Tag: fuoco

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    Morte e Rinascita tra il mito di Taliesin, la Fenice e la storia della vita sulla Terra

    “La terra non deve morire, deve vivere! … ma c’è qualcosa di malsano che la sta uccidendo: la specie umana, una piccola creatura vivente. La sua evoluzione ha preso una piega sbagliata. La specie umana risorgerà per edificare una nuova civiltà… deve ritornare ad essere nulla per potere rinascere ad una nuova vita….

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    La luce di Fatima

    Molto si è detto e scritto sulle apparizioni di Fatima. Molto, e crediamo anche troppo, ci si è attardati sui cosiddetti “segreti”, andando più spesso a cercare l’ombra che la luce. In verità, l’una non può stare senza l’altra. Anzi, ricordiamoci che più le tenebre si infittiscono, più la luce può irrompere vittoriosa, anche se all’apparenza tenue.

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    Il deserto cresce. Piantare alberi per un’altra generazione

    È celebre, nel libro quarto di Così parlò Zarathustra di Nietzsche, l’incipit – che è anche la conclusione – del discorso sollecitato dal Viandante – ombra di Zarathustra – rivolto alle figlie del deserto, Duda e Suleika: il deserto cresce, guai a chi in sé cela deserti. Nessun deserto è più arido di quello della morte di Dio e dello Spirito.

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    Il mondo ha bisogno di un rinascimento, non di un reset: i prometeici romperanno finalmente le catene? [1/2]

    All’inizio, vedendo vedevano male,
    e udendo non sentivano, ma, come fantasmi rannicchiati nei
    sogni, la storia perplessa dei loro giorni li sconcertava;

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    Arte tra le rovine

    «Una volta un saggio disse che il peccato è tutto ciò che non è necessario. Se questo è vero, allora tutta la nostra società è fondata sul non necessario, dall’inizio alla fine. Ci siamo creati una spaventosa disarmonia, uno squilibrio per così dire tra il nostro sviluppo materiale e quello spirituale. La nostra cultura è inadeguata, la nostra civiltà è fondamentalmente sbagliata, figlio mio». Seduto tra gli alberi, Alexander parla così al figlioletto e forse alla sua dilaniata coscienza, in una delle prime scene di Sacrificio, di Andrej Tarkovskij.

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    Dalle origini, oltre le origini

    Le ruggini iniziano a sciogliersi. Le illusioni sfioriscono, una per volta. Dolore dopo dolore, alcuni cuori e menti finalmente mostrano spiragli prima d’ora inaspettati. La sofferenza è la via più sicura per la santità e anche per la sapienza. Ma ancora molto fuoco dovrà scendere sulle incrostazioni prima di mostrare la lucentezza delle forme.

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    Non sparate sull’artista

    «Ciò che è in basso è come ciò che è in alto», insegna la Tavola Smeraldina, ma è ciò che è posto in alto a precedere e determinare quello che è posto in basso, così che l’uomo, attraverso i “segni” che raccoglie quaggiù in questo mondo, è reso capace di ascendere ai mondi superiori. Allo stesso modo, è l’eccezionale che stabilisce i confini e i toni della norma e non l’aspetto comune, perché la misura più piccola non può essere dilatata per contenere quella più grande, mentre in quest’ultima sono comprese tutte le ampiezze, anche quelle infinitesime.

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    La meglio gioventù

    Sono bellissimi gli adolescenti. Sono una sfida alle torri degli adulti, e forse anche per questo sono splendidi.
    Sono ancora vivi. La loro anima pulsa.
    Stracciano il velo dell’ipocrisia dei grandi, quei giovani che vogliono andare a scuola, vogliono studiare, vogliono costruire il loro futuro e non perdere fiducia nel prossimo, e non avere paura dell’altro.