Tag: fascismo

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    Che meloni per la Meloni!

    Siete stucchevoli. Nella vostra bolla, dentro la vostra gabbia ideologica da criceti intenti a far girare la ruota, siete stucchevoli in tutti i vostri tic. Da sinistra, con il vostro acido livore antimeloniano a prescindere, nel chiedere abiure su abiure, professioni di fede, anti questo e quello, di venerare questa o quel monumento a cui invitare per la commemorazione, celebrare questa o quella data, partecipare a questo o a quell’evento, con il pretendere assicurazione per la sopravvivenza della ricetta originale sulla pasta all’amatriciana, con il recriminare l’insufficiente esternazione su questo o quel tema… e le donne qui e le donne là, e i partigiani qui e i partigiani là, e le biciclette delle staffette partigiane qui e le scarpe della Meloni là… Stucchevoli e fastidiosi come le mosche in autunno o i gatti appesi ai cabbasisi.

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    L’uomo più pericoloso per l’Occidente

    Di Valery Korovin
    16/09/2022

    “The most dangerous man in the world” – “l’uomo più pericoloso del mondo” – è così che il filosofo e geopolitico russo Aleksandr Dugin viene chiamato dai suoi omologhi americani. Già questo è sufficiente perché una persona decente presti la massima attenzione alle idee di Dugin.

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    Di compagneria e camerateria

    Il Primo Maggio sul palcoscenico del “Concertone” a Roma è salito anche un gruppo musicale ucraino che qualche esponente della italica libera stampa ha pure intervistato. Tante petalose domande tranne quella che, data la natura della festa, sarebbe stata la domanda più pertinente, la domanda delle domande: “Cosa pensate del fatto che dal 2015, dopo Maidan, in Ucraina è proibito celebrare il Primo Maggio”?

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    LVI è tornato

    “Cittadini, c’è voluto poco più di un secolo ma alla fine ce l’abbiamo fatta: LVI è tornato!
    Il sovrano condottiero, l’altissimo capo, il presidente di ogni cosa e il risolutore di ogni problema è finalmente di nuovo alle porte della sua trionfante ascesa. Ai prischi allori del suo trono siamo tutti chiamati a prostrarci con devota riverenza e squillante riconoscenza, perché egli ci ha salvati dall’invisibile morbo, dalla catastrofe economica, dall’ecatombe culturale e dalla falsa informazione, innalzando il sacro vessillo della Scienza e aprendoci gli orizzonti di un ameno paradiso, facendo risorgere l’Italia unita, forte, vittoriosa.”