Tag: escatologia

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    Ispirati dall’Alto

    Una porta sbarrata non detta la via. Occorre molto di più. Il Male sembra aver conquistato la scena col suo ammaliante sorriso; è la sua ora e se la vuole godere tutta, ma non è immergendosi nelle ombre della notte che si diviene capaci di tracciare una rotta per il giorno.

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    Saeculum et Sacrum Imperium

    Il 1° aprile 1922, esattamente un secolo fa, Carlo I d’Asburgo (1887-1922) moriva in esilio nell’isola di Madera, vittima delle subdole, antimperiali trame politico-massoniche. Egli è stato l’ultimo Imperatore cattolico

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    Aleksandr Dugin a Moskovskij Komsomolets: il Putin “solare” ha sconfitto il Putin “lunare”

    L’ideologo della pax russica parla della possibilità di una guerra nucleare
    Le strade di Kharkov erano coperte dai suoi ritratti nel 2014. I suoi seguaci Strelkov e Borodai furono i primi a guidare la fuga della DPR dall’Ucraina. I volontari russi sono andati nel Donbass con le sue citazioni in testa. Le sue teorie formarono la base delle idee per ripristinare l’impero eurasiatico e la riunificazione degli slavi orientali, russi, ucraini e bielorussi, un processo a cui stiamo assistendo dal 22 febbraio 2022.
    L’ideologo del mondo russo, il filosofo Aleksandr Dugin, ci ha detto dove è stato in questi 8 anni e perché lui e Putin parlano oggi con le stesse parole.

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    Salire sul monte: dalla Pace alla Giustizia

    Se viene a mancare la Giustizia, non ci può essere la Pace. Senz’altro molti concorderanno con tale espressione, e non sbaglierebbero. Ma il rapporto può anche essere invertito e così aprire ad un diverso intendimento. Oggi si esperimenta una sempre maggiore compressione e distorsione del principio di Giustizia, per cui c’è chi ne invoca il ripristino, adoperandosi materialmente e culturalmente in tal senso. Eppure non è difficile riconoscere come anche costoro abbiano della Giustizia un’immagine offuscata e “troppo umana”.

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    Arte tra le rovine

    «Una volta un saggio disse che il peccato è tutto ciò che non è necessario. Se questo è vero, allora tutta la nostra società è fondata sul non necessario, dall’inizio alla fine. Ci siamo creati una spaventosa disarmonia, uno squilibrio per così dire tra il nostro sviluppo materiale e quello spirituale. La nostra cultura è inadeguata, la nostra civiltà è fondamentalmente sbagliata, figlio mio». Seduto tra gli alberi, Alexander parla così al figlioletto e forse alla sua dilaniata coscienza, in una delle prime scene di Sacrificio, di Andrej Tarkovskij.

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    La “fine della storia” mai avvenuta e la guerra russa all’ordine liberale

    Da un punto di vista ideologico, il mondo vive ancora all’ombra della controversia degli anni 90 tra Francis Fukuyama e Samuel Huntington. Qualunque siano le critiche che si possono muovere alle tesi di entrambi gli autori, la loro importanza non è stata in alcun modo sminuita, poiché il dilemma permane e, inoltre, è ancora il contenuto principale della politica e dell’ideologia mondiale.

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    Il paradigma della Fine [5/7]

    Un altro modello di interpretazione della storia è costituito da varie teorie etiche, che considerano le nazioni, a volte le razze, a volte una nazione, contrapposte a tutte le altre, come i soggetti principali della storia. C’è un’innumerevole varietà di versioni in questa sfera. Il tedesco Herder fu uno dei più importanti teorici dell’approccio etico, le sue idee furono sviluppate dai romantici tedeschi, parzialmente prese in prestito da Hegel e, infine, applicate dai rappresentanti della “rivoluzione conservatrice” tedesca, in particolare dal pensatore di spicco, l’avvocato Karl Schmidt.

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    Il paradigma della Fine [4/7]

    La riduzione geopolitica è conosciuta molto meno del modello economico, ma la sua convincenza e chiarezza, tuttavia, è abbastanza paragonabile al paradigma del Lavoro-Capitale. C’è anche nella geopolitica la parte teleologica delle nozioni, che rappresentano il soggetto della storia, ma questa volta colta non nel suo aspetto economico, ma nell’aspetto della geografia politica. Si tratta dei due soggetti geopolitici: il mare (Talassocrazia) e la terra (Tellurocrazia). L’altro pare è sinonimo di loro, l’Ovest-Est, dove l’Ovest e l’Est sono considerati non solo come nozioni geografiche, ma come blocchi di civiltà. L’Occidente è, secondo la dottrina dei geopolitici, uguale al Mare. L’Est (Oriente) è uguale alla Terra.

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    Il paradigma della Fine [2/7]

    La dottrina di Marx è stata così popolare nel ventesimo secolo, che è assolutamente difficile parlarne, specialmente in Russia, dove il marxismo è stato per lunghi decenni proclamato l’ideologia ufficiale. Questo tema è visto allo stesso modo morboso e insaziabile di allusioni e connotazioni anche dagli intellettuali occidentali, per i quali la disputa e i dibattiti su Marx erano il tema centrale dei discorsi filosofici e culturologici. Nessun altro ha influenzato così tanto la storia moderna come Marx, è difficile nominare un pensatore paragonabile a lui per fama, popolarità, circolazione di libri.

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    La paura del Cielo

    Se vi è una condizione che sottende ogni operare dell’uomo nell’era moderna, questa è senz’altro la paura. Paura che rimane come causa nascosta dietro i “sintomi” quotidiani, ma che talvolta erompe manifesta, vestendo gli abiti della psicosi. Momenti eclatanti che hanno il solo valore di servire come segnali nella notte, per decriptare la costante espressione di quello stato di paura.