Tag: continente

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    L’eurasiatismo come alternativa alla prospettiva eurocentrica ed atlantista

    In questo periodo si parla molto dell’Eurasiatismo come visione geopolitica e storica, sebbene in forma spesso impropria o totalmente distorta.
    Ci sembra interessante in questa fase storica approfondire quali siano le caratteristiche peculiari e l’origine storica dell’eurasiatismo, una corrente di pensiero che è molto presente in Russia e si va diffondendo in Europa.

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    La polemica eurasiatica nell’opposizione [2]

    Questi sono i motivi fondamentali delle crescenti controversie tra l’opposizione, che difficilmente possono essere fermate a livello di autorevoli leader che invitano alla concordia e all’unità e offrono ammonimenti e simpatie personali. Su questo tema, tuttavia, queste contraddizioni sono di natura fondamentale e possono essere circostanzialmente paragonate alla disputa tra bolscevichi e menscevichi.

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    L’Algeria in un mondo multipolare: i contorni di un partenariato prioritario

    Negli ultimi tempi, l’emergere di poli di potere e di influenza indipendenti dall’Occidente sta avvenendo a una velocità sempre maggiore. Ma anche a fronte di questa tendenza globale, negli ultimi due o tre anni i cambiamenti nei Paesi del Maghreb e del Sahel sono stati di una rapidità senza precedenti. Il caso dell’Algeria è particolarmente esemplificativo.

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    Geopolitica dell’Indonesia

    L’Indonesia, il paese dell’arcipelago più grande del mondo, è composta da oltre 17.000 isole che collegano l’Oceano Indiano e Pacifico da est a ovest ed è senza dubbio un importante hub per il trasporto marittimo internazionale. L’oceano ha un significato diverso per l’Indonesia rispetto ad altre nazioni terrestri e insulari. La comprensione dell’oceano da parte dell’Indonesia modella anche le sue prospettive uniche sulla sicurezza nazionale, gli obiettivi strategici e le esigenze di capacità future.

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    I fondamenti geografici e geopolitici dell’Eurasiatismo [1]

    Ci sono molti più motivi per definire la Russia “Stato di mezzo” (Zhongguo in cinese) piuttosto che la Cina. Più passa il tempo, più questi motivi si faranno evidenti. Per la Russia, l’Europa non è altro che una penisola del Vecchio Continente che si trova a ovest dei suoi confini. In questo continente, la Russia stessa occupa lo spazio principale, il suo tronco.

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    Eurasiatismo [3]

    Gli eurasiatisti sono attratti da quei pensatori che negano l’esistenza di un “progresso” universale che è, in ogni caso, determinato dal concetto di “cultura” sopra presentato. Se la linea evolutiva si muove in modo diverso nei vari campi, allora significa che non c’è e non può esserci alcun movimento comune verso l’alto, alcun “perfezionamento” graduale, costante e comune, nella misura in cui l’uno o l’altro ambiente culturale, o un intero numero di ambienti culturali, pur “migliorando” da uno o dall’altro punto di vista, potrebbe spesso essere in declino in un altro.

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    Terra contro Mare

    All’inizio del XX secolo alcuni pensatori vedevano due modelli di civiltà opposti: la talassocrazia e la tellurocrazia.
    Storicamente, la civiltà europea, et in extenso la civiltà occidentale, è stata caratterizzata dalla talassocrazia come modello. Per talassocrazia (dal greco θαλασσα che significa mare, e κρατος che significa potere), si intende il dominio militare e commerciale esercitato da un’entità politica su uno spazio marittimo.

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    “È ora che Parigi se ne vada”: gli africani si riuniscono a migliaia contro il neocolonialismo francese

    Sebbene l’era delle potenze coloniali sia terminata a metà del secolo scorso, la Francia non ha ancora abbandonato i suoi tentativi di sfruttare gli Stati africani. In molti dei Paesi che hanno ottenuto l’indipendenza dalla metropoli, Parigi ha schierato politici fantoccio.
    I procuratori della Quinta Repubblica hanno costantemente aiutato i loro “padroni” a soddisfare interessi predatori a scapito del bene delle popolazioni indigene del Continente Nero. Tuttavia, negli ultimi anni la situazione è cambiata radicalmente.

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    La strategia orientale dell’Heartland: una panoramica degli obiettivi e delle priorità

    Spostiamoci verso est. Qui vediamo l’India come un “grande spazio” a sé stante, che durante l’epoca del Grande Gioco era la principale testa di ponte per il dominio britannico dell’Asia. A quel tempo, la necessità di mantenere il controllo sull’India e di prevenire la possibilità che altre potenze, in particolare l’impero russo, invadessero il controllo britannico della regione era essenziale per la “civiltà del mare”. In relazione a questo c’erano le epopee afghane degli inglesi, che cercarono ripetutamente di affermare il loro controllo sulla complessa struttura della società afghana non governata proprio per bloccare i russi da una possibile campagna in India.

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    La guerra di liberazione continentale o la liberazione delle nazioni prigioniere

    Siamo nazioni prigioniere della plutocrazia globalista, che ci ha devastato economicamente e moralmente, ci ha polverizzati politicamente e ci sta usando ciecamente contro il suo nemico strategico – la Russia. Tutta la storia degli ultimi tre decenni e qualcosa non è che una continua marcia dell’Occidente collettivo sull’area ex-comunista per colonizzarla e sfruttarla. Nel quadro dell’applicazione di questa strategia, agli occidentali non importa quale regime politico sia in Russia, né quale sia esattamente il suo leader, lo zar Nicola II, Stalin o Putin. Le aspettative geopolitiche rimangono incrollabili: la Russia deve essere distrutta. E solo dopo la distruzione finale della Russia diventa possibile esercitare un dominio assoluto su tutto il continente eurasiatico.