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    Controffensiva ucraina?

    Da giorni i media occidentali esaltano la controffensiva ucraina e dicono di una cocente ed ignobile sconfitta russa. In poche ore gli ucraini riconquistato un terreno di ampiezza pari all’Umbria. E agli analisti vip pare una cosa normale. A me la cosa non è apparsa affatto normale. E dunque mi sono preso tempo per “analizzare” la questione e addirittura mi ero riproposto di non parlarne fino ai primi di ottobre. Leggo le esternazioni dei tifosi ucraini, come leggo lo sconforto nei commenti dei filorussi. A me da alcuni viene riservata l’ironia per la batosta che avrebbe ricevuto il mio “amico Putin”.

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    Dies Natalis

    Quando Roma si fece, con il favore delle divinità autoctone e straniere, si chiuse un cerchio; un sacro sulcus, una linea circolare inamovibile che divenne il centro simbolico e rituale d’ogni sua gloria futura. Il Pomerio (post-murum) ovvero confine esterno ne sanciva tracciato inviolabile. Al suo interno, le prime famiglie costruirono abitazioni circolari. Ognuna di queste aveva un patriarca ovvero un pater familias, depositario della conoscenza del sacro che veniva trasmessa al suo gruppo d’appartenenza. Un pontifex che intorno al centro sacrale-fuoco della propria capanna, aveva il ruolo di intermediario terrestre dei culti e riti che rinsaldavano l’affiliazione/adesione alla ristretta comunità che poi si fece villaggio, città, Impero e vide nel Pontefice Massimo o re, il reggitore della sfera collettiva del sacro. Ma l’impronta era stata data ed il capo famiglia rimase, con funzione centrale insieme ed in forma differente alla Matrona romana, – vaso contenente il seme – centro del nucleo familiare.

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    Mantenere la linea, conservando le parole

    Sul fronte di guerra, è essenziale mantenere la linea, pena la perdita di terreno e la sconfitta. Il mondo oggi avanza con l’arma dello sproloquiare senza freno, riversando parole su parole in un diluvio costante di informazioni, travolgendo chiunque non si lasci trasportare dalla marea tumultuosa dei lemmi.