesto del Partito Comunista di Marx e Engels del 1848. Il comunismo non era uno spettro, ma realtà, una visione del mondo che improntò il secolo XX. Rischia di essere un fantasma, agli albori del XXI, la libertà. Ingenui, credevamo di averla conquistata, bene o male, una volta per tutte. La globalizzazione ha interrotto il sogno, la privatizzazione del mondo, la tecnicizzazione della vita, la digitalizzazione dell’uomo, l’incipiente trasformazione post e transumana.