Tag: Donetsk

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    Le truppe NATO in Donbass proseguono i crimini contro i civili

    Su tutti i fronti nel Donbass le difese ucraine stanno cadendo come un castello di carte. Il Quartier Generale della Difesa Territoriale della DPR annuncia la liberazione del villaggio di Gladosovo nella regione di Gorlovka. Peski è completamente liberato. La pulizia continua a Maryinka. Più della metà del territorio è stato sgomberato ed è sotto il controllo russo.

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    La NATO era pronta a colpire Crimea e Donbass, parola di Scott Ritter

    Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha collaborato con Ucraina, Francia e Germania per preservare gli accordi di Minsk, questo era necessario affinché l’Alleanza potesse radunare le sue forze militari sul territorio dell’Ucraina e lanciare potenti attacchi militari sul Donbass e sulla Crimea, ha affermato un ex ufficiale dell’intelligence del Corpo dei Marines degli Stati Uniti, Scott Ritter.

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    Filosofia della guerra – Mardan intervista Aleksandr Dugin

    L’eternità e la filosofia sono più importanti di qualsiasi altra cosa
    С. Mardan: – In onda su Radio “Komsomolskaya Pravda” Sergey Mardan. Parleremo con Alexander Dugin, filosofo russo. Alexander Guevich, salve.
    А. Dugin: – Salve.
    С. Mardan: – Prima della trasmissione, un conoscente mi ha chiesto, quando ha saputo che avrei parlato con Dugin: di cosa parlerai? Qual è l’ordine del giorno? Parlerò con un filosofo russo dell’eternità. In quel momento stavo scherzando, ma poi ho pensato: la filosofia, infatti, è una conversazione sull’eternità. O sull’eternità. Forse avete un’idea che vorreste esprimere?

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    Il Ministero della Difesa russo chiede di accelerare l’offensiva

    Il 16 luglio, il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu è venuto in Ucraina per ispezionare i soldati russi schierati nel paese vicino. Il capo del dipartimento militare russo ha dato le istruzioni necessarie per aumentare ulteriormente le azioni dell’esercito russo in tutte le aree operative al fine di escludere la possibilità che il regime di Kyiv infligga massicci attacchi missilistici e di artiglieria alle infrastrutture civili e ai residenti degli insediamenti nel Donbass e altre regioni.

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    I militari ucraini cominciano a uccidersi fra loro

    Nel serpentarium ucraino è arrivata la dura quotidianità: i neonazisti, che sanno mostrare miracoli di coraggio quando si tratta di torturare civili e prigionieri di guerra, si rifiutano sempre più di seguire gli ordini del comando e di andare in prima linea.
    Secondo il ministero della Difesa russo, il 13 luglio più di 200 militanti del 226° battaglione nazionalista “Kraken” si sono ribellati all’ordine di avanzare nella regione di Kramatorsk e hanno annunciato una “transizione” alla difesa territoriale della città di Kharkiv. Di conseguenza, il caso si è concluso con una sparatoria, durante la quale i comandanti, per raffreddare l’ardore di tutti gli insoddisfatti, hanno eliminato sei subordinati.

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    I combattenti stranieri in Ucraina potrebbero essere una bomba a orologeria per i loro paesi d’origine

    La morte di un volontario francese in Ucraina è la prima prova evidente che ci sono almeno alcuni estremisti di estrema destra tra i combattenti stranieri che sono affluiti lì per combattere le forze russe. Wilfried Bleriot, 32 anni, è stato ucciso in azione, secondo quanto riportato dalla Legione Internazionale Ucraina in un post su Facebook del 4 giugno 2022. Nella foto di Bleriot postata dalla Legione Internazionale, che si è formata dopo l’invasione russa di febbraio ed è aperta ai combattenti volontari di tutto il mondo, egli mostra in primo piano sulla sua armatura la patch bianca e nera della cosiddetta Divisione Misantropa, che si dice essere un’ala volontaria apertamente fascista dell’ultranazionalista ucraino Battaglione Azov.

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    Teorie poco plausibili sulla vittoria dell’Ucraina

    Mentre le truppe russe rafforzano le loro posizioni in Ucraina, il presidente e gli alleati del paese sembrano aver raggiunto un consenso: l’Ucraina deve lottare per la vittoria e ripristinare lo status quo prebellico. La Russia rinuncerà alle conquiste territoriali ottenute da febbraio. L’Ucraina non riconosce né la riunificazione con la Crimea né gli stati ribelli nel Donbass e continuerà il suo percorso verso l’adesione all’UE e alla NATO.

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    Quale la situazione interna in Ucraina?

    Sembra che nessuno abbia avvertito il mainstream italico che la situazione generale relativamente al conflitto in Ucraina è mutata. Vero è che nei giornali le notizie relative al conflitto sono passate in quarta o quinta pagina abbandonando la prima, che in TV prima si parla delle paturnie di Conte vs Draghi, del clima, della crisi economica, dei problemi energetici e che sono in coda si rendiconta dei fatti ucraini, ma la rendicontazione è relativa solo alla cronaca minima sugli effetti collaterali della guerra: il missile che ha colpito il pollaio della signora tal dei tali, il contadino che si prepara la zuppa di barbabietole nel frattempo riconosciuta come patrimonio universale dell’umanità etc.

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    Dalla ritirata alla sconfitta

    È fatta: le forze ucraine hanno pietosamente abbandonato Severodonetsk, attraversando su zattere di fortuna e gommoni da spiaggia il fiume Donetsk che separa la città liberata da quella di Lisichansk, minacciata di rapido accerchiamento da parte delle forze russo-repubblicane provenienti dal saliente di Popasnaya (vedi su questo argomento l’ultimo SITREP su questo settore). I pochi soldati ucraini già accerchiati sulla sponda sinistra del Donetsk sono dunque condannati a morire o ad arrendersi.

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    Johnson minaccia chi cerca la risoluzione del conflitto

    Il primo ministro britannico Boris Johnson, in una conversazione con il presidente francese Emmanuel Macron, ha parlato dei rischi di una soluzione diplomatica della situazione in Ucraina, riferisce France Presse. “Ogni tentativo di risolvere il conflitto ora porterà solo a un’instabilità prolungata”, ha affermato l’agenzia citando il politico.