Tag: divenire

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    Brevi riflessioni su essere e divenire nel pensiero di Gustavo Bontadini

    L’uomo, scoprendo il senso dell’essere, ossia il principio di Parmenide per cui “l’essere è e non è possibile che non sia” (cfr. “De natura”), coglie le basi sulle quali poggia la sua esistenza: quell’infinito precipitare nel nulla è solo apparenza e doxa.

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    Aristotele, il divenire e la lezione bontadiniana

    Aristotele (384 a.C. – 322 a.C.), nel I e nel III libro della “Fisica”, ha cercato, attraverso la dimostrazione dell’Atto puro, di rimuovere la contraddizione del non-essere dell’essere inerente al divenire dell’esperienza. In particolare, non potendo il divenire costituire un passaggio dal non-essere all’essere in quanto “ex nihilo nihil fit”, il fondatore del Liceo introduce i noti concetti di potenza ed atto: il divenire, in altri termini, presuppone che da un “ente in potenza” si arrivi ad un “ente in atto”, ossia da un certo essere si passi ad un altro essere. Tuttavia, nella struttura aristotelica del divenire rimane un residuo di non-essere, di nihil, dal momento che ciò che diviene prima non era ciò che è divenuto.

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    L’individuo e il suo rapporto con il mondo e il divenire della vita [3/3]

    Ma soltanto se l’individuo assoluto si trasforma nella forza distruttrice del Dionisiaco e ne assorbe l’essenza che può vincere nel mondo; altrimenti, se resta ancorato al lato falso dell’Apollineo, resta travolto dal Divenire incessante del mondo. Quindi, l’Individuo assoluto ormai ha capito, una volta giunto alla giusta maturazione e consapevolezza di ciò che lo circonda, che
    “Polemos è il Padre di tutte le cose, e di tutte le cose egli è re “(Diel / Khanz, Frammento in “Confutazione di tutte le Eresie, Libro 9, 9, 4 di Ippolito di Roma).

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    L’individuo e il suo rapporto con il mondo e il divenire della vita [1/3]

    La vita degli esseri viventi inizia con l’incontro di uno spermatozoo e un ovulo: dopo un rapporto sessuale, lo sperma attraversa con energia il canale dell’utero, dove deve superare molti ostacoli per giungere alla sua meta: l’ovulo. Gli spermatozoi sono milioni, e corrono ad alta velocità per sfuggire agli acidi malefici delle mucose delle pareti dell’utero, e vengono attaccati anche dal sistema immunitario del corpo della donna, ed è anche per questo che soltanto pochissimi riescono a raggiungere l’ovulo.

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    Schiavi in una falsa immagine del corpo

    Isolati, oppressi, marchiati: i nostri corpi raccontano la morte e non più la vita. Raccontano lo svuotamento che si lascia riempire e possedere dalla paura, un liquido infetto che ruba ogni spazio. Gli occhi più non vedono perché dati in prestito ai signori della menzogna. Così subiamo ogni oltraggio e abbandoniamo gli ultimi rimasugli di dignità. Il corpo è pegno per la vittoria sulle proprie paure e nevrosi, è il facile baratto che alimenta l’illusione di una normalità da riconquistare ad ogni costo. Ma non vi è qui più né corpo, né uomo, solo la loro impacciata controfigura.