Tag: Atlantico

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    Nel corso di una lunga guerra

    Nel febbraio di quest’anno, nelle settimane precedenti all’ingresso delle truppe russe in Donbass si discettava su giornali e talk show delle prospettive possibili.
    A chi invitava a considerare come sensata, e anzi conveniente, la rinuncia dell’Ucraina all’ingresso nella Nato, l’accettazione di uno statuto di neutralità, e la concessione di un grado di autonomia amministrativa alle province russofone (come da accordi di Minsk II) – sempre nell’ambito dello stato ucraino, a questi gli esperti di regime ribattevano rabbiosamente che era una prospettiva inaccettabile, che ne andava della sovranità ucraina, che uno stato doveva avere il diritto di scegliere le proprie alleanze militari.

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    Il picco dell’unità atlantica

    I leader europei tirano un enorme sospiro di sollievo dopo il fallimento dell’“onda rossa” dei Repubblicani alle elezioni di midterm negli Stati Uniti. Sebbene non si conosca ancora la composizione finale della Camera dei Rappresentanti, i Democratici hanno conservato il Senato ed è già chiaro che il Congresso non sarà invaso dai sostenitori isolazionisti di Donald Trump e Vladimir Putin. Piuttosto che usare questo momento per festeggiare, gli europei devono prepararsi alla prossima potenziale tempesta.

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    Vogli di unipolarità

    Nel 1945, dopo la Seconda guerra mondiale, il filosofo marxista A. Kozhev scrisse nella sua opera Saggio sulla dottrina della politica francese che il mondo stava entrando decisamente in una nuova fase della storia, che può essere paragonata alla fine del Medioevo e alla transizione alla modernità. Se la transizione alla modernità è stata segnata dall’allontanamento dei vecchi regni feudali da parte di Stati nazionali più grandi, il XX secolo è stato caratterizzato dalla disintegrazione degli Stati nazionali e dal successivo consolidamento in un’entità più grande di Stati imperiali moderni. Il nazionalismo è diventato obsoleto.

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    Biden era stato chiaro: “Toglieremo di mezzo il gasdotto Nord Stream 2”. Sull’Europa si stringe il cappio transatlantico

    Scrive ai suoi lettori la portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova:
    Stai ancora cercando una risposta alla domanda, chi c’è dietro l’intero sanguinoso scenario ucraino, la distruzione della cooperazione europea e la crisi mondiale globale?

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    Isole egemoni

    Il 18 aprile, si è saputo che il coordinatore del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti per l’Indo-Pacifico, Kurt Campbell, e l’assistente segretario di Stato americano per gli affari dell’Asia orientale, Daniel Kritenbrink, visiteranno questa settimana tre isole del Pacifico: Fiji, Papua Nuova Guinea e le Isole Salomone, quest’ultimo Stato di particolare interesse.

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    Geopolitica anglosassone: le origini (Mackinder, Spykman, CFR)

    Abbiamo notato il ruolo dell’ammiraglio Mahan nella nascita della scuola americana di geopolitica e l’importanza fondamentale del suo concetto di potere marittimo. Le idee di Mahan sono alla base di tutta la tradizione geopolitica anglosassone e hanno determinato la graduale evoluzione delle opinioni di Mackinder stesso. È Mahan che può essere considerato la figura chiave del pensiero strategico planetario americano come si è incarnato durante il ventesimo secolo. Il ruolo di Mahan e dei suoi scritti sul significato di potenza navale dovrebbe quindi essere riconosciuto come centrale.

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    Conseguenze economiche della crisi in Ucraina

    Il 15 marzo 2022 il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato un articolo scritto da un gruppo di autori in cui si afferma che l’impatto [della crisi in Ucraina] si verificherà attraverso tre canali principali. In primo luogo, l’aumento dei prezzi di materie prime come cibo ed energia porterà ad un ulteriore aumento dell’inflazione, che a sua volta ridurrà il costo del reddito e metterà sotto pressione la domanda.

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    La Repubblica di Ucraina e la questione dell’adesione alla NATO

    La Costituzione della Repubblica di Ucraina del 1996, recentemente modificata nel 2019, prevede espressamente l’adesione del Paese sia all’Unione Europea, sia al Trattato dell’Atlantico del Nord del 1949. Pertanto, il Presidente Zelensky mente quando afferma che l’Ucraina è disposta a togliere la questione dell’entrata nell’Alleanza Atlantica al fine di trovare un accordo con Mosca per porre fine alla situazione bellica (l’ingresso, peraltro, in base all’art. 10 del Trattato, richiede l’unanimità degli Stati aderenti). La stessa Corte Costituzionale di Kiev ha dato il via libera agli emendamenti modificativi del Testo fondamentale nel suo parere del 22 novembre 2018.

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    Quali sono i principi non negoziabili ed i valori democratici difesi dalla Repubblica di Ucraina ed, indirettamente, dall’Occidente?

    Il direttore del quotidiano nazionale “Il Foglio”, il dott. Claudio Cerasa, ospite del Tg2, ha dichiarato che la resistenza di Kiev “tutela anche la nostra libertà”. Sulla stessa linea l’onnipresente giornalista ed opinionista David Parenzo, nel confronto con il prof. Alessandro Orsini (Università Luiss di Roma) a Piazza Pulita su La7, il quale ha sostenuto che, mentre nella guerra (fallimentare) in Afghanistan e nella II guerra del Golfo del 2003 (entrambe, è bene ricordarlo, imposte dagli Stati Uniti d’America) l’obiettivo era quello di “esportare la democrazia” (rectius: imporla con la forza delle armi), in quella tra Federazione Russa e Repubblica di Ucraina, scoppiata il 24 febbraio 2022, è quest’ultima a svolgere un ruolo di difesa dei principi democratici.

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    Le sfide della guerra in Ucraina: una prospettiva metafisica

    Con il lancio della vasta operazione militare russa sul territorio ucraino, il mondo intero è entrato in una fase decisiva della sua storia, e poiché la storia non è uno svolgimento meccanico, inesorabile e fatalista di eventi senza senso, rimanendo aperta a un’infinità di opzioni e probabilità, determinate dalla volontà divina, la fine di questa grande battaglia è incerta.
    Tutta l’umanità sembra presa dal turbine di elementi di una forza irresistibile, dal potere cieco di contraddizioni insormontabili, la cui liberazione non può avere altro risultato che quello di una lotta a morte tra due mondi, tra due visioni della vita. Questo scontro planetario non sembra lasciare spazio ad un finale in cui le due parti raggiungano un accordo. Ognuno dei belligeranti aspira all’annientamento definitivo del nemico.