Tag: gender

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    Rassegnati e soli. La verginità di massa come sintomatologia neoliberale

    È un dato drasticamente in crescita negli ultimi anni quello della percentuale di uomini che non riescono a raggiungere l’intimità sessuale nell’adolescenza e poi nella prima età adulta.
    A questo fenomeno possiamo rispondere molto facilmente evidenziando la graduale
    svirilizzazione della società occidentale, per cui la fragilità emotiva e la scarsa incisività caratteriale sembrano innalzate a caratteristiche eccezionali del nuovo “uomo passivo”, transfemminista e “pro-gender”.

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    Di gender, di cinema, di voto utile

    Possiamo dichiarare la partita sul gender fallita.
    Persa perché era una questione metafisica e escatologica, in cui il deragliamento del maschile e del femminile dalle linee della legge naturale era un segno da cogliere e decifrare.
    Era quindi una battaglia che chiamava al piano culturale e all’intelletto; invece è stata combattuta come una crociata moralistica.

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    Il tribunale degli Stati Uniti contro l’ideologia del progresso

    La notizia numero uno al mondo oggi non è la SMO russa o il crollo dell’economia occidentale, ma la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di rivedere la sentenza Roe Wade del 1973 e di rovesciare le garanzie costituzionali del diritto di interrompere una gravidanza. Ora la questione dell’aborto è stata spostata a livello di ciascuno Stato, e subito il procuratore generale del Missouri, Eric Schmitt, ha annunciato la decisione di vietare l’aborto.

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    Ma di quale popolo, di quale Italia, di quale Europa stiamo parlando?

    Sembrerà strano a molti degli ambienti europei di stampo conservatore, tradizionalista, identitari, sovranisti, ecc. ma oggi la massima rappresentazione di Europa è proprio nei vari Draghi, Macron, Von Der Layen, ecc.

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    Se vogliamo sopravvivere dobbiamo imparare a fare le domande giuste

    Leggendo “Scales of Justice” di Ngaio Marsh mi sono reso conto che la parola “impertinenza” è passata di moda. Infatti, ciò che una volta era un oltraggio è ora così comune che nessuno lo riconosce come impertinenza. L’impertinenza è diventata un comportamento di routine accettato e non viene più riconosciuta quando si verifica.

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    Se l’Italia investe nell’ignoranza

    Abbiamo detto in altre occasioni di essere “passati al bosco”, ossia ribelli, oppositori del nostro tempo. Incomoda posizione, vissuta, come prescriveva Zarathustra “su un alto monte”, dove l’aria è gelida ma pura e si osserva “molto di mondo”. Strana situazione quella italiana, in cui comanda un signore non eletto da nessuno e dove il bilancio statale prevede un aumento delle spese militari e un taglio secco di quelle destinate all’istruzione.

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    La battaglia culturale [2]

    La posta in palio della battaglia culturale contemporanea è l’uomo stesso. Nel prezioso libriccino L’abolizione dell’uomo, C.S. Lewis afferma l’esistenza di un ordine morale oggettivo che gli uomini di ogni tempo e civiltà, nelle più diverse tradizioni religiose o filosofiche possono riconoscere attraverso la retta ragione. Un ordine che l’uomo può approfondire con nuove intuizioni, ma al quale non può contribuire con invenzioni, come non può “immaginare un nuovo colore primario, creare un nuovo sole e un nuovo firmamento.” Lewis avverte dell’emergere di innovatori sociali – i Condizionatori – che, innalzando la bandiera del soggettivismo, postulano che l’ordine oggettivo può essere arbitrariamente trasformato e sostituito.

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    Manifesto del Grande Risveglio

    I cinque punti del Principe Carlo
    Nel 2020, al forum di Davos, il fondatore del forum Klaus Schwab e Carlo, il principe del Galles, hanno proclamato un nuovo corso per l’umanità, il Grande Reset.