Tag: dolore

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    Il tempo di Dugin

    Il volto di Dugin è illuminato dall’esplosione, le tempie si stringono tra le mani, la bocca si spalanca in un urlo. Il volto di un padre la cui amata figlia viene uccisa davanti a lui. Il volto di un martire per il quale il cattivo ha escogitato una tortura terribile e insopportabile. Il volto di un profeta crocifisso su una croce. Il volto di un eroe che muore per un valore supremo.

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    Condividiamo con te il tuo dolore

    Il Club di Izborsk e il giornale Zavtra condividono il vostro dolore per la tragica morte di vostra figlia Daria. Sua figlia ha incassato il colpo devastante diretto a lei, compiendo così una grande azione di figlia. Il nemico ha puntato su di te, portatore di alti significati e rivelazioni, in cui la storia russa, la Russia e il popolo russo trovano la loro pienezza. Il vostro fenomeno nella vita spirituale russa è unico. Il vostro ministero è una costante fruttificazione di idee, pensieri elevati, costruzioni politiche e filosofiche.

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    La stella e il sottosuolo

    L’enormità di un istante che non possiamo fissare se non sull’eterno.
    La morte.
    Prepararsi per accettare ciò che ci nega e ci sottrae, un’ ombra che vive senza luce custodisce i nostri silenzi, trovare se stessi nella solitudine significa, talvolta, rivolgerle la parola.

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    La Russia e la Cina non hanno ancora iniziato ad alzare la manopola del dolore

    Il Suicide Spectacular Summer Show, attualmente in programmazione in tutta Europa, procede in piena regolarità, con grande stupore di quasi tutto il Sud del mondo: un remake trash e woke della Gotterdammerung, con la grandezza wagneriana sostituita dal twerking.

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    Il senso del dolore “innocente”

    Nell’anno 472 a.C., ad Atene, viene messa in scena la tragedia di Eschilo (525 a.C. – 456 a.C.) intitolata “I Persiani”, la più antica opera teatrale pervenutaci per intero. Ad un certo punto ecco la domanda angosciante, drammatica, attuale: “Infinito è il grido di dolore che sale dalla terra verso il cielo; ci sarà mai un dio che l’ascolterà dal segreto dell’ombra?”.

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    Diario dell’infermo. Idealisti, materialisti e donne [3/6]

    Durante la mia malattia sono stato visitato da molte persone con diversi consigli. Oltre alle preghiere immeritate di cui sono profondamente grato e per le quali rimango eternamente in debito, sono diventato il destinatario di una grande quantità di consigli e ammonimenti.

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    Diario dell’infermo. Idealisti, materialisti e donne [2/6]

    Nel capitolo precedente abbiamo parlato di nuovo dell’importanza della deurbanizzazione, cioè del ritorno alla campagna.
    Abbiamo detto e avvalorato l’idea che è una grande bugia giudicare che la cosa più importante è che l’economia e lo stato facilitino questo processo, abbiamo dato un esempio del secolo scorso, quando tutti gli abitanti benestanti dei villaggi che guadagnavano soldi in campagna fuggirono in città. Nel capitolo precedente, abbiamo parlato della futura Georgia come di un paese paradisiaco e de-urbanizzato.

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    Give rationality a chance

    Non c’è niente di male ad esprimersi su cose che non si conoscono. Non bisogna commettere l’errore progressista di delimitare ex ante i campi di espressione. È base della civiltà che ciascuno eserciti il proprio ragionamento nei modi e con i mezzi che la propria esperienza e il suo punto di vista gli formano attorno.

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    Solo i portatori di luce possono entrare nei luoghi più oscuri

    C’è la convinzione diffusa che la battaglia in cui ci troviamo sia un’angoscia interminabile, un male non meritato che sembra peggiorare senza mai finire, e molti fanno di tutto per tentare di sfuggire alla sofferenza in cui siamo immersi. Il fatto è che questa sofferenza ci serve: è una porta di accesso al nostro vero Sé, apre un varco nella nostra coscienza e ci costringe a conoscerci in maniera più autentica e radicale; ci mette davanti i nostri valori e il nostro modo di vivere, dovendo ponderare se le due cose sono coerenti fra loro; ci impone di fare scelte, difficili, coraggiose, eroiche. Il dolore è un prediletto strumento di risveglio, ci fa penetrare anche lì dove non siamo mai stati

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    Il dito e la luna

    Se il Pensiero non costa dolore allora non è per la verità. Come l’amore. Siamo abituati a comporre o ad ascoltare anche fini ragionamenti, ma siamo altrettanto disponibili al pensiero fulmineo e tagliente, o alla meditazione che scartavetra gli intonaci delle nostre pareti interiori che proteggono le “certezze intellettuali” di cui siamo terribilmente gelosi?