Tag: cambiamento

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    V per Vittoria

    L’esiziale, fisico e spirituale, malvagio biennio ci mostra nei fatti che ogni morte contiene la vita. I “miserabili del web” hanno vinto un’impossibile partita disponendo soltanto di una fionda. Anche se neppure da un seggio si diffonderanno le idee che caratterizzano tutti i neo partitini antigovernativi, il solo fatto di essere arrivati a poterle pronunciare, seppur per poco, nei canali di massima diffusione, costituisce una vittoria.

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    L’astensionismo è la vera scommessa

    L’astensionismo è la base della politica del XXI secolo, l’astensionismo è la fiamma più pura della politica antisistema.
    Un calo di quasi 10 punti (dal 73,2% al 63,8 %), un massimo storico per l’Italia, paese dalla grande partecipazione al voto.

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    La Russia nei cambiamenti mondiali

    Alla memoria di D.A. Dugina
    I cambiamenti strutturali osservati nell’ordine mondiale in cui viviamo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale non sono improvvisi, non sono accidentali e non sono iniziati un paio di giorni fa. Il loro precursore è stata la fine del confronto bipolare. Trent’anni fa, tuttavia, non tutti vi prestavano molta attenzione. Pochi l’hanno notato.

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    Politica ed Elezioni: uno sguardo rovesciato

    Giunti a ridosso di queste elezioni quanto mai farsesche, in un clima che si è fatto via via sempre più incandescente e nevrotico perfino tra coloro che dicevano di essere “dalla stessa parte”, proviamo a suggerire un differente sguardo che certamente spiazzerà più di qualcuno.

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    La guerra semantica [2]

    Pronunciare parole può essere paragonato ad accendere un fuoco. Quando vengono dette, le cose e i concetti – che esistono a prescindere – appaiono nella mente, sono accanto a noi, possono essere designate e nominate. Ogni distinta parola denota per la stessa cosa una diversa caratteristica o una sua sfumatura. La guerra semantica, modificando quella percezione, diventa il pompiere del lessico.
    La ricchezza del linguaggio segue la ricchezza dell’essere.

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    Cambiamento o conversione?

    Lo si è sentito pronunciare molto spesso in questi ultimi anni. Ma quando parliamo di cambiamento, cosa intendiamo davvero? Cosa o chi vogliamo cambiare, o vorremmo semplicemente che cambi?
    Ecco che invece noi abbiamo più e più volte preferito il termine che nella Sacra Scrittura viene abitualmente tradotto con “conversione”, ovvero metànoia, con il quale si intende una totale trasformazione della mentalità. Trasformazione che necessariamente si traduce anche nelle opere.

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    La maledizione della rassegnazione

    I regimi totalitari si costruiscono sulla paura e sulla manipolazione, lo sappiamo tutti; dal 2020 abbiamo imparato anche che non è necessario che un regime usi la violenza manifesta e brutale.

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    La bella Russia

    Oggi è abbastanza facile capire come sarà la Russia di domani.
    Non ci saranno più reti sociali globali, saranno importati e sostituiti da qualcosa di nazionale, il che non è molto attraente, ma tanto meglio: la società scoprirà il fascino dimenticato dell’offline. È la fine della migrazione verso il bidimensionale e il cyberspazio e il ritorno al tridimensionale.

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    La sostituzione dell’importazione e ciò che ne consegue

    Attualmente le autorità e la società, al di là della guerra, si preoccupano soprattutto di come adattarsi alle nuove condizioni. La novità di queste condizioni è che siamo stati esclusi dall’Occidente e abbiamo escluso l’Occidente da noi stessi. Non che si tratti di qualcosa di completamente nuovo e inedito: nella nostra storia, ci siamo trovati molto spesso in questo tipo di rapporto con l’Occidente.

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    Lo sguardo degli oppressori

    L’altro giorno stavo assistendo ad una bella discussione di tesi avente per oggetto autori dei cosiddetti “postcolonial studies”.
    Era tutto molto interessante, ma mentre ascoltavo gli argomenti di Frantz Fanon, Edward Said, ecc. ad un certo punto ho avuto quello che gli psicologi della Gestalt chiamano un’Intuizione (Einsicht, Insight).