Tag: Heartland

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    Un puzzle eurasiatico: l’interconnettività BRI e INSTC completerà il puzzle

    Interconnettere l’Eurasia interna è un esercizio di equilibrio taoista: aggiungere un pezzo alla volta, con pazienza, a un gigantesco puzzle. Ci vogliono tempo, abilità, visione e, naturalmente, grandi scoperte.

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    La NATO era pronta a colpire Crimea e Donbass, parola di Scott Ritter

    Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha collaborato con Ucraina, Francia e Germania per preservare gli accordi di Minsk, questo era necessario affinché l’Alleanza potesse radunare le sue forze militari sul territorio dell’Ucraina e lanciare potenti attacchi militari sul Donbass e sulla Crimea, ha affermato un ex ufficiale dell’intelligence del Corpo dei Marines degli Stati Uniti, Scott Ritter.

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    È troppo presto per definire “rivoluzione colorata” le proteste nel Karakalpakstan dell’Uzbekistan

    Anche se c’è sempre la possibilità che gli eventi vadano temporaneamente fuori controllo, le probabilità sono drasticamente ridotte contro chiunque, locale o straniero, speri di armare con successo le percezioni sulle riforme costituzionali dell’Uzbekistan per scopi legati alla Rivoluzione Colorata e per scatenare una guerra ibrida contro la Russia, la Cina e/o l’Iran in Asia Centrale per procura attraverso il Karakalpakstan.

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    Dugin a Shanghai: Relazioni internazionali e geopolitica – Seconda Lezione [5]

    La nuova strategia Heartland non può più essere bipolare, può essere solo multipolare, con tutta sincerità. Non si tratta di una sorta di versione “nascosta” del vecchio bipolarismo, perché questo è impossibile nella situazione attuale. Non possiamo permettere che il Sea Power domini il Land Power. Questo è essenziale, alla fine, e possiamo renderlo possibile solo con l’aiuto di altri poli.

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    Dugin a Shanghai: Relazioni internazionali e geopolitica – Seconda Lezione [2]

    Il vero fondatore della geopolitica, Sir Halford John Mackinder, era un geografo politico e fondatore della London School of Economics. È stato uno dei principali pensatori dell’imperialismo britannico. Cercando di mettere insieme tutte le minacce, i principi, le prospettive e la “logica” dell’imperialismo britannico, nonché di prepararne il futuro in modo pratico, Mackinder giunse alla prima visione che era una sorta di risultato dei precedenti approcci alla geografia politica.

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    Dugin a Shanghai: Relazioni internazionali e geopolitica – Seconda Lezione [1]

    La geopolitica è una branca separata dell’analisi strategica. Esistono alcuni collegamenti tra le teorie delle Relazioni Internazionali e le teorie geopolitiche, ma la Geopolitica è un campo assolutamente originale e indipendente del pensiero e dell’analisi strategica. In questa lezione [N.d.T. suddivisa per ragioni editoriali in più parti] parleremo dei paradigmi, dei concetti, delle scuole e dei principali dibattiti della geopolitica.

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    Fantasie di grandezza polacca

    La Polonia rappresenta ora l’egemone autoproclamato dell’Europa orientale, situato nella sfera d’influenza americana e britannica, ma la Gran Bretagna è stata più attiva nel sostenere il progetto Inter-Sea (o Intersea), sperando di rafforzare la sua importanza nella regione in futuro.

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    La strategia orientale dell’Heartland: una panoramica degli obiettivi e delle priorità

    Spostiamoci verso est. Qui vediamo l’India come un “grande spazio” a sé stante, che durante l’epoca del Grande Gioco era la principale testa di ponte per il dominio britannico dell’Asia. A quel tempo, la necessità di mantenere il controllo sull’India e di prevenire la possibilità che altre potenze, in particolare l’impero russo, invadessero il controllo britannico della regione era essenziale per la “civiltà del mare”. In relazione a questo c’erano le epopee afghane degli inglesi, che cercarono ripetutamente di affermare il loro controllo sulla complessa struttura della società afghana non governata proprio per bloccare i russi da una possibile campagna in India.

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    Il dominio sul mondo

    I Padri della Chiesa, gli antichi e i grandi pensatori ci hanno insegnato ad avere una visione d’insieme e lungimirante dei fatti perché prese di posizione settoriali, in epoche di grandi cambiamenti, possono indurre a conclusioni incomplete, approssimative ed a una certa miopia, che spinge, inevitabilmente, nei vicoli ciechi dell’irrealismo, della vacuità, del fanatismo apocalittico.

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    “La grande scacchiera”: capire i problemi degli Stati Uniti nella Grande Eurasia [1/2]

    Scritto dallo stratega ebreo-americano Zbigniew Brzézinski, Le grand échiquier: l’Amérique et le reste du monde’, è un libro geopolitico che mette in luce le manovre a favore del controllo degli Stati Uniti sul mondo, più precisamente sul blocco dell’Eurasia. Quale posto occupa l’attuale conflitto russo-ucraino in questo libro di attualità? Una tutela facile sull’Africa?