Tag: gender

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    Femminismo in Cina

    Anche se non sono una femminista, cerco sempre di fare la mia parte per la parità di genere. È innegabile che, a causa delle differenze nella composizione fisiologica e della profonda influenza della cultura tradizionale, la posizione delle donne nel mondo è diversa; tuttavia, grazie allo sviluppo economico, alla diffusione dell’istruzione e al progresso tecnologico, le donne cinesi possono resistere alla pressione di migliaia di anni di cultura tradizionale e di politica invisibile, e lottare per ottenere per sé e per le proprie compagne gli stessi diritti degli uomini.

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    Mischia guerriera e Soggetto Radicale

    Che cos’è il senso della vita per un Soggetto Radicale e quale visione ha della vita? Sappiamo che la sua visione del mondo, ossia la sua weltanschauung è volontà di potenza per vivere, combattere, morire e vincere nella direzione del grande risveglio della Tradizione, ossia una visione protesa a far rinascere la realtà dell’Ordine Divino nel mondo contro la putrefazione nichilista della Postmodernità.

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    Esercizi di neolingua: schiavi delle parole

    Wikipedia, la post-verità che corre sulla rete, riporta che “la demisessualità è un tipo di sessualità grigia in cui l’individuo riesce a percepire attrazione sessuale solo per persone con cui ha un forte legame emotivo” mentre “l’asessualità è un orientamento sessuale che consiste nella mancanza di attrazione sessuale verso ogni genere. Le persone asessuali, dunque, provano poca o nessuna attrazione sessuale”. Ma possono avere legami romantici.

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    Contro il liberalismo culturale

    In una discussione, un amico di sentimenti conservatori deprecava il declino della morale pubblica e privata e dei vincoli comunitari, attribuendolo ai comunisti, in particolare al cosiddetto marxismo culturale, l’orfanello rapidamente consolatosi all’ombra del globalismo capitalista.

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    Breviario troglodita

    Avviso ai naviganti: questo pezzo è altamente divisivo. Se gli stomaci democratici e tolleranti non lo reggono, basta interrompere la lettura. In caso di insulti, capitate male: non frequento le reti sociali e comunque me ne frego. Ahi, ahi, l’ho detta grossa. Ma sono un troglodita, un abitatore delle caverne. Come Flintstone nel cartone animato Gli Antenati, incido lettere su un blocco di pietra a colpi di scalpello. Ringrazio chi, con immeritata comprensione, ha trascritto in formato Word e trasmesso in modalità telematica la presente intemerata.

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    Rassegnati e soli. La verginità di massa come sintomatologia neoliberale

    È un dato drasticamente in crescita negli ultimi anni quello della percentuale di uomini che non riescono a raggiungere l’intimità sessuale nell’adolescenza e poi nella prima età adulta.
    A questo fenomeno possiamo rispondere molto facilmente evidenziando la graduale
    svirilizzazione della società occidentale, per cui la fragilità emotiva e la scarsa incisività caratteriale sembrano innalzate a caratteristiche eccezionali del nuovo “uomo passivo”, transfemminista e “pro-gender”.

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    Di gender, di cinema, di voto utile

    Possiamo dichiarare la partita sul gender fallita.
    Persa perché era una questione metafisica e escatologica, in cui il deragliamento del maschile e del femminile dalle linee della legge naturale era un segno da cogliere e decifrare.
    Era quindi una battaglia che chiamava al piano culturale e all’intelletto; invece è stata combattuta come una crociata moralistica.

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    Il tribunale degli Stati Uniti contro l’ideologia del progresso

    La notizia numero uno al mondo oggi non è la SMO russa o il crollo dell’economia occidentale, ma la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di rivedere la sentenza Roe Wade del 1973 e di rovesciare le garanzie costituzionali del diritto di interrompere una gravidanza. Ora la questione dell’aborto è stata spostata a livello di ciascuno Stato, e subito il procuratore generale del Missouri, Eric Schmitt, ha annunciato la decisione di vietare l’aborto.

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    Ma di quale popolo, di quale Italia, di quale Europa stiamo parlando?

    Sembrerà strano a molti degli ambienti europei di stampo conservatore, tradizionalista, identitari, sovranisti, ecc. ma oggi la massima rappresentazione di Europa è proprio nei vari Draghi, Macron, Von Der Layen, ecc.

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    Se vogliamo sopravvivere dobbiamo imparare a fare le domande giuste

    Leggendo “Scales of Justice” di Ngaio Marsh mi sono reso conto che la parola “impertinenza” è passata di moda. Infatti, ciò che una volta era un oltraggio è ora così comune che nessuno lo riconosce come impertinenza. L’impertinenza è diventata un comportamento di routine accettato e non viene più riconosciuta quando si verifica.