Tag: conservatorismo

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    La tragedia di Bruxelles e dell’Occidente

    Al centro dell’Unione Europea si trova la tirannia burocratica di Bruxelles. E cosa c’è nel cuore di questa vecchia città? Ironicamente, il cristianesimo.

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    Di gender, di cinema, di voto utile

    Possiamo dichiarare la partita sul gender fallita.
    Persa perché era una questione metafisica e escatologica, in cui il deragliamento del maschile e del femminile dalle linee della legge naturale era un segno da cogliere e decifrare.
    Era quindi una battaglia che chiamava al piano culturale e all’intelletto; invece è stata combattuta come una crociata moralistica.

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    Leo Strauss e i neocons, architetti delle guerre

    Alcune personalità poco conosciute al grande pubblico influenzano le idee e gli accadimenti storici molto più di protagonisti famosi. Nella Chiesa Giuseppe Dossetti, prima politico, poi monaco, riuscì a determinare molte delle conclusioni del Concilio Vaticano II e pose le basi, in Italia, per l’egemonia del cattocomunismo. A livello globale, poche personalità influenzano il presente quanto Leo Strauss, pensatore tedesco di origine ebraica emigrato negli Stati Uniti.

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    Conservatorismo e Postmodernismo nella Quarta Teoria Politica

    Nel suo libro La Quarta Teoria Politica, il Professor Alexander Dugin tenta di fare una valutazione sistematica delle correnti e dei movimenti che compongono il conservatorismo e il significato del postmodernismo per le società contemporanee. In questo senso, il capitolo inizia con un’esposizione sistematica di come la Modernità, un tempo signora egemonica di tutti i discorsi sulla realtà, inizi progressivamente a disintegrarsi e ad essere soppiantata da un nuovo fenomeno che molti filosofi chiamano Postmodernità. La postmodernità è la sostituzione della narrativa della Modernità con un nuovo paradigma molto più radicale che decostruisce tutte quelle certezze che la Modernità aveva eretto come massime e principi fondamentali a sostegno della propria logica: l’individuo, la realtà, la ragione; libertà e natura iniziano a essere messe in discussione dallo stesso sviluppo del paradigma moderno che muta da una prospettiva moderna a una postmoderna.

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    La battaglia culturale [2]

    La posta in palio della battaglia culturale contemporanea è l’uomo stesso. Nel prezioso libriccino L’abolizione dell’uomo, C.S. Lewis afferma l’esistenza di un ordine morale oggettivo che gli uomini di ogni tempo e civiltà, nelle più diverse tradizioni religiose o filosofiche possono riconoscere attraverso la retta ragione. Un ordine che l’uomo può approfondire con nuove intuizioni, ma al quale non può contribuire con invenzioni, come non può “immaginare un nuovo colore primario, creare un nuovo sole e un nuovo firmamento.” Lewis avverte dell’emergere di innovatori sociali – i Condizionatori – che, innalzando la bandiera del soggettivismo, postulano che l’ordine oggettivo può essere arbitrariamente trasformato e sostituito.