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Tag: giornalismo
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Complottista e pure terrapiattista!
Quando la denigrazione allo stato puro diventa l’unico fine del giornalismo, tutto fa brodo pur di ottenere il risultato voluto. Senza nemmeno risparmiare il reale senso delle parole, il linguaggio viene allora volgarmente manomesso in modo da far sembrare ogni cosa quel che non è.
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I migliori giornalisti sono perseguitati e disprezzati: Note dal bordo della matrice narrativa
I migliori giornalisti occidentali sono disprezzati a dismisura, mentre i peggiori sono acclamati come milionari. La civiltà occidentale è costruita sulla menzogna, dipende dalla menzogna, è alimentata dalla menzogna. Non cercate l’approvazione diffusa. È inutile.
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Facebook (Meta) conferma i legami con una campagna di propaganda militare statunitense
Nel caso non lo sapessi, le grandi aziende tecnologiche hanno collaborato con l’esercito degli Stati Uniti per controllare le narrazioni ufficiali usando la propaganda. Una di queste operazioni segrete è stata confermata da Meta, la società madre di Facebook, che stava spingendo narrazioni pro-USA e anti-Russia.
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Il Daily Beast ha condiviso alcune valutazioni sorprendentemente accurate degli interessi cinesi
Le grandi vulnerabilità strategiche della Cina sono più acute oggi di quanto non lo siano state in qualsiasi altro momento dell’ultimo mezzo secolo, dal suo primo avvicinamento agli Stati Uniti. L’articolo del Daily Beast condivide alcune valutazioni sorprendentemente accurate al riguardo, anche se il titolo è un clickbait melodrammatico. Per quanto “politicamente scomode” possano sembrare ai sostenitori della Cina, le osservazioni di Andrew Small spiegano comunque perché la Cina stia esplorando una nuova distensione con gli Stati Uniti proprio ora.
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Ci tengono concentrati su dicotomie esca: note dal bordo della matrix narrativa
Agli occidentali viene insegnato che i malvagi “regimi” stranieri non permettono ai loro cittadini di criticare il loro governo, mentre gli occidentali stessi vengono addestrati a non criticare mai il loro governo. Sono invece addestrati a criticare le dicotomie di facciata – false assurdità di parte – e non il vero potere.
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Giornalisti sulla linea di tiro
La scorsa settimana, una cache di circa 17.000 documenti presumibilmente hackerati dall’emittente iraniana Press TV ha iniziato a fare il giro dei social media. Tra questi ci sono documenti che riportano il mio nome, la mia fototessera e la mia firma.
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Ma guarda che caso
Biden in Giappone dichiara che nel caso la Cina allunga le mani su Taiwan gli USA interverranno militarmente. Biden sarà poi infornato che mentre lui faceva queste dichiarazioni, due formazioni di caccia, una russa e l’altra cinese, in manovra congiunta, senza violare lo spazio aereo, facevano il periplo del Giappone. In pratica un chiaro messaggio in codice di cui nessun media ci ha relazionato. Ci hanno solo riportato le dichiarazioni di inusitata durezza (contro gli USA) del primo ministro cinese Li Keqiang.
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Lavrov, Hitler e i giornalisti in malafede
Il problema non è quel che pensa e dice Lavrov. Il problema è quello che vien fuori quando persone coltissime ed intelligenti come lui, indipendentemente dalla loro ideologia, di quel che pensano e a cui credono (e quindi anche di tutte le persone di pari intelligenza a lui avverse) si concedono al telecretinismo. Da persone colte ed intelligenti utilizzano con proprietà semantica ed etimologica alcune parole e concetti dando per scontato che chi le ascolta abbaino letto almeno un milionesimo dei libri da loro letti e sui quali hanno studiato.
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Punti salienti dell’intervista di Lavrov con India Today
L’intervista di Lavrov con India Today è stata particolarmente interessante perché gli osservatori hanno potuto vedere esattamente ciò che voleva sottolineare per questo enorme pubblico non occidentale. Questa interazione ha fornito uno sguardo alla politica di comunicazione strategica russa in evoluzione verso il Sud globale, che si prevede continuerà ad essere messa a punto fino alla perfezione, visto che questa enorme fascia di mondo è il vero campo di battaglia cognitivo della nuova guerra fredda.
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La provocazione in Bucha come scusa per l’intervento occidentale
Il mondo è indignato dalle foto e dai video della città di Bucha vicino alla capitale ucraina Kiev. La parte ucraina, i governi occidentali e le principali agenzie di stampa dicono che le forze russe hanno brutalmente ucciso centinaia di civili ucraini. La Russia nega le accuse. Il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov le ha definite un “attacco informativo”. La Russia ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU su questo tema, ma la richiesta è stata rifiutata due volte dal Regno Unito che detiene la presidenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU in aprile.

