Tag: nascita

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    Natale russo

    Oggi la Vergine Maria è la più vitale e la terra è colei che porta l’inviolabile sulla terra. Angeli e pastori lodano. I Volsvi viaggiano con la stella. Per noi è nato il bambino, il Dio Eterno.

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    Darya Dugina: dies natalis ed escatologia

    In quanto la nostra preghiera per i defunti “[…] può non solo aiutarli, ma anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore” , è con siffatta certezza che il Sodalitium Equitum Deiparae Miseris Succurrentis si unisce ‘nella memoria’ di Darya Dugina.
    Diciamo subito, però, che lo facciamo a modo nostro: con un approccio che a qualcuno potrebbe forse apparire discutibile, o quantomeno inusitato.

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    Dies Natalis

    Quando Roma si fece, con il favore delle divinità autoctone e straniere, si chiuse un cerchio; un sacro sulcus, una linea circolare inamovibile che divenne il centro simbolico e rituale d’ogni sua gloria futura. Il Pomerio (post-murum) ovvero confine esterno ne sanciva tracciato inviolabile. Al suo interno, le prime famiglie costruirono abitazioni circolari. Ognuna di queste aveva un patriarca ovvero un pater familias, depositario della conoscenza del sacro che veniva trasmessa al suo gruppo d’appartenenza. Un pontifex che intorno al centro sacrale-fuoco della propria capanna, aveva il ruolo di intermediario terrestre dei culti e riti che rinsaldavano l’affiliazione/adesione alla ristretta comunità che poi si fece villaggio, città, Impero e vide nel Pontefice Massimo o re, il reggitore della sfera collettiva del sacro. Ma l’impronta era stata data ed il capo famiglia rimase, con funzione centrale insieme ed in forma differente alla Matrona romana, – vaso contenente il seme – centro del nucleo familiare.

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    Natale: una nuova nascita

    Nel tempo che stiamo attraversando molti sembrano vivere nell’attesa della “fine di qualcosa”, ma non nell’operare e nel prepararsi ad un “nuovo inizio”. Lo sguardo è sempre rivolto al passato, come se una donna prima del parto, pensasse solo a quando terminano le doglie, anziché pensare al figlio che sta per dare alla luce. Vediamo la notte, ma non ci muoviamo verso il richiamo dell’aurora che ci attende.