Tag: Dio

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    Ambiente versus natura

    In passato eravamo convinti che le convulsioni del nostro tempo fossero dovute a un groviglio di sconcertanti contraddizioni. Adesso siamo certi di vivere in un mondo invertito. È come una bussola impazzita che segna il sud anziché il nord. Parliamo di libertà e accettiamo il più insidioso totalitarismo; rivendichiamo autonomia e abbiamo ceduto la proprietà del corpo e della mente. Il primo a comprendere la portata dell’attacco fu Pier Paolo Pasolini, cogliendo i segnali dell’inversione. Lasciò scritto un discorso mai pronunciato a causa della sua morte violenta, in cui profetizzava “l’epoca in cui le parole di libertà saranno utilizzate per creare un nuovo potere omologato, creare nuove ingiustizie e un nuovo conformismo. E i suoi chierici saranno chierici di sinistra.”

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    Dostoevskij antimoderno: delitto, castigo e redenzione

    L’incultura della cancellazione porta in sé una drammatica volontà d’impotenza, il desiderio di non essere più nulla, atomi alla deriva in un’esistenza deprivata di senso. Dimenticare Fedor Dostoevskji, poi, il più grande romanziere della letteratura mondiale e uno dei più potenti filosofi, non è solo un oltraggio, è il segnale che siamo ai titoli di coda di una civilizzazione agonizzante.

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    La maledizione di chi vede

    Questo sarebbe il tempo di aprire gli occhi sulla fragilità e la radicale iniquità del sistema in cui viviamo. Che non è il “migliore dei mondi possibili”. È un castello di carte.
    Invece ci dividiamo in fazioni. Come sempre.
    Tutti vogliono un qualche cambiamento. Nessuno vuole cambiare. Nessuno vuole mollare il fazzoletto di terra che si è conquistato e la torre che si è costruito.

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    La morte non è un diritto

    La morte non è un diritto. Avreste mai pensato di leggere una frase del genere? Dobbiamo ringraziare Jorge Mario Bergoglio per averla pronunciata. Dinanzi all’attacco furioso della cultura di morte mascherata da diritti universali, l’uomo di Santa Marta ha parlato da Papa. La vita è un diritto, non la morte, ha dovuto aggiungere, riferendosi a una civiltà agonizzante e tuttavia assassina

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    Il rito della guerra

    Là dove non arrivano la volontà e l’amore irrompe la “forza del dovere”. La bilancia del Cosmo aggiunge così qualche pena purificatrice per riequilibrare i pesi dei tanti peccati (leggasi deviazioni dalla Verità). Gli uomini tendono a chiamare questo genere di eventi, disgrazie, perché sono troppo ciechi e presuntosi per riconoscere in essi il vero nome: Provvidenza.

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    La gaia morte delle società sazie e disperate

    Nel 1985- sembra passata un’era geologica- il cardinale Giacomo Biffi definì Bologna, città di cui era arcivescovo, “sazia e disperata”. Quella frase gli fu rinfacciata per decenni dai cantori delle magnifiche sorti e progressive della nostra rugosa civilizzazione. Già all’epoca dell’osservazione del presule, Bologna, avvolgente e bellissima, era ai vertici del reddito pro-capite, in testa ai consumi voluttuari, ma al minimo della natalità. L’ Emilia batteva tristi primati di denatalità, accompagnati da suicidi doppi rispetto alla media nazionale. Tradussi in aggettivi i numeri, spiegò Biffi anni dopo. Per l’esperto pastore d’anime, una terra ricca, colta e civile, “sazia di beni, apparentemente piena di voglia di vivere e divertirsi, ma anche disperata perché non aveva voglia di trasmettere la vita e nemmeno di conservarla”.

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    Dio e storia

    L’hanno detto in tanti. C’è una via che porta la storia verso dio e una verso la dannazione.
    Tra le molteplici radici ontologiche del comportamento dell’uomo, si può forse ritenere ve ne sia una di grado superiore, una specie di matrice sostanziale delle moltitudini formali. Si tratterebbe della concezione egoistica dell’egoico. Non è un gioco di parole.

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    Eros e Identità

    Corpi erranti come sonnambuli, gli occhi spalancati ma prigionieri in una tunica opaca; tastano il mondo con mani incerte e straniere. Più non cercano, più non ricordano cosa si cela sotto le ombre della notte, nei nascondigli predisposti dalla loro anima. Lì dove uno specchio attende il bagliore lucido dei loro occhi per rivelare l’immagine sconosciuta di se stessi

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    Nessuno ci regalerà la libertà. Nemmeno Dio

    Mentre scivola un’estate torrida, la propaganda su presunte ipotesi di obbligo di siero sperimentale si va facendo sempre più martellante. A chi non è cieco dovrebbe essere chiaro lo scopo: fare pressione psicologica e sociale, creare guerre tra poveri e indurre i deboli di carattere a cedere.

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    Il filo d’oro

    Un oscuro padrone schiavizza le infantili coscienze di questa umanità: il terrore. Colui che divora l’ignoto e l’inatteso, perché le pareti del suo palazzo devono brillare di una sola falsa luce, la sicurezza. E così alfine, ogni cosa si va facendo manifesta spalancando i cancelli dei cimiteri ben nascosti nelle nostre interiorità. Non eravamo preparati nemmeno all’idea della morte, perché siamo estranei alla vita.