Tag: mainstream

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    Il transumanesimo è nazicomunismo

    Il Covid avrebbe dovuto essere la tempesta perfetta per l’instaurazione del Regime globalista. Un problema globale non avrebbe potuto che richiedere una “soluzione” globale. Il caos pandemico sarebbe stato ricomposto dall’ultima variante del solito “ordine” massonico.

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    Sostenere la Terza Guerra Mondiale ora è solo un punto di vista mainstream

    La dottrina mainstream nella seconda metà del 2022 è piena di editoriali che sostengono che gli Stati Uniti devono aumentare notevolmente le spese militari perché una guerra mondiale sta per scoppiare, e lo inquadrano sempre come se questo sarebbe qualcosa che accade agli Stati Uniti, come se le loro stesse azioni non avessero nulla a che fare con questo. Come se non fosse il risultato diretto dell’impero centralizzato statunitense che accelera continuamente verso quell’orribile evento mentre rifiuta ogni possibile rampa diplomatica a causa della sua incapacità di rinunciare al suo obiettivo di dominio planetario unipolare totale.

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    La parte giusta della storia

    Nel quartiere del vostro scrivano c’è un circolo progressista da cui è bello trarre ispirazione. Per fare e pensare, nel dubbio, il contrario di quanto prescritto dai suoi illuminati dirigenti. Da mesi uno slogan scritto su un lenzuolo ormai sporco invoca: uno straccio di pace, il profondo contributo intellettuale di lorcompagni al dramma ucraino. Ancora più interessante è la bacheca in cui fanno bella mostra foto di eventi significativi ad uso dei passanti.

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    Propaganda e censura. La democrazia dello spettatore

    Il sistema non ammette più deroghe e discrepanze. È obbligatorio essere fedeli alla linea, come ai tempi dell’Unione Sovietica. L’unica differenza è che la linea è dettata dall’apparato propagandistico ideologico delle sedicenti democrazie occidentali. Torna in auge la censura e intellettuali di antico lignaggio liberale, come Angelo Panebianco, esigono dal pulpito di grandi giornali che non suonino più campane diverse. Si riferiva allo spazio eccessivo che, a suo giudizio, sarebbe concesso a posizioni non allineate con il mainstream sulla guerra in Ucraina.