Tag: mondialismo

  • Thumbnail for the post titled: L’Atlantismo sbagliato – in memoria di Darya [2]

    L’Atlantismo sbagliato – in memoria di Darya [2]

    La parola chiave è “multipolarità”, in tutti i sensi: geopolitica, culturale, valoriale, economica, ecc. Solo un nuovo “ordine mondiale multipolare” che al pensiero unico, all’uniformità globale e all’unipolarismo americanocentrico contrapponga l’idea di un’umanità costituita da diversi poli decisionali sovrani corrispondenti alle molte civiltà che la caratterizzano, ciascuno dotato di un peculiare sistema valoriale conforme alle proprie radici storiche e culturali, potrà garantire il rispetto delle identità, delle tradizioni e dell’autodeterminazione dei popoli, nella convinzione che molteplicità e diversità siano da intendersi come una ricchezza e un tesoro da preservare, non come un motivo di inevitabile conflitto da eliminare.

  • Thumbnail for the post titled: NATO: il bilancio militare dell’egemonia americana nel mondo

    NATO: il bilancio militare dell’egemonia americana nel mondo

    L’Imam Khamenei, Guida della Rivoluzione islamica, ha più volte sottolineato che l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO) “è un’entità pericolosa” che persegue solo i propri interessi e non tiene conto degli interessi delle altre nazioni, nemmeno di quelli degli alleati in questo patto [di difesa]. Secondo le sue stesse parole: “Uno dei disastri più catastrofici per i paesi si verifica quando altri paesi interferiscono nelle loro questioni di sicurezza, pianificano le loro guerre e la pace e definiscono le loro politiche. È un grave disastro per ogni paese che si trovi in una situazione del genere”.

  • Thumbnail for the post titled: 120 giorni difficili e impegnativi

    120 giorni difficili e impegnativi

    Con la conferenza presso Dex comunità politico-culturale di Verona, ho chiuso un ciclo di interventi relativi alla crisi Ucraina-Russia-Occidente che mi ha visto fortemente impegnato per quattro mesi, giorno su giorno e spesso notte su notte.

  • Thumbnail for the post titled: L’Ucraina e l’ipocrisia degli usurai globali

    L’Ucraina e l’ipocrisia degli usurai globali

    L’FMI ha una propria strategia per questi casi, chiamata “Stati fragili e colpiti da conflitti”. È stata pubblicata nel marzo 2022 e sarà attuata fino al 2025.
    Nella sintesi si legge che “Il sostegno agli Stati fragili e colpiti da conflitti (FCS) è una priorità importante per l’agenda politica internazionale. Gli FCS ospitano quasi 1 miliardo di persone che devono affrontare una serie di sfide: dalle istituzioni a bassa capacità e dalla limitata fornitura di beni pubblici, all’estrema povertà, agli sfollamenti forzati e alla guerra. La fragilità e i conflitti sono legati anche a tendenze quali il cambiamento climatico, l’insicurezza alimentare e le disparità di genere.

  • Thumbnail for the post titled: L’antiglobalismo come fenomeno

    L’antiglobalismo come fenomeno

    Consideriamo il fenomeno dell’antiglobalizzazione, cioè il movimento contro la globalizzazione. A volte si usa il termine “alterglobalismo” o “alterglobalizzazione” per definirlo. Il prefisso latino “alter” significa “altro”. Per “alterglobalismo”, quindi, si intende una critica e un rifiuto del globalismo attuale e una proposta di adottare e costruire un altro globalismo al suo posto. Cosa si intende per “un altro globalismo”, lo esamineremo ora.

  • Thumbnail for the post titled: La responsabilità dei territori della Novorossiya liberati dai nazisti deve essere presa immediatamente

    La responsabilità dei territori della Novorossiya liberati dai nazisti deve essere presa immediatamente

    Un nuovo modello amministrativo e politico sta cominciando a prendere forma in Ucraina. È di fondamentale importanza, costituendo il nucleo della Novorossia come una nuova unità storica. In sostanza, i territori dell’Ucraina orientale liberati dai neonazisti si stanno organizzando in una realtà politica indipendente.

  • Thumbnail for the post titled: Alcuni fattori dietro la crisi in Ucraina

    Alcuni fattori dietro la crisi in Ucraina

    Considerando la postura morale della NATO, dell’UE e degli USA l’Ucraina è stata manipolata come un pugnale puntato al cuore della Russia. Attraverso una pianificazione esterna e un finanziamento massiccio, l’Ucraina è stata staccata dal suo rapporto organico con la Russia.
    La misura in cui la rete globalista ha preso di mira la Russia attraverso l’Ucraina è facilmente visibile esaminando i rapporti finanziari annuali di ONG come il National Endowment for Democracy, Open Society institutes, ad infinitum. Qui possiamo discernere il vero significato dietro la retorica secondo cui l’Ucraina è un fulgido esempio di “democrazia”, “liberalismo” e “società aperta”.

  • Thumbnail for the post titled: L’operazione speciale della Russia in Ucraina ripristinerà la stabilità strategica globale

    L’operazione speciale della Russia in Ucraina ripristinerà la stabilità strategica globale

    Se la Russia si fosse sottomessa al tentativo di ricatto nucleare degli Stati Uniti, Washington avrebbe immediatamente messo gli occhi sulla Cina, dopo di che avrebbe ripristinato la sua declinante egemonia unipolare sul pianeta se fosse poi riuscita a neutralizzare strategicamente anche quel paese.

  • Thumbnail for the post titled: Il presidente Putin non ha scatenato la terza guerra mondiale, l’ha solo evitata

    Il presidente Putin non ha scatenato la terza guerra mondiale, l’ha solo evitata

    Una guerra molto più grande che potrebbe pericolosamente degenerare nella terza guerra mondiale è stata evitata dall’operazione speciale preventiva della Russia in Ucraina volta a neutralizzare le minacce latenti, imminenti e calde degli Stati Uniti e della NATO provenienti da quel paese. Questo rende la missione militare di Mosca veramente una missione di pacificazione, poiché la grande potenza eurasiatica ha cercato responsabilmente di prevenire la terza guerra mondiale, non di scatenarla. La Russia non aveva davvero altra scelta che agire ora.

  • Thumbnail for the post titled: Perché non è ininfluente che Schwab abbia Lenin nel suo ufficio

    Perché non è ininfluente che Schwab abbia Lenin nel suo ufficio

    In una recente intervista Klaus Schwab, propalatore e popolarizzatore del concetto di “Grande Reset”, si è fatto vedere con un busto di Lenin dietro di sé.
    Per chi conosce qualcosina della comunicazione politica, lo scenario costituito da un ufficio, o una sala, nella quale viene fornita una dichiarazione, non sono lasciati al caso. Titoli di libri, simboli, quadri e foto devono comunicare un contesto culturale, devono essere il bemolle o il diesis della dichiarazione stessa. Si va dalla foto della famiglia per suggerire normalità alla Treccani intonsa per comunicare cultura anche se la dichiarazione riguarda la variante di valico Barberino-Roncobilaccio.