Tag: illusione

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    Cinema: invito al viaggio

    La Storia, ovvero Colui che la governa, non cessa di inviarci dei Segni, affinché noi possiamo finalmente sollevarci dal sonno di polvere in cui siamo schiacciati. Eppure continuiamo a non avvedercene, opponendo verso di essi la più tenace forma di “resistenza psicologica”.

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    Arte tra le rovine

    «Una volta un saggio disse che il peccato è tutto ciò che non è necessario. Se questo è vero, allora tutta la nostra società è fondata sul non necessario, dall’inizio alla fine. Ci siamo creati una spaventosa disarmonia, uno squilibrio per così dire tra il nostro sviluppo materiale e quello spirituale. La nostra cultura è inadeguata, la nostra civiltà è fondamentalmente sbagliata, figlio mio». Seduto tra gli alberi, Alexander parla così al figlioletto e forse alla sua dilaniata coscienza, in una delle prime scene di Sacrificio, di Andrej Tarkovskij.

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    Illusione e realtà

    Osserviamo l’immagine della ruota. Più muoviamo dal centro, lungo i raggi, verso la circonferenza, più i punti si fanno distanti fra di loro. Il centro rappresenta il Principio. Allontanatici da esso viviamo in un’illusione di realtà dove si fa sempre più difficoltoso anche “incontrare” gli altri. Di più, oggi la ruota gira con tale velocità, esponendoci ai sussulti e agli inganni della manifestazione fenomenica.

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    Coltivare la non-finzione

    Un paio di millenni fa, una Donna disse «Ciò che chiamiamo vita, è questo sogno fatto dalla nostra anima quando ogni mattino si sveglia in un corpo di carne ed ossa; non dimentichiamolo mai.» Questo sogno immenso possiamo paragonarlo anche ad un teatro: ci sono alcuni che mettono in scena una storia che è in realtà una finzione, non è la “realtà”, davanti ad altri che assistono, ammettendo come vero per un certo periodo di tempo che quella finzione inscenata sia la “realtà”. Il teatro coinvolge tutto l’essere, lo trasporta empaticamente e catarticamente in una dimensione tutta sua, quella della cosiddetta magia teatrale, che è ciò che fa amare tanto il teatro perché ci rende consapevolmente creatori di una “realtà”. Quanto, per, ciò che noi crediamo essere la “realtà” reale, è veramente tale?